mercoledì 4 febbraio 2026

Make Up Reviews di Gennaio 2026!

Ciao a Tutti!
Torno anche oggi a parlarvi di qualcuno dei prodotti di Make Up che ho avuto modo di utilizzare nell’ultimo periodo!

L’Oréal – Paradise Le Khôl Naturel:

Iron Oxides (C.I. 77499), Hydrogenated Jojoba Oil, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Caprylic/Capric Triglyceride, Hydrogenated Vegetable Oil, Butyrospermum Parkii Butter, Mica, Candelilla Cera, Sclerocarya Birrea Seed Oil, Canola Oil, Copernicia Cerifera Cera, Glyceryl Caprylate, Tocopherol, Helianthus Annuus Seed Oil, Ascorbyl Palmitate, Citric Acid

1,2 g
6,09-9,95 €

Si tratta di una matita che ho iniziato per la prima volta ad usare al rientro dalle vacanze, quando mi sono accorta di aver dimenticato mascara e matita del Beauty delle vacanze nella seconda casa!
Dopo quel momento, dal recupero in poi, ho alternato la matita in uso (la Diego dalla Palma, l’ultima di cui vi ho parlato) con questa, così da verificarne le differenze.
A primo impatto, la prima differenza sostanziale sta nella consistenza della mina, decisamente dura quella della matita Diego della Palma per la media delle matite labbra, di una consistenza morbida, ma non troppo, una consistenza più comune questa L’Oréal.
Devo dire che l’ho apprezzata decisamente per questa sua caratteristica, per contro si consuma molto in fretta, ma la mina così morbida la rende molto comoda da utilizzare per tutto: sia per l’infracigliare, sia per la bordatura, forse anche come base Smoky!
Per quest’ultimo scopo non ho mai provato, perché non si tratta della tipologia di trucco più adatta al mio occhio, ma mi dà proprio l’idea di avere una buona resa in questo senso.
A me tende a durare piuttosto bene anche sporcando un pochino la rima interna (non completamente), ma tendo a non avere grossi problemi di tenuta in questo senso, a parte situazioni estreme, come temperature molto alte, dove però tutto è messo a dura prova.
Comunque devo dire che sull’intensità del tratto nulla da dire, le ultime matite che ho provato se la giocano tutte piuttosto bene, anche se magari alcune hanno bisogno di qualche passata in più e alcune qualcuna in meno.

Rimmel – Kind & Free – Creamy Blusher – 001 Power Pink:

Aqua, Mica, Squalane, Caprylyl/Capric Triglyceride, C10-18 Triglycerides,
Butylene Glycol, Glyceryl Stearate, PEG-100 Stearate, Glycerin, Myristyl Alcohol, Potassium Cetyl Phosphate, Phenoxyethanol, Bis-PEG-18 Methyl Ether Dimethyl Silane, Carbomer, Potassium Sorbate, Sodium Dehydroacetate, Tocopheryl Acetate, Sodium Acrylate/Sodium Acryloyldimethyl Taurate Copolymer, Sodium Hyaluronate, Isohexadecane, Sodium Hydroxide, Polysorbate-80, Xanthan Gum, Sorbitan Oleate, Tocopherol, Kaolin
May Contain(+/-):
Iron Oxides (C.I. 77492, C.I. 77491, C.I. 77499), Titanium Dioxide (C.I. 77891), Bismuth Oxychloride (C.I. 77163), Red 30 Lake (C.I. 73360), Ferric Ferrocyanide (C.I. 77510), Ultramarines (C.I. 77007).

