sabato 7 febbraio 2015

La Storia del Cosmetico: dall'origine della civiltà al tardo medioevo

Ciao a Tutti,
questa volta voglio parlarvi di un argomento piuttosto particolare, voglio fare qualche accenno di storia della cosmesi.

Innanzitutto, definiamo cosa vuol dire Cosmetico: la parola deriva dal greco κόσμος (kósmos) che significa "ordine", da cui kósmesis: mettere in ordine, abbellire.
Viene convenzionalmente classificata in funzione dei diversi ambiti applicativi:
  • Cosmetica, per la cura del corpo, viso, capelli
  • Cosmesi decorativa o Trucco (Make-up)
  • Detergenza e Igiene personale
  • Profumeria

Vi ho già parlato della storia del sapone, dove vi ho parlato delle prime testimonianze archeologiche riguardo la diffusione del Sapone di Aleppo, che risalgono al 2500 A.C. a Babilonia, ma l'origine della cosmesi è ben precedente. Infatti la prima rappresentazione di figure umane con il viso e il corpo dipinti viene datata prima ancora della civiltà Egizia, prima quindi del 5000 A.C.
Durante quest'era è riconoscibile nelle rappresentazioni anche la presenza di tatuaggi.
Ma la prima prova archeologica concreta dell'uso dei cosmetici è stata indivdiduata nell' Antico Egitto attorno al 5000 A.C., infatti sono stati rinvenuti contenitori all'interno di alcune tombe.
I residui analizzati indicavano la presenza di composti a base di Piombo e Olio di Oliva, ed è certo che fossero utilizzati profumi in forma solida, probabilmente a base di resine vegetali, che venivano applicate in cima alla testa, durante i ricevimenti.
Inoltre è fatto ben noto, nelle raffigurazioni egizie, come fosse già diffuso il cosmetico decorativo, in questo caso dell'uso del Kajal per definire il contorno dell'occhio.
Inoltre erano in uso diverse tecniche cosmetiche: 

  • La depilazione tramite una pasta depilatoria a base di calce, Amido e arsenico, e tramite la prima “ceretta” a base di Zucchero e Cera d'Api.
  • L'uso di succhi ricchi di Acido Citrico per lavare i capelli e diversi oli come nutrienti dopo il lavaggio o per stimolare la crescita dei capelli, come l'Olio di Mandorle, di Rosmarino o di Ricino.
  • Colorazione dei capelli, tramite l'Hennè (Lawsonia Inermis), colorante più usato nella storia, per ottenere un colore rosso-aranciato, mescolato però a sangue di bue e/o girini schiacciati per ottenere diverse tonalità di rosso, oppure l'Indaco (Indigofera Tinctoria), per ottenere il colore nero.

Risale invece a molto più avanti la prima prova storica dell'uso del sapone in Egitto: 1550 A.C., dove si apprende di un metodo per ottenere sapone mescolando grasso animale, oli vegetali e un minerale chiamato “Trona”, fonte di Soda (si tratta infatti di un carbonato acido di sodio biidrato)

È stato invece durante l'impero Babilonese, che si è diffuso il primo sapone. Prima di questa scoperta venivano sfruttate le proprietà di alcune Argille o Piante Saponifere.
Nel primo caso un esempio di argilla con queste proprietà è il Ghassoul, diffuso nella cultura marocchina più recente, nel secondo caso si parla in particolare di piante ricche di Saponine, sostanze che hanno un'azione detergente più blanda del vero e proprio sapone, ma riescono ad avere una certa azione detergente.
All'inizio l'uso del sapone era più che altro diffuso per la pulizia dei tessuti, dato che la saponificazione di sego e scarti animali tendeva a generare prodotti maleodoranti, e l'utilizzo della liscivia come base generava prodotti tendenzialmente caustici, data la mancanza dei calcoli sulla saponificazione che si sono potuti sviluppare in epoche successive.
In ogni caso è difficile comprendere esattamente quando si è diffuso il sapone vero e proprio ad uso cosmetico, si tratta di un prodotto piuttosto biodegradabile, per cui non rimangono facilmente tracce attraverso i secoli, la prima testimonianza attendibile risale comunque al 2800 A.C., mentre risale al 2200 A.C. la prima “ricetta” sumera di un sapone composto di Acqua, alcali e Olio di Cassia.
Sempre da una zona mediorientale, sono noti i leggendari bagni nutrienti di Birra della regina Seramide (IX sec A.C) in Assiria.
Attorno alla sua figura si pensa che si fosse sviluppato un ramo di cosmesi fitoterapica.
Comunque, in tutte le popolazioni mediorientali (Egizi, Medi, Fenici, Ebrei) si sono sviluppate nei diversi periodi storici, diverse tecniche cosmetiche, probabilmente favorite dalla reperibilità degli ingredienti primari quali vegetali e minerali.
Erano molto diffusi presso tutti questi popoli gli oli profumati e le tinture, ma con l'aumento degli spostamenti tra Palestina e Siria, si diffuse anche l'uso dell'Antimonio (Solfuro di Antimonio o Stibnite) usato sia come medicamento, sia per truccare gli occhi.

Prima del contatto tra Oriente e Occidente, avvenuto con la diffusione della civiltà greco-romana, si notano i riferimenti biblici riguardo l'uso di ungersi e profumarsi della popolazione ebraica, soprattutto come segno di benvenuto da parte del padrone di casa nei confronti di un ospite.
Inoltre, durante il regno di Re Davide, era in uso un particolare stratagemma cosmetico, l'uso di piccole particelle d'oro cosparse tra i capelli lunghi e sciolti sulle spalle.
Qui le traduzioni diventano ambigue, soprattutto nei riferimenti biblici, e le parole usate non sono sempre indicative di un riferimento certo. Ad esempio con la parola “sapone” è stato tradotto un termine generico “borith”, che in ebraico indica anche la liscivia.

Successivamente, anche nella Grecia Antica si possono riscontrare usi e costumi a livello di cosmesi: le donne della Magna Grecia usavano fare il Bagno alla Lavanda, e successivamente si facevano massaggiare con oli e unguenti profumati.
Per quanto riguarda invece la cura dei capelli, facevano largo uso di essenze aromatiche a base di fiori e spezie (in particolare Incenso e Mirra), e utilizzavano molto l'Olio di Oliva, unguenti e Cera d'Api come nutrienti.
Dato che la maggior parte della popolazione greca aveva i capelli neri, e che l'ideale estetico era quello nordico, associato ad un modello di perfezione divina, si è diffusa la decolorazione e colorazione dei capelli tramite Acqua di Potassio (bicarbonato di potassio mescolato con acqua di acido carbonico) e fiori di Zafferano.

Il periodo dell'antichità classica è stato anche il periodo di contatto tra Oriente e Occidente, epoca in cui comincia a diffondersi l'uso dei rimedi cosmetici mediorientali anche fra Greci e Romani, complice anche la diffusione delle Terme, non solo luogo di cura del corpo, ma anche ritrovo sociale.
Inizialmente non era conosciuto il sapone, quindi per la detersione venivano piuttosto usate la Pietra Pomice, anche unita a Olio di Oliva, la Creta polverizzata finemente, la polvere di Equiseto o la farina di Fave (Lomentum), e dopo il bagno era uso massaggiare il corpo con Olio di Oliva o unguenti profumati da varie essenze: Rosa, Gelsomino, Nardo ecc...
Le dame di ceto sociale elevato potevano anche scegliere di lavarsi con Latte d'Asina, che è un po' il “prototipo” di un latte detergente moderno.
Nella Roma Imperiale, l'aspetto fisico assunse una certa importanza, quindi si diffusero diversi metodi per correggere i difetti del corpo, oltre ad una maggiore attenzione per la pulizia e l'igiene:
Si diffusero nei artificiali, si diffuse l'uso di tinture per capelli per coprire l'ingrigimento: i coloranti erano realizzