venerdì 12 maggio 2017

Beauty Routine di Primavera (si fa per dire!)

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di Skincare, e in questo caso mi riprensento parlandovi delle ultime modifiche fatte alla mia Beauty Routine in vista della primavera (ma arriverà? Siamo sicuri? Qui a Milano continua a passare da maggio a novembre... insomma maggiembre?).

Non ho spignattato tantissimo quest'inverno, quindi mi sono trovata in parte “impreparata”, non ho avuto modo di fare molte prove, ma ho comunque provato a realizzare qualche prodottino nuovo, e ho anche introdotto qualche altro prodotto commerciale, di alcuni di questi vi ho già parlato specificatamente.

Vediamo specificatamente la mia Beauty Routine Giorno e Sera, vedendo in cosa l'ho differenziata da quella dell'anno scorso.

Beauty Routine Giorno:



Per la detersione mattutina (come anche quella serale quando non mi trucco per il giorno) utilizzo ancora il mio fantastico sapone viso, che avevo realizzato quasi “per sbaglio”, ma che si è rilevato il prodotto più delicato usato fino ad ora.

Come sapete il Tonico alla Vitamina C è una delle migliori scoperte degli ultimi anni, avevo cominciato con la versione semplice, ma poi ho sempre proseguito preparando le versioni con Fruttosio (che bevo anche) o con Fruttosio e Sorbitolo (che uso solo sulla pelle).
Trovo che sia immancabile, ed è un trattamento che mantengo tutto l'anno, lo mantengo a cicli di 10 giorni con qualche giorno di interruzione (che mi serve anche per trovare un momento per ripreparare i contenitori con le dosi di ingredienti pronti, e in questo caso devono essere rigorosamente asciutti), ed eventualmente salto solamente le due settimane prima di una vacanza dove prevedo di passare molto tempo al sole, in quel caso uso il trattamento come restitutivo, ma solo alla sera.
Se uso le giuste protezioni solari, non mi porta a soffrire maggiormente l'esposizione al sole, ma va comunque usato con moderazione, e non vanno usati altri trattamenti esfolianti in contemporanea.
Una volta applicato lascio passare almeno 15-20 minuti prima dello step successivo.

Per il secondo step, ultimamente sono tornata sul Siero di Sodio Ialuronato al posto del Gel di Ammonio Lattato, non solo perché è di più semplice preparazione, ma anche perché sembra che la mia pelle ogni tanto abbia bisogno di cambiamento, e cerco quanto più possibile di assecondarla.
Il Siero di Sodio Ialuronato apporta idratazione, ma mantenendo un “film” molto lubrificante sulla pelle, che permane a lungo, e rende anche più semplice l'applicazione di qualsiasi crema, è stato fondamentale anche quando ho provato a testare diversi campioncini che ho usato negli ultimi tempi.

La mia attuale crema viso è quella che vi ho denominato Effetto Seta, è una crema leggera, leggermente più nutriente della Crema Viso Eterea-Dupe, che si avvicina di più alla mia pelle di adesso, che è leggermente cambiata. Soprattutto nella stagione fredda, mi serve qualcosa di più nutriente, e ora, che non è ancora arrivato il caldo, mi trovo perfettamente con questa.

Il Contorno Occhi è sempre un prodotto che preferisco comprare, deve avere una texture morbida, ma al contempo, mi serve che sia più nutriente della crema che uso sul resto del viso, quindi preferisco acquistarla, non ha senso spignattare 100-200 ml di una crema che poi uso in piccolissime quantità (di solito un tubetto da 15 ml mi dura tranquillamente più di una stagione, di solito 6 mesi se è “giusta” come punto di idratazione), quindi adoro provare tanti prodotti diversi, per ora questo però è l'unico che ho acquistato, per il momento è l'unico che mi abbia soddisfatto fino a questo punto, ma potrei anche valutare il Roll-On di Domus Olea, avevo testato il campioncino poco fa, mi era stato dato in occasione di uno swap, e ne sono rimasta davvero estasiata, ma ve ne parlerò più approfonditamente quando sarà l'occasione.

Ovviamente quando mi trucco, a questa Routine segue anche la Routine per la base Viso, di cui vi parlerò più avanti!


Beauty Routine Sera:



Per la sera la mia Routine cambia completamente, dato che, soprattutto da quest'anno, la mia pelle è molto cambiata.
Se un tempo avevo bisogno di prodotti leggerissimi, quasi oil-free, ultimamente ho più bisogno di restituzione, soprattutto quando mi strucco.
Spesso per struccarmi stresso un pochino la pelle (purtroppo non ho ancora trovato il “prodottone” in grado di eliminare qualsiasi cosa senza faticare un po'), quindi devo rimediare subito dopo.

Il Tonico in questo caso è focalizzato sull'idratazione, mi serve un prodotto che eviti l'effetto “secco” subito dopo la rimozione del trucco, e in questo, il Tonico Ultra-Idratante è davvero il top, essendo un prodotto liquido permette un'applicazione modulabile, e nonostante non ve lo consigli a priori (dovete fare prima la prova), io riesco ad usarlo anche sul contorno occhi, ma ovviamente appoggiando solo leggermente il dischetto per arrivare giusto ad avvertire la pelle umida, senza assolutamente strizzarlo (in questo caso gli occhi bruceranno, ve lo assicuro).
Dopo il tonico lascio generalmente riposare la pelle per qualche minuto, così che si assorba/evapori del tutto, lasciando la pelle morbida ed idratata.

Il Siero Bifasico è una mia ricetta molto recente, ho notato che la mia pelle apprezza anche maggiori quantità di olio rispetto al passato, a patto però che siano molto insaturi (infatti qui abbiamo quasi tutti oli delicati e che il prodotto sia estremamente fluido (ovvero non gelificato e non mantenuto denso da cere/burri), ovviamente non devo esagerare, ma un intero contagocce sembra che sia perfetto per essere applicato su tutto il viso e il collo, lasciando da parte solo il contorno occhi (a volte mi capita di tornare molto tardi e usarlo comunque anche sugli occhi, a me non dà nessun fastidio, ma bisogna provare).

C'è stato un periodo dove questo siero è stato sostituito o intervallato dalla Crema Bionike che mi è stata mandata per la collaborazione come Bionike Tester tramite MyBeauty.it.

Infine durante la sera uso il contorno occhi della Cien, acquisto relativamente recente, che si è rivelato un prodotto accettabile, ma assolutamente non all'altezza dei prodotti usati fino ad ora (beh, obiettivamente è un prodotto economicissimo, calcolando la confezione, che comunque costa al produttore, il prodotto viene venduto a pochissimo, non mi aspetto che sia all'altezza di prodotti di fascia più alta), l'ho quindi relegato al ruolo “notte”, dove mi serve un prodotto nutriente, ma da cui non mi aspetto la performance di un prodotto da giorno (che non deve minare la tenuta del trucco, non deve sentirsi sulla palpebra e non deve sporcare le lenti a contatto, non deve dare fastidio se ne finisce un pochino sulle ciglia ecc...).

Mentre un prodotto che introduco saltuariamente, dall'inizio dell'anno, quando la mia pelle lo necessita o al massimo per 2-3 giorni (una volta al giorno) ogni 10-15 giorni su tutto il viso (escluso contorno occhi ovviamente), o solo sul brufolo, quando ne compare uno doloroso o particolarmente voluminoso è il Gel all'Acido Salicilico di Patty, di cui vi ho dato la ricetta pochi giorni fa.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 10 maggio 2017

Gel Pruficante ed Esfoliante al Salicilico di Patty!

Ciao a Tutti!
Oggi vi mostro la realizzazione di un'altra ricetta non mia, bensì di Patty.
Come vi avevo detto, ultimamente ho spignattato poco, e ho quasi sempre fatto prodottini molto più semplici e basic rispetto all'anno scorso, uno dei pochi spignatti più elaborati è questo.
Già da tempo meditavo di preparare un prodottino di questo tipo, ma non avendo mai fatto formulazioni complesse con il Salicilico, ho voluto affidarmi ad una ricetta già collaudata.
Avevo provato a farne una piccola quantità all'inizio dell'anno, per una prova, e il prodotto mi è piaciuto, così una volta finito l'ho rifatto poco fa.
Oggi infatti vi mostrerò come ho realizzato il suo Gel Anti-impurità al Salicilico!


Anche io, come lei, vi consiglio di realizzare un prodotto di questo tipo solo dopo aver acquisito una certa esperienza nello spignatto, dato che, per quanto semplice sia la ricetta, un errore dovuto alla disattenzione può essere ben più grave rispetto ad una crema che non si emulsiona, un burro cacao che non resta nella forma stick o ad un burro montato troppo duro e solido.
Quindi, mi raccomando, ATTENZIONE MASSIMA: l'Acido Salicilico va usato massimo al 2%!

La ricetta mi è stata utile sia per usarla su di me, sia sul mio ragazzo.
Io lo uso esclusivamente sul viso, sia globalmente, che specificatamente solo sul brufolo, quando ne compare uno particolarmente infiammato, mentre il mio ragazzo lo usa sulla schiena, dove spesso soffre di brufoli infiammati.
Su di lui ha funzionato solo il Salicilico (sottoforma di Lipogel, che avevo preparato qualche mese fa) oltre ai trattamenti farmacologici a base di antibiotici, qualcosa ha fatto anche l'Acido Acetilsalicilico, ma effettivamente risulta un trattamento molto più laborioso di questo, e questo gel è perfetto da usare alternativamente al Lipogel, che alla lunga può essere troppo unto per l'uso frequente.

In generale è un trattamento dedicato specificatamente alle pelli impure e asfittiche, che va ad agire molto in superficie, aggiungendo un'ottima azione cheratolitica (perfetta soprattutto per le pelli asfittiche).
Assolutamente sconsigliato su pelli delicate, reattive e a chi soffre di allergie o intolleranza all'alcol (è indispensabile per solubilizzare l'Acido Salicilico in un ambiente idrofilo), potete al massimo considerarlo un “antibrufolo” da usare solo sull'imperfezione, e solo quando serve.

Il trattamento non è compatibile con l'esposizione solare concomitante, quindi se intendete fare un ciclo di trattamento su tutto il viso, non fatelo durante o prima delle vacanze al mare, in montagna o un'esposizione solare prolungata.
L'Epidermide viene assottigliata proprio dal trattamento, e questo inevitabilmente porta a rendere la pelle più esposta ai raggi solari, aumentando il rischio di scottature, eritemi, ma anche di vere e proprie patologie.

Su di me non pizzica assolutamente, anche usato su tutta la pelle, e sul mio ragazzo neppure, ma potrebbe esserci questo effetto collaterale.
Se vi succede la prima volta in modo non grave va bene
Se vi succede per qualche minuto dopo l'applicazione e basta va bene
Se vi succede in modo intenso, non migliora nel giro di 1-2 minuti, o vi si arrossa la pelle NON VA BENE
Non usatelo più, la vostra pelle fa parte di quelle che non accettano di buon grado questo tipo di trattamento, rimuovetelo dal viso.
In questo caso potete provare a ridurre il dosaggio di Salicilico, o se già sapete di avere una pelle “dubbia”, potete già partire con una dose più bassa di quella che ho usato io.

Dopo tutti i Disclaimer di questo mondo, ecco qui riportata la ricetta (ho sostanzialmente omesso l'Algo Zinc e modificato il conservante):

Ricetta:

Acqua 85,1
Trimetilglicina 2
Gomma Xantana 0,4
Glicerina 3
Acido Salicilico 2
Alcol Alimentare 5
Pantenolo 2
Euxyl PE 9010 0,5

Procedimento:

La realizzazione è nonostante tutto molto semplice, si comincia con il preparare il gel di Xantana con il solito metodo, io in questo caso ho unito direttamente la Trimetilglicina alla Gomma Xantana, disperdendola insieme nella Glicerina, dato che non ho mai avuto problemi di solubilità a freddo.
Una volta aggiunta l'acqua e mescolato, nel giro di pochi minuti si formerà già un gel mediamente sodo (la quantità di Gomma Xantana potete tranquillamente abbassarla a 0,3 se preferite un gel più fluido, ma è il minimo possibile, potete anche alzarla fino a 0,6 se preferite un gel più sodo e la vostra pelle non la trova troppo “filmante”).
Mentre si forma il gel, a parte si andrà a pesare l'Acido Salicilico in un piattino/foglio di carta e l'Alcol Alimentare in un becher, così da solubilizzarlo (è un acido insolubile in acqua, infatti avevo fatto un Lipogel poco fa).
Una volta sciolto completamente l'Acido Salicilico (ci vorrà un pochino, mescolare aiuta), potete unirlo al gel mescolando.
Il gel diventerà bianco e più opaco, ma è normale, e rimarrà così in definitiva, va anche data una frullata, potete usare il frullatore ad immersione, ma, data la quantità, io ho provato con lo sbattitore, ed è andato bene, dato che comunque il prodotto non si è separato.

Il pH del gel in questo momento dovrebbe essere circa 2, portatelo a 4 con la Soluzione di Soda Caustica.
Una volta portato a pH corretto si può procedere aggiungendo conservante e Pantenolo.
Io ho utilizzato l'Euxyl PE, ma anche il Cosgard va benissimo, dato che è un prodotto a base acquosa, da non utilizzare invece i conservanti a base lipofila.

Ho preferito non aggiungere coloranti o fragranze, dato che si tratta di un prodotto “delicato”, vi consiglio comunque di sperimentare modifiche “decorative” solamente dopo un po' di esperienza.
Tendo a preferire la sicurezza all'estetica.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

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lunedì 8 maggio 2017

Phytorelax Aloe, come sono gli INCI?

Ciao a Tutti!
Torno anche questa volta a parlarvi di una delle linee di Phytorelax, ovvero la Linea al Gel d'Aloe, uscita già tempo fa, sulla linea della moda dell'Aloe.
Vi avevo già parlato di molte altre linee della Phytorelax:

Di Phytorelax vi ho già recensito gli INCI dei prodotti di tutte queste linee:

Ovviamente il prodotto di punta è il vero e proprio Gel d'Aloe:

Phytorelax – Aloevera – Dermo Gel d'Aloe:

Aloe Barbadensis Leaf Juice, Aqua, Xanthan Gum, Hydroxyethylcellulose, Lauryl Glucoside, Polyglyceryl-2 Dipolyhydroxystearate, Sodium Levulinate, Potassium Sorbate, Citric Acid, Glycerin, Sodium Dehydroacetate, Sodium Benzoate, Parfum, Sodium Phytate, Lactic Acid

200 ml
8,90 €

Non è molto diverso dai diversi prodotti in commercio, vi avevo parlato anni fa del gel dell'Equilibra e del gel della Specchiasol.
Sono gelificati tutti in maniera differente, ma la sostanza non cambia.
In questo caso l'unica aggiunta sostanziale è un pochino di emulsionante e tensioattivo, nonostante comunque non ci siano ingredienti nettamente liposolubili. scordar di me
Probabilmente si tratta di aggiunte limitatissime, contenute ad esempio in un mix antiossidante o conservante (effettivamente sono state usate diverse molecole, che potrebbero essere state usate singolarmente o sottoforma di un preparato già pronto).
Insomma, va bene, è semplicemente un po' caro, ma non è per niente male.

Phytorelax – Aloevera – Crema Multiuso d'Aloe:

Aqua, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Cetearyl Alcohol, Caprylic/Capric Triglyceride, Oryza Sativa Bran Oil, Glyceryl Stearate Citrate, Isoamyl Laurate, Propylheptyl Caprylate, Orbigya Oleifera Seed Oil, Glyceryl Stearate, Hexyldecanol, Hexyldecyl Laurate, Sodium Lauroyl Glutamate, Stearic Acid, Xanthan Gum, Glyceryl Caprylate, Tocopherol, Glycine Soja Oil Unsaponifiables, Helianthus Annuus Seed Oil Unsaponifiables, Benzoic Acid, Parfum, Dehydroacetic Acid, Phenoxyethanol, Ethylhexylglycerin, Lactic Acid

250 ml
5,90 €

Non posso prevedere quanto effettivamente sia multiuso la crema, ma effettivamente abbiamo una buona formula “base”.
L'Aloe non dovrebbe essere troppo poco, abbiamo poi una cascata di grassi congrua (oli vegetali, esteri e anche una sorta di burro, il Babassu), emulsionanti leggerini e infine un mix di antiossidanti.
Niente di particolarmente ricercato o ricco, ma almeno sulla carta è proprio una crema “tuttofare”.
Il prezzo mi pare accettabile, anche se cercherei di approfittare di qualche sconticino, ogni tanto da Acqua&Sapone qualche offerta la fanno.

Phytorelax – Aloevera – Crema Viso d'Aloe:

Aloe Barbadensis Leaf Juice, Aqua, Caprylic/Capric Triglyceride, Cetyl Alcohol, Coco-Caprylate, Propylheptyl Caprylate, Cetearyl Alcohol, Glyceryl Stearate, Glyceryl Stearate Citrate, Sodium Hyaluronate, Orbigya Oleifera Seed Oil, Saccharide Isomerate, Butyrospermum Parkii Extract, Parfum, Sodium Lauroyl Glutamate, Stearic Acid, Xanthan Gum, Cetyl Palmitate, Cocoglycerides, Phenoxyethanol, Citric Acid, Glyceryl Caprylate, Benzoic Acid, Sodium Benzoate, Argania Spinosa Kernel Oil, Dehydroacetic Acid, Tocopherol, Potassium Sorbate, Hordeum Vulgare Cera, Sodium Hydroxide, Glycine Soja Oil Unsaponifiables, Helianthus Annuus Seed Oil Unsaponifiables, Ethylhexylglycerin, Sodium Citrate

50 ml 
9,90 €

La crema viso non la vedo particolarmente ricca, la formula base rimane quella della crema multiuso, con una maggior quantità di Aloe (è in prima posizione, non in seconda), sistema emulsionante invariato, ma una cascata di grassi differenziata, con una quota maggiore di addensanti lipofili (mi fa pensare che come crema sia più diretta alle pelli secche).
Come attivi mi piace che sia stato inserito il Sodio Ialuronato, ma per il resto abbiamo solo un umettante e i soliti antiossidanti per gli oli.
Insomma, diciamo che è una buona crema idratante/emolliente, ma non c'è nulla di più.
Mi sembra che il prezzo sia un filo alto, a quel prezzo si trovano prodotti più ricchi, per il resto non è assolutamente male.

Phytorelax – Aloevera – Acqua Micellare 4 in 1:

Aqua, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Caprylyl/Capryl Glucoside, Hamamelis Virginiana Leaf Extract, Chamomilla Recutita Flower Extract, Sodium Levulinate, Potassium Sorbate, Sodium Cocoyl Glutamate, Polyglyceryl-5 Oleate, Lactic Acid, Glycerin, Glyceryl Caprylate, Parfum, Sodium Phytate, Citric Acid, Sodium Benzoate

250 ml
5,90 €

A parte la definizione, che ha un po' dell'assurdo, il prodotto non è niente male.
Di base abbiamo quello che ci si deve aspettare da un'acqua micellare: Acqua e Tensioattivi, in questo caso tutti ecobio, quindi ancora meglio!
Il problema qui è come viene venduta, come se potesse svolgere 4 funzioni, come vi ho già spiegato, l'acqua micellare è essenzialmente un detergente (eventualmente struccante), stop!
Non ci si deve aspettare che funga da tonico (va sciacquata via in sostanza), quindi Aloe, Amamelide e Camomilla sono inutili, e di certo non può fare altro che detergere.
Quindi quello che non mi piace è anche il prezzo, viene venduta ad un prezzo esagerato perché viene definita più funzionale di quello che effettivamente è.
Non è costosissima come acqua micellare, è vero, ma non pagherei un'acqua micellare più della metà di quel prezzo, dato che è anche un cosmetico facilissimo da spignattare!

Phytorelax – Aloevera – Bagno Multiuso d'Aloe:

Aqua, Sodium Coco-Sulfate, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Cocamidopropyl Betaine, Decyl Glucoside, Sodium Lauroyl Sarcosinate, Phenoxyethanol, Parfum, Behenamidopropyl Dimethylamine, Sodium Chloride, Benzoic Acid, Dehydroacetic Acid, Citric Acid, Lactic Acid, Ethylhexylglycerin

500 ml
5,90 €

Questo è l'unico vero e proprio detergente della linea, riprende un po' la formulazione classica di molti detergenti ecobio di livello economico.
Abbiamo come tensioattivo anionico principale il SCS, di fatto un tensioattivo di origine vegetale, ma non molto differente dal normale SLS.
Questo non significa che il prodotto sia per forza aggressivo, anche molte linee di detergenti ecobio tutt'altro che aggressivi contengono SCS o analoghi quale l'ALS (es. Vivi Verde Coop, Natura Bella/Ekos/Gently ecc... della Pierpaoli), quindi l'unica è valutare l'azienda produttrice.
Normalmente però questo tensioattivo deve almeno far drizzare le antenne, ecco!
Non si tratta nemmeno di un prodotto particolarmente economico, per quanto ecobio sulla carta, va provato, potrebbero aver bilanciato bene il mix di tensioattivi e messo una quantità di surgrassante sufficiente, ma non è possibile saperlo solo leggendo gli ingredienti.

Phytorelax – Aloevera – Dermo Oil d'Aloe:

Caprylic/Capric Triglyceride, Prunus Amygdalus Dulcis Seed Oil, Isoamyl Laurate, Oryza Sativa Bran Oil, Orbigya Oleifera Seed Oil, Aloe Barbadensis Leaf Extract, Parfum, Tocopherol, Helianthus Annuus Seed Oil, Glycine Soja Oil Unsaponifiables, Helianthus Annuus Seed Oil Unsaponifiables

100 ml
8,90 €

Infine ecco l'ultimo dei prodotti, che sicuramente non ha molto a che fare con l'Aloe.
Nonostante esistano in commercio diversi prodotti a base oleosa contenenti Estratto di Aloe, non si tratta di un'aggiunta sensata.
L'uso cosmetico primario dell'Aloe sta nelle Mucillagini, che funzionano da umettanti e lenitivi, molecole affini all'acqua, non all'olio.
Qualsiasi estratto lipofilo di Aloe ha scarso senso cosmetico, e fa giusto poesia.
In questo caso abbiamo un semplice mix di oli vegetali ed esteri, a cui è stato aggiunto un Estratto di Aloe (lipofilo, o anche idrofilo, ma in quantità talmente piccola da risultare trascurabile), antiossidanti e profumo.
Niente che valga quel prezzo in sostanza!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

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venerdì 5 maggio 2017

Scrub e Peeling, come funzionano?

Ciao a Tutti!
Oggi vi parlerò di un nuovo argomento, ovvero dei trattamenti esfolianti.
Come vi avevo già spiegato parlando di pelle, in diverse occasioni, la pelle dell'epidermide è composta da vari strati, quello più esterno, lo strato corneo, è formato in prevalenza da cellule epiteliali morte.
Se la natura ci ha donato questa protezione, è anche vero che non sempre l'accumulo di cellule morte permette di avere una pelle bella e sana.
L'esfoliazione permette di rimuovere lo strato più esterno di cellule morte, che con il loro colore più spento, la minor percentuale d'acqua e la loro consistenza più dura conferiscono alla pelle un aspetto più spento, stanco e meno setoso.
La rimozione di questo strato superficiale permette alle cellule sottostanti di mostrarsi, nonostante siano esse stesse destinate alla stessa sorte, il trattamento permette di accelerare la perdita naturale di cellule epiteliali, mostrando così uno strato dal colore più vivo, con una maggiore presenza di acqua che dona maggiore elasticità e infine una trama più morbida e setosa.
L'Esfoliazione o Peeling è un trattamento che può implicare una rimozione più o meno intensa delle cellule, e che quindi può coinvolgere più o meno strati di cellule epiteliali morte.
Generalmente si parla di due tipi di esfoliazione: quella Meccanica e quella Chimica, che svolgono lo stesso compito, ma in maniera completamente diversa.

Esfoliazione Meccanica:

Si tratta di tutti quei metodi che implicano la rimozione degli strati più esterni dell'epidermide tramite dispositivi elettrici o manuali.
Fra questi il più comune è il semplice uso di uno scrub, argomento di cui vi ho già parlato diverse volte dandovi anche qualche ricetta semplice, ma abbiamo spazzole viso manuali ed elettriche, panni e salviettine esfolianti, ecc...
Anche la semplice rasatura del viso in realtà costituisce un leggero trattamento esfoliante quotidiano, ve ne avevo già parlato in un'occasione diversa.
In questo caso l'intensità dell'esfoliazione è modulabile in base al prodotto o alla sostanza abrasiva usata.
Gli stessi dispositivi elettrici permettono di scegliere fra setole più o meno esfolianti.
Limitatamente ad alcune aree del corpo, esistono anche dei dispositivi ancora più abrasivi, come ad esempio il prodotto che vi avevo recensito l'anno scorso.
In generale tutti sono trattamenti che possono essere utilizzati con una certa autoregolazione, dato che è una “necessità” molto soggettiva, ma difficilmente si parla di trattamenti urto come alcuni dei Peeling chimici che possono essere svolti in un centro specializzato.

Esfoliazione Chimica:

Si tratta dei metodi che al posto di utilizzare strumenti e sostanze abrasive, utilizzano il pH e sostanze chimiche che vanno a svolgere lo stesso ruolo.
In questo senso si possono distinguere trattamenti blandi, che vengono ripetuti quotidianamente, in modo simile alla detersione con la spazzola viso, a trattamenti chimici più importanti, come ad esempio quelli fatti in un centro dermatologico sotto supervisione di un medico.
I principali trattamenti chimici esfolianti riguardano l'uso degli idrossiacidi, che si differenziano in due principali categorie, entrambe di derivazione naturale: Alfa-Idrossiacidi e Beta-Idrossiacidi.

  • Alfa-Idrossiacidi: sono molecole organiche più comunemente note come acidi della frutta, proprio perché costituiscono gli acidi comunemente presenti nei frutti: Acido Citrico negli agrumi, Acido Lattico nel Mirtillo e nell'Ananas (anche se in questo caso non si tratta di veri e propri frutti in termine botanico), l'Acido Glicolico nella Canna da Zucchero e nell'Uva, l'Acido Malico nella Mela e nella Fragola e infine l'Acido Tartarico nell'Uva.
  • Beta-Idrossiacidi: sono invece composti aromatici, tra i quali il più conosciuto è l’Acido Salicilico, derivato dal Salice (composto simile all'Acido Acetilsalicilico, ovvero la comune aspirina, ve ne avevo parlato specificatamente qui).

Entrambe le categorie di sostanze agiscono in modo simile, e l'azione è sempre dovuta al pH, ma ogni acido agisce in maniera leggermente differente.
Gli acidi più delicati solitamente sono Acido Glicolico (quest'ultimo agisce anche come schiarente) e Lattico, che apportano anche una quota di idratazione, mentre ad esempio l'Acido Malico è più irritante.
Di solito la maggior parte dei prodotti pronti (o anche preparati per lo spignatto) contengono un mix di AHA (Alfa-Idrossiacidi) bilanciato, non uno solo di questi (ad esclusione forse delle creme all'Acido Glicolico).
Se gli Alfa-Idrossiacidi sono di origine organica, sono idrosolubili e hanno molecole più piccole e che penetrano più a fondo, agendo fino al Derma (e di conseguenza sono potenzialmente più irritanti), i Beta-Idrossiacidi sono costituiti da molecole più grandi, che agiscono in superficie e sono solitamente solubili in alcoli.
Di solito si parla di AHA considerando un mix bilanciato, mentre per i BHA di solito si parla di Acido Salicilico.
Quest'ultimo, invece si limita ad agire come cheratolitico in superficie, e risulta quindi più utile nel curare le impurità (comedoni, pori dilatati ecc...) perché scioglie letteralmente la cheratina che va a dilatare e occludere i pori.
Gli AHA, penetrando a fondo nell'epidermide, arrivano a sciogliere i legami che uniscono le cellule morte a quelle sottostanti, ancora vive, favorendo quindi il processo di rinnovamento cellulare, oltre che agendo in senso estetico, portando alla luce gli strati di cellule sottostanti, più luminose e idratate.

Un tipo di esfoliazione diversa è invece quella svolta dall'Urea, che invece agisce come cheratolitico, ma non acido.
I trattamenti all'Urea sono di solito di competenza medica/estetica, e di solito riguardano alcuni distretti corporei (mani e piedi solitamente), mentre a bassa percentuale di Urea si agisce apportando idratazione alla pelle (fino al 10%), ad alte percentuali si va invece ad esfoliare.
Trattamenti particolarmente concentrati possono anche agire per sciogliere letteralmente le unghie di mani e piedi, si tratta in particolare di trattamenti farmacologici specifici per combattere ad esempio micosi dell'unghia.
In generale è però difficile trovare in commercio prodotti a base di Urea che siano specificatamente esfolianti, di solito si trovano creme per piedi o mani, che però contengono ancora basse percentuali di Urea (di solito fino al 10%), anche perché risulta una molecola piuttosto instabile, che ad alcuni pH può rilasciare Ammoniaca.

Come per tutte le cose, nell'uso degli esfolianti, vale la moderazione, che si tratti di azioni meccaniche o chimiche, non bisogna esagerare.
La pelle è ciò che ci protegge dagli agenti esterni, assottigliarla troppo significa esporla, il rischio può essere una sovraesposizione ai raggi solari, la disidratazione e di conseguenza un invecchiamento precoce.
Tutti i trattamenti, dal più leggero, al più intenso devono essere testati prima su una piccola area dell'epidermide, per poter escludere fin da subito una reazione avversa al prodotto.
In generale è sempre meglio partire da trattamenti molto blandi per arrivare a trattamenti più intensi, la gradualità è la cosa migliore per evitare effetti collaterali.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

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mercoledì 3 maggio 2017

Latte di Cocco come Latte Detergente

Ciao a Tutti!
Oggi non vi presenterò una vera e propria ricetta, c'è stato un periodo in cui non sono proprio riuscita a spignattare, ho ripreso da poco, ma ho ancora diversi prodotti in fase di testing, quindi per qualche settimana penso che non pubblicherò ricette.
Ma oggi vi parlerò di un prodotto alimentare, quindi del tutto naturale, che potete usare anche come cosmetico.
Il Latte di Cocco!

Io spesso lo acquisto per fare budini (sono intollerante al lattosio, quindi non acquisto latticini), risulta più “goloso” un budino rispetto al semplice latte di soia/riso, e lo compro solitamente da Kathay, un negozio etnico di Milano (che però di recente si è ampliato ed è diventato una sorta di supermercato, che vende sia prodotti etnici, che bioloci e anche qualcosa di cosmetici), costa poco, e spesso ne tengo da parte una piccola quantità da usare per maschere viso, impacchi capelli ecc...
Nelle ultime settimane però ho voluto fare la prova per usarlo come Latte Detergente!

Normalmente strucco il viso con Struccante Bifasico e Struccogel entrambi spignattati, ma ero rimasta a corto di Struccogel un mesetto fa, e come vi ho scritto, ci vuole almeno una mezza giornata per idratare il Sodio Poliacrilato, quindi vuol dire sicuramente avere a disposizione due sere consecutive per finirne la preparazione.
Quindi, in attesa di trovare il tempo di prepararlo in settimana, ho voluto fare la prova usando, almeno per il viso, il Latte di Cocco, e ho provato per alcune volte successivamente.
Normalmente quando apro una lattina da 400 ml ne uso circa 300 g per il budino, mentre il resto lo metto da parte.
Se non ho in programma di fare una maschera per capelli/viso in giornata, lo inserisco nel contenitore per il ghiaccio, e lo surgelo in cubetti, così da inserirlo in una maschera quando mi serve, con solo l'accortezza di scongelarlo per tempo.

Ho fatto diverse prove, e nonostante la resa sia migliore a prodotto fresco, ho visto che strucca bene la pelle del viso anche da scongelato.
Purtroppo, il Latte di Cocco, quando viene congelato e scongelato tende a “separarsi” un pochino, in realtà questa separazione non è un problema.
Basterà farlo sciogliere completamente e mescolarlo bene, rimarranno dei granuli, che sono quelli che compongono la frazione oleosa più solida, ma una volta a contatto con la pelle si amalgameranno, tornando a formare una “crema”.
Io per usarlo come struccante, lo applico direttamente con le dita e massaggio un po', il prodotto rimane un po' più liquido rispetto a quando è “fresco”, cola un po' dalle mani, ma facendo in fretta si riesce a spalmarlo ovunque, e con l'aiuto di un dischetto riesco a rimuovere il trucco, ben amalgamato con il latte.
Ho provato ad usare la stessa tecnica anche sugli occhi, e purtroppo non è abbastanza se faccio infracigliare e mascara, però effettivamente non brucia, cosa che invece mi aspettavo.
Comunque struccare infracigliare e mascara resta comunque la parte più difficile, e anche gli stessi struccanti, acquistati o spignattati, fanno fatica, ed è necessario molto tempo.
Se però sugli occhi applicate solo ombretti, penso che non ci siano problemi.
Nel mio caso sono comunque riuscita a rimuovere completamente dal viso uno strato di fondotinta non ecobio, con sotto un primer soft focus di Urban Decay (campioncino fornito da Sephora, ma si tratta di un prodotto che ho acquistato di recente, ve ne parlerò, ve ne ho già mostrato l'acquisto), quindi il problema non è tanto la composizione dei prodotti, quanto il riuscire a raggiungere bene gli angoli fra le ciglia con un prodotto che comunque cola.
Negli angoli fra le ciglia e nelle rime è sicuramente più facile per il prodotto formare grumi e accumularsi.

Il Latte di Cocco è perfetto anche come detergente giornaliero per pelli secche, che quindi devono preferire metodi di detersione per affinità.
Questo non è ovviamente il mio caso, quindi non posso consigliarvi il procedimento in prima persona, ma una prova costa davvero poco.
Piuttosto che acquistare prodotti costosi (con magari un sacco di ingredienti poetici), perché non provare con del semplice Latte di Cocco (attenzione, non Olio di Cocco eh!)?
Potete anche aggiungere un pochino di Amido se preferite un prodotto più denso o che lasci una sensazione più asciutta alla pelle.
É un semplice trattamento ecobio alla portata davvero di tutti!

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

venerdì 28 aprile 2017

Make Up Review di Primavera!

Ciao a Tutti!
Torno nuovamente a parlarvi di Make Up, e in particolare con le recensioni di alcuni degli ultimi prodotti acquistati/regalati.
Come vedete ci sono prodotti che recensisco appena dopo averveli presentati in un post Haul, e altri che invece sembrano lasciati da parte anche per mesi...
Beh ecco, ci tengo a precisare che non sono una che si trucca tutti i giorni (ma l'ho già scritto in qualche occasione) e che spesso adora sperimentare, quindi in sostanza cerco davvero di testare al meglio tutti i prodotti, anche nelle diverse occasioni e combinazioni fra loro.
Insomma, spero di fare per voi un buon lavoro!

Ma eccomi qui a recensirvi alcuni dei recentissimi acquisti, prima fra tutti la super matita Wycon!

Wycon – Long Lasting Matita Eye Liner – 01 Deep Black:

Dimethicone, Trimethylsiloxysilicate, Ozokerite, Hydrogenated Vegetable Oil, Phenylpropyldimethylsiloxysilicate, C30-45 Alkyl Dimethicone, Caprylyl Trimethicone, Disteardimonium Hectorite, Propylene Carbonate, Lecithin, Tocopherol, Ascorbyl Palmitate, Citric Acid
May Contain(+/-):
C.I. 77499, C.I. 77510

grammatura non dichiarata
5,50 €

Come vi avevo anticipato in occasione dell'Haul, si tratta di un acquisto “su suggerimento”, e devo ammettere che c'è voluto tempo per imparare a conoscerla e ad usarla al meglio, ma si è rivelato uno dei migliori acquisti Makeupposi mai fatti!
L'INCI purtroppo non è dei migliori, ma è anche vero che è una matita davvero estremamente performante.
Insomma, se cercate una matita “secca”, pigmentata, e che si fissi subito, senza spargersi altrove (praticamente è l'unica che se si attende almeno un minutino per chiudere gli occhi, non si stampa nemmeno nella rima inferiore) e anche economica... questa è perfetta.
Di contro è piuttosto fragile, proprio per la sua consistenza piuttosto pastosa, quindi va trattata molto delicatamente, non va assolutamente fatta cadere, e bisogna essere molto delicati nel temperarla.
Nonostante la mina sia piuttosto dura, è comunque temperabile quasi a spillo, consiglio di non arrivare fino alla fine semplicemente perché è piuttosto fragile, spesso basta temperarla un pochino meno, la punta può tranquillamente bastare per fare entrambi gli occhi.
Inizialmente devo dire che l'avevo bocciata, non riuscivo a trovare il punto giusto per temperarla al meglio, non sapevo quanta pressione fare sulle rime oculari, continuavo a trovarmi grumi sulle ciglia... ma non era la matita il problema, ero io!
Non avevo mai fatto l'infracigliare in vita mia, mi limitavo a sbattere un po' di colore (matita, eyeliner o anche ombretto applicato con il pennello obliquo da eyeliner) facendo una linea sottilissima, ma sopra alle ciglia, non in corrispondenza delle stesse, quindi è normale, mi ci è voluto un po' per abituarmi.
Una volta capito come usarla la matita è stata la mia migliore alleata, mi intensifica lo sguardo molto più del mascara, e questa in particolare essendo dura si consuma molto poco durante l'uso (ovviamente se si fa il movimento giusto e si effettua poca pressione, bisogna in sostanza muovere la mano molto delicatamente sfiorando in continuazione la base delle ciglia, nel mio caso muovendosi in entrambe le direzioni per riuscire a riempire i buchi), e nonostante vada sempre temperata prima dell'uso, basta solo appuntarla un pochino.
Non è una matita adatta ad essere sfumata, sia chiaro, questa matita si fissa in modo irrimediabile, se si cerca si sfumarla si fa solo un alone a “macchia” o ci si “stira” inutilmente la palpebra, per le sfumature ci sono tantissime matite più valide, anche di fascia economica.
Certo, nessuna di quelle che ho provato ultimamente batte la Fine Art di Kiko, che però era solo temporanea... quindi sono ancora aperte le ricerche!

Kiko – Everlasting Kajal – Nero 01:

Isohexadecane, Octyldodecanol, Polyethylene, Cera Microcristallina, Ethylhexyl Palmitate, Candelilla Cera, Aluminum Starch Octenylsuccinate, Vinyl Dimethicone/Methicone Silsesquioxane Crosspolymer, Caprylyl Methicone, Lauryl Methacrylate/Glycol Dimethacrylate Crosspolymer, Mica, Lecithin, Tocopherol, Disteardimonium Hectorite, Ascorbyl Palmitate, Citric Acid, Propylene Carbonate, BHT, C.I. 77510 (Ferric Ammonium Ferrocyanide)

1,15 g
3,60-5,50 €

Ci ho messo un po' a valutare questa matita, l'ho comprata per impulso, come vi avevo detto, pensando che fosse molto morbida, e quindi facilmente gestibile per il trucco occhi.
In realtà mi sono sbagliata, l'ho trovata molto difficile da usare, e mi ci è voluto molto tempo per capire come sfruttarla al meglio.
Il lato negativo “irrisolvibile” con la tecnica è il sottotono, la matita tira fuori un grigio verdastro quando viene sfumata, l'unica è usare colori estremamente caldi e gialli che contrastino questo sottotono, quindi assolutamente negativa per l'uso con colori freddi come blu e viola, accentuano questa tendenza, dando un effetto molto indurito allo sguardo, e pesante al trucco. Assolutamente bocciata anche con colori troppo spenti e grigi (anche fra i marroncini), che accentuano questo sottotono.
In sostanza se si cerca di fare un trucco partendo dai punti di intensità neri, sfumandoli verso il verde è perfetto, mentre se si cerca di fare un trucco pienamente correttivo e armocromatico per chi ha un sottotono da neutrocaldo a caldo, andando quindi a sfumare il nero con i marroni caldi, bisogna fare molta attenzione, e per le stagioni più calde possono non bastare anche gli ombretti molto caldi (con me funzionano a sufficienza Petra di Nabla e Human di Nevecosmetics fra marroni a base rossa, Soft Brown di MAC e Chocoholic di Nevecosmetics come marroni a base gialla.
La cosa però non è assolutamente facile, ci vuole una certa pratica.
Essendo estremamente morbida, se usata come eyeliner è efficace, ma la mina rende l'applicazione davvero difficile, risulta quasi più comodo applicare il colore con un pennellino, quasi come se si stesse usando un eyeliner in gel, perché si consuma molto in fretta, e la punta diventa quindi enorme.
In questo senso ho ovviato facendo gli occhi in contemporanea, a punta appena fatta faccio gli angoli interni, dove mi serve maggiore precisione, poi proseguo con la parte centrale ed esterna dell'occhio, girando spesso la punta.
La texture però è talmente morbida, che bisogna fare attenzione anche quando, dopo l'applicazione, la si modella con il pennellino sottile, infatti non tende a fissarsi quasi per nulla, se si preme troppo si finisce anche con il portarla via, lasciando solo il grigio sotto.
Diciamo che come matita è proprio l'estremo opposto rispetto alla Long Lasting di Wycon.
Uno dei vantaggi che ha una matita così morbida, è che è l'unico prodotto con cui riesco a non lasciare buchetti fra le ciglia, con l'infracigliare riesco a fare il 90% del riempimento, ma usando altri prodotti (compreso il mio eyeliner spignattato), morbidi, ma non fino a questo punto, non riesco ad andare a coprire anche i pochi buchetti che dal basso proprio non riesco a raggiungere, il vantaggio di questa matita è che grazie alla sua morbidezza, si riesce davvero a spalmare dappertutto, ovviando a questo inconveniente.

MAC – Paint Pot – Soft Ochre:

Isododecane, Dimethicone, Polyethylene, Hydrogenated Polyisobutene, Quaternium-90, Bentonite, Dimethicone Silylate, Octyldodecanol, Silica, Trihydroxystearin, Retinyl Palmitate, Tocopheryl Acetate, Lecithin, Copernicia Cerifera Cera, Propylene Carbonate, Triethoxycaprylylsilane
May Contain(+/-):
Mica, Titanium Dioxide (C.I. 77891), Iron Oxides (C.I. 77491, C.I. 77492, C.I. 77499), Bismuth Oxychloride (C.I. 77163), Blue 1 Lake (C.I. 42090), Carmine (C.I. 75470), Chromium Hydroxide Green (C.I. 77289), Chromium Oxide Greens (C.I. 77288), Ferric Ferrocyanide (C.I. 77510), Manganese Violet (C.I. 77742), Ultramarines (C.I. 77007), Yellow 5 Lake (C.I. 19140)

5g
19,50 €

MAC – Paint Pot – Painterly:

Isododecane, Dimethicone, Polyethylene, Hydrogenated Polyisobutene, Quaternium-90, Bentonite, Dimethicone Silylate, Octyldodecanol, Silica, Trihydroxystearin, Retinyl Palmitate, Tocopheryl Acetate, Lecithin, Copernicia Cerifera Cera, Propylene Carbonate, Triethoxycaprylylsilane
May Contain(+/-):
Mica, Titanium Dioxide (C.I. 77891), Iron Oxides (C.I. 77491, C.I. 77492, C.I. 77499), Bismuth Oxychloride (C.I. 77163), Blue 1 Lake (C.I. 42090), Carmine (C.I. 75470), Chromium Hydroxide Green (C.I. 77289), Chromium Oxide Greens (C.I. 77288), Ferric Ferrocyanide (C.I. 77510), Manganese Violet (C.I. 77742), Ultramarines (C.I. 77007), Yellow 5 Lake (C.I. 19140)

5g
19,50 €

Ne parlo una volta sola per entrambi, si tratta per entrambi di campioncini che mi sono stati preparati in un negozio MAC, la MUA è stata molto carina a darmi un bel pezzo di pottino con una spatolina, e anzi, nonostante ne avessi chiesto proprio un pochino, giusto per provarlo, il prodotto che mi è stato dato (circa un'unghia come dimensione) di entrambi, mi è durato davvero tantissimo.
Mi hanno dato questi campioncini a fine gennaio, e ho potuto davvero fare tantissime prove.
Purtroppo il prodotto viene recensito benissimo, ma è stato una delusione per me, e confrontandomi con altre amiche MakeUp-Addict... sono rimaste deluse anche loro!
I colori sono effettivamente perfetti, Soft Ochre, giallino, si omogenizza perfettamente col mio fondotinta HD di MUFE e con il Waterweigh NC25 di MAC, dando l'effetto di essere lui stesso fondotinta (quindi è perfetto se ad esempio faccio solo infracigliare e trucco ciglia) e Painterly risulta perfetto se invece voglio dare un'aria “rosata” alla zona occhi, ad esempio facendo una bordatura nera o marrone, sfumata con colori naturali più chiari che virano al viola-rosato.
Il problema fondamentale di questi prodotti è che purtroppo vengono proposti da MAC anche come efficaci basi occhi (in sostanza primer), quello che invece a me succede spesso, è che il trucco sulla palpebra mobile si stampa irrimediabilmente sulla base di Paint Pot applicato su tutta la zona oculare superiore.
Da MAC consigliano effettivamente di fissare il prodotto con la cipria, ma questo ad esempio mi crea problemi di texture, se voglio andare a realizzare un trucco occhi completo, perché non tutti gli ombretti si sfumano bene su questo prodotto come base quando viene fissato anche con la cipria (ho anche provato con diverse ciprie, purtroppo non ne ho una di MAC, ma parto dall'idea che un prodotto non possa sempre essere vincolato ad un altro prodotto della marca, anche se sicuramente ci sono abbinamenti migliori all'interno della stessa marca).
Alla Full Lesson da MAC mi è stato applicato sotto il loro primer occhi, e trascurando l'effetto “cemento” che mi sono sentita sulla palpebra, non ho avuto questo problema di “copia e incolla”, ma personalmente ho trovato che Soft Ochre fosse una base davvero troppo pesante, con l'impressione di “malta”.
Insomma, in definitiva secondo me sono prodotti accettabili nel caso si voglia semplicemente uniformare la palpebra facendo solamente infracigliare e mettendo il mascara, per un trucco everyday rapido, ma come base trucco secondo me non reggono, e personalmente ho potuto verificare che anche su una mia amica l'effetto è stato lo stesso.
Insomma, dipende troppo dal tipo di pelle e dalla forma dell'occhio (io comunque ho una palpebra fissa che va a coprire parte della palpebra mobile, quindi l'effetto “copia e incolla” mi capita con molti prodotti), quindi se come colori possono essere perfetti per uniformare tutta la zona oculare superiore (palpebra fissa e mobile), a mio parere funzionano alla perfezione solo se non si va ad applicare altro (a parte la cipria), e quindi si cerca solo l'effetto uniformante con un prodotto alternativo al fondotinta (che in teoria non andrebbe usato sul contorno occhi, ma nella pratica è utilizzabilissimo).

Nabla – Le Film Noir – Mascara – Nero:

Aqua, Glycerin, Cera Alba, Copernicia Cerifera Cera, Alcohol Denat., Hydrogenated Palm Kernel Glycerides, Candelilla Cera, Potassium Cetyl Phosphate, Arachidyl Alcohol, Hydrogenated Palm Glycerides, Ricinus Communis Seed Oil, Glyceryl Stearate, Behenyl Alcohol, Silica, Polyethylene, Benzyl Alcohol, Arachidyl Glucoside, Polyglyceryl-4 Polyricinoleate, Hydroxyethylcellulose, Xanthan Gum, Tocopheryl Acetate, Sodium Hydroxide, Dehydroacetic Acid
May Contain(+/-):
C.I. 77499, C.I. 77007

10 ml
12,90 €

Come sapete l'ultimo mascara nero che ho usato è il campioncino di Lancôme – Mascara Hypnôse Drama, che chiaramente è un mascara di alto livello.
Ho comunque voluto provare questo mascara “naturale” (non è certificato ecobio, e non è vegan, ma potete ben vedere quanto l'INCI sia effettivamente verde), prendendolo da Biokalika qualche mese fa.
Ecco, dato che ormai mi ero assuefatta alla consistenza “grumosa” dell'Hypnôse Drama aperto da un po', mi è sembrato paradisiaco poter usare un mascara dall'effetto così “pulito”.
Lo scovolino è particolare, ha una forma conica ed è di setole, ma permette una perfetta stesura del prodotto.
Non è un mascara “effetto ciglia finte”, nonostante possa non essere capace di lavorarlo alla perfezione, il Lancôme era tutt'altra cosa.
Quello che però mi piace di questo mascara è che è molto fluido, non è difficile da applicare, ma al contempo, proprio perché più “liquido” di altri mascara, il rischio è che finisca più facilmente sul trucco.
Ho provato ad applicarlo anche con gli scovolini di silicone, e la resa è stata ancora migliore, probabilmente questo prodotto ha una potenzialità ancora più elevata, ma lo scovolino, per quanto accettabile, non la mostra appieno.
Mi sono trovata molto bene usando lo scovolino volumizzante di Primark, di cui vi ho parlato, che è quello che secondo me lavora al meglio questo mascara.
Rispetto a quello di Tiger ha anche il ciuffetto in punta, che aiuta ancora meglio a definire le ciglia dell'angolo interno dell'occhio.
In ogni caso purtroppo non può competere con mascara più strong, trovo che sia un ottimo compromesso per chi cerca un mascara senza pallini rossi in INCI (non è comunque certificato bio), ma devo ammettere che sulle mie ciglia poverelle si può fare di meglio.
Io dopo qualche mese di prova, l'ho declassato per le ciglia inferiori, in questo caso è davvero perfetto, perché non le appesantisce, grazie alla consistenza liquidina, e non forma assolutamente grumi (che se sono da evitare sulle ciglia superiori, figuriamoci su quelle inferiori!), e lo scovolino è ancora più adatto, grazie alla zona più ampia in basso.
Per essere un prodotto naturale devo comunque dire che ha un'ottima tenuta, non si sgretola, non cola e non sbava!

Wycon – Long Lasting Liquid Lipstick – Crazy Almond – N°28:

Isododecane, Dimethicone, Diisostearyl Malate, Polybutene, Silica Dimethyl Silylate, Glyceryl Behenate/Eicosadioate, Hydrogenated Polycyclopentadiene, Trimethylsiloxysilicate, Disteardimonium Hectorite, Cera Alba, Mica, Propylene Carbonate, Aroma, Alumina, Pentaerythrityl Tetra-Di-Butyl Hydroxyhydrocinnamate
May Contain(+/-):
C.I. 77891 (Titanium Dioxide), C.I. 15850, Red 28 Lake (C.I. 45410), Iron Oxides (C.I. 77491, C.I. 77492, C.I. 77499), Yellow 5 Lake (C.I. 19140), Blue 1 Lake (C.I. 42090)

7 ml 
9,90 €

Non c'è voluto molto per AMARE questo rossetto, non solo è un nude quasi perfetto, un MLBB che arriva alla perfezione per il giorno, ma l'ho trovato molto piacevole da indossare e allo stesso tempo molto più resistente di altri rossetti liquidi matte, come ad esempio l'ITStyle che vi avevo recensito poco tempo fa.
Il colore è un marroncino rosato molto neutro, adatto infatti a chi appartiene alla mia stagione armocromatica (ASP), soprattutto per quelle come me, che sono molto neutre.
Vi ho fatto qui gli swatch comparati con altri rossetti che possiedo (alcuni non ve li ho ancora recensiti, sono quelli che ho swappato).
Come qualità trovo che sia simile al rossetto di ITStyle, ma ovviamente questo colore è molto più azzeccato per me.
Anche in questo caso le labbra tendono a seccare un po' sul momento, si ha la sensazione di “pellicola”, ma effettivamente quando vado a struccarmi, non ho le labbra effettivamente disidratate, e non compaiono pellicine (o meglio, non compaiono più che usando un normale rossetto o anche burrocacao, se fa freddo e prendo vento mi compaiono, ma succede anche usando il burrocacao).
Un lato negativo è che il rossetto, un po' di tempo dopo l'apertura, diventa leggermente pastoso, lo rende un filo più difficile da stendere, ma effettivamente ha il vantaggio/svantaggio di asciugare prima.
Trovo che fra tutti sia uno dei rossetti che mi ha più soddisfatto quanto a tenuta, regge sicuramente più di tutti quelli che ho provato in precedenza, e soprattutto, questo succede nonostante non secchi di più le labbra, e la cosa sorprende ancora di più, perché spesso sono proprio i pigmenti più intensi (rossi di solito) a garantire una maggiore tenuta, a parità di formula... ed effettivamente è proprio la mia esperienza, i rossetti della stessa gamma si comportano in modo leggermente diverso, un po' come vi avevo detto per due Cremesheen di MAC che ho: Creme In Your Coffee, che non dura quanto Dare You. 