15 ml
4,52 € (sembra reperibile solo nel mercato estero)

Si tratta di un Blush che mi è stato ceduto nel corso di uno Swap Party estivo, ma che dopo qualche tentativo, ho rimandato all’inverno.
Si tratta infatti di un colorino piuttosto chiaro per me, che durante l’estate risultava un po’ inadatto, e che ho subito rimandato per l’uso invernale.
Senza contare poi la forma, anche questa, la versione cremosa, è decisamente più orientata all’utilizzo invernale.
Nella stagione calda infatti cerco di utilizzare maggiormente i Blush in polvere, proprio perché faccio un utilizzo più intenso della cipria.
Nonostante il passaggio all’uso invernale, resta comunque un colorino decisamente chiaro su di me. Non resta troppo bianco, come durante l’estate, ma resta comunque un po’ chiaro, ricorda un po’ Origami di Nevecosmetics in versione un po’ glow, il ché lo rende un pochino eccessivo.
Insomma, è un prodotto quasi a confine fra Blush e Illuminante, solo che in un momento in cui questo tipo di finish non va più come una volta.
Peccato davvero per il colore e il finish scelti, perché come prodotto l’ho trovato molto valido, si stende in modo meraviglioso anche con le dita, sfumandosi in modo perfetto, e allo stesso tempo, pur essendo molto cremoso, si fissa senza dare problemi di tenuta alla base.
Devo dire che a malincuore mi sono impegnata ad usarlo un po’, ma non mi ha soddisfatta, così chiaro, caldo e satinato non fa proprio al caso mio, quindi l’ho rimesso nel cestino dedicato al prossimo Swap Party, anche se dubito che avrà grande successo! 😅


Shaka – Essential Pink Perfect Volume Mascara:

Aqua, Copernicia Cerifera Cera, Hydrogenated Olive Oil Stearyl Esters, Glyceryl Stearate,
Acrylates Copolymer, Microcrystalline Wax, Stearic Acid, Palmitic Acid, Butylene Glycol, Helianthus Annuus Seed Cera, Aminomethyl Propanediol, Olea Europaea Oil Unsaponifiables, Ricinus Communis Seed Oil, Phenoxyethanol, Glycerin, Caprylyl Glycol, Galactoarabinan, Rhus Verniciflua Peel Cera, Shorea Robusta Resin, Lecithin, Cellulose, Tocopherol, Ascorbyl Palmitate, Citric Acid, Iron Oxides (C.I. 77499), Ultramarines (C.I. 77007), Black 2 (C.I. 77266) (Nano)

12 ml
3,96-4,95 €

Finalmente, dopo un anno, sono arrivata ad utilizzare l’ultimo mascara che mi era stato regalato in una fortuita occasione!
Sono arrivata all’ultimo prodotto non scelto da me, che può essere effettivamente un vantaggio, viste le mie ciglia non proprio favolose.
Il primo utilizzo devo dire che fino ad ora è stato il più soddisfacente da ormai un anno e mezzo!
Infatti pur essendo una pasta ancora piuttosto fluida, ho notato quanto sia decisamente più efficace di tutti i mascara usati nel corso dell’ultimo anno.
Insomma, non l’ho trovato specificatamente funzionale per come dichiarato, ovvero un mascara volumizzante, ma almeno ho rilevato una netta efficacia, anche se, a mio parere, più orientata sull’effetto allungante.
Va solo notato come le ciglia con l’applicazione di questo mascara diventino dure e rigide, a differenza che con altri prodotti, questo si traduce in una difficoltà nel fare la seconda passata, e nel rischio di solidificare le ciglia in forme “strane” se non si fa attenzione sia nella fase con il piega ciglia, sia con la prima passata.
Non trovo che sia un mascara “difficile” da applicare, ma per quanto almeno sia un prodotto efficace, non è il più semplice.
Lo scovolino è piuttosto ingombrante, è a leggera clessidra, tipo il Pupa Vamp!, ma leggermente più tozzo, insomma una forma che va bene per gran parte delle forme di occhi, anche se magari meno gestibile da chi ha un occhio infossato.
Unico difetto, nell’uso a lungo termine, tende a risultare un po’ più difficile da lavorare, tendendo un po’ a fare le ciglia “ragno”, allungando molto le ciglia, ma riunendole fin troppo fra loro.

Spero che il post sia stato interessante!
A presto!
Rasmus

Si ringraziano il gruppo di MUA e appassionati/e che mi ha aiutato con tantissimi consigli, in particolare un ringraziamento alla bravissima e pazientissima MUA Annalisa Affinito!

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