Rimmel London – Provocalips – 16h Kiss Proof Lip Colour – N° 730 – Make You Move:

Isododecane, Trimethylsiloxysilicate, Dimethicone, C9-13 Isoparaffin, Disteardimonium Hectorite, Aluminum Hydroxide, Propylene Carbonate, Silica, Propylparaben, Phenoxyethanol, Tin Oxide, Benzoic Acid, Calcium Aluminum Borosilicate

5 ml
10,99 €

Non so esattamente come definire il prodotto... Guardando la tipologia di prodotto sembrerebbe molto simile al Long Lasting Double Gloss di Wycon, in realtà il finish è completamente diverso.
Se il nome stesso del rossetto Wycon lascia intuire un finish lucido, questo è invece un prodotto vellutato, leggermente lucido, ma paragonabile ad un rossetto cremoso, non ad un vero e proprio gloss. Come finish lo assocerei un po' più a Creme In Your Coffee, non al Double Gloss di Wycon.
Purtroppo quando lo applico sulla pelle il “Top Coat” tende a rimanere un bel po' più lucido, o almeno nonostante il passare del tempo, non si è asciugato del tutto come sulle labbra.
Sicuramente non è un prodotto Matte, ma sicuramente ha una luminosità molto più delicata e fine di un vero e proprio gloss o tinta.
In ogni caso, l'aspetto più sconvolgente di questo prodotto è l'immensa tenuta.
Pensavo di aver trovato il top con il Long Lasting Liquid Lipstick di Wycon, che nonostante il colore chiaro e il comfort delle labbra ha una tenuta davvero ottima, ma mi sbagliavo! Si può davvero fare di più!
Questo in particolare l'ho quasi definito “Vernice per Labbra”, perché davvero ha una tenuta elevatissima, è arrivato tranquillamente a superare l'unico pasto del giorno di Pasqua senza perdere colpi, tanto che è difficilissimo anche da rimuovere!
Sul braccio non parliamone, dopo 3-4 passaggi di struccante, olio, sapone ecc... con contemporaneo sfregamento mi sono arresa a tenermi l'alone, mentre sulle labbra serve assolutamente un aiutino, lo struccante da solo fa fatica, può essere utile applicare un'abbondante dose di burrocacao prima di procedere sfregando con lo struccante.
Insomma, se cercate un prodotto davvero a prova di bacio, non so cos'altro consigliarvi, se non resiste questo nulla può!
Questo a destra è l'effetto da indossato, come vedete non è completamente matte, ma nemmeno completamente lucido come il double gloss di Wycon, che vi ho già recensito qui.

Guerlain – Météorites Soin Oxygene Hydratant:

30 ml
41,00-61,00 €

Tendenzialmente non si tratta di un prodotto di Make Up, nonostante in profumeria me lo abbiano presentato come tale.
Si tratta effettivamente di un siero che contiene dei pigmenti, almeno quando si guarda il prodotto.
Nonostante tutto non ha assolutamente alcun effetto sulla pelle, non mi sembra che effettui nessuna Color-Correction.
In realtà io avevo chiesto in profumeria per un prodotto di tipo diverso, una sorta di primer rosato, per contrastare il giallo, ma la commessa di Sephora voleva assolutamente farmi provare questo.
Il siero effettivamente contiene qualcosa di rosato... ma poi sulla pelle nulla si nota.
Mi sembra che sia più che altro un prodotto per dare luminosità alle pelli molto mature, di certo nulla di lontanamente vicino ad un primer correttivo o ad una strobe cream.
Purtroppo non sono proprio riuscita a reperire la lista INCI, perché su internet non viene pubblicata, e l'insistenza della commessa non mi ha permesso di chiederle almeno la possibilità di visionare gli ingredienti (per quanto mi riguarda dovrebbe essere illegale per i siti ufficiali non riportare la lista INCI completa se dispongono di un e-commerce).

Quest'ultimo in realtà non è un prodotto che ho acquistato io in prima persona, ma un regalo che mi è stato fatto.

Catrice – Lip Cushion – 040 – Absolute Razz'Berry:

Polybutene, Octyldodecanol, Silica, Phenylpropyldimethylsiloxysilicate, Tricontanyl PVP, Olea Europaea Fruit Oil, Tocopherol, Tocopheryl Acetate, Mica, Persea Gratissima Oil, Phytosterols, Lecithin, Tin Oxide, Ascorbyl Palmitate, Sorbitan Oleate, Citric Acid, Aroma, Parfum, C.I. 15850 (Red 7 Lake), C.I. 15985 (Yellow 6 Lake), C.I. 77491 (Iron Oxides), C.I. 77492 (Iron Oxides), C.I. 77499 (Iron Oxides), C.I. 77891 (Titanium Dioxide)

3,5 ml
5,69 €

Si tratta di un lipgloss, la resa sul momento è simile a quella della Vinyl Cream di YSL di cui vi ho già parlato, il finish è cremoso e lucido, e il prodotto tende a “macchiare” un pochino la pelle e le labbra, proprio come succede con il prodotto YSL, nonostante valutando l'INCI non si dovrebbe trattare di una vera e propria Tinta Labbra.
Il colore è totalmente diverso da tutti i prodotti labbra che ho, ed effettivamente è un colore che non avrei mai scelto personalmente, ma giustamente i regali non si scelgono!
L'ho usato davvero pochissimo, dato il colore piuttosto inadatto ai miei colori (ASP neutra come vi ho già detto), mi sembra un colore per stagioni brillanti, o forse proprio non armocromatico di suo.
Quindi in sostanza, l'ho usato più per curiosità verso il prodotto, che per il colore.
Da una parte il tipo di packaging e di rilascio del prodotto sotto forma di Cushion mi hanno incuriosito, e devo ammetterlo, ci ho messo molto a capire come farlo partire...
Girando la rotella in fondo? Schiacciando il “cuscinetto”?
Insomma... alla fine il prodotto in sé è funzionale, è sheer, ma a lunga durata per essere un prodotto di fascia economica e non secca le labbra.
Il problema però è che il packaging usato, in sostanza per moda, lo rende scomodissimo da usare, se non come leggero punto luce al centro delle labbra, e solo se si hanno labbra sufficientemente voluminose da non dover fare una marcata correzione o comunque abbastanza voluminose da poter usare il “cushion”, anche perché il prodotto mi sembra piuttosto viscoso per essere usato in questo contenitore, mi sembra più adatto ad un classico contenitore da gloss con applicatore in spugna.
So che implica l'uso di due mani per aprire il contenitore, ma per evitare questo problema, e usare un “cushion”, avrei preferito un prodotto più fluido e spalmabile, soprattutto dato che non si è puntato su un prodotto ad alta coprenza.
Ho pensato di usare l'applicatore “dritto”, ovvero perpendicolarmente alle labbra, ma ho notato che non è il modo migliore, il prodotto esce lentamente in ogni caso, ma usando l'applicatore di sbieco, usando quindi la parte “angolare” dell'applicatore si riesce almeno a fare un'applicazione più precisa.
In ogni caso è un prodotto che mai potrà essere usato con precisione sui contorni, se non con l'uso di un pennello, ma il prodotto resta comunque molto difficile.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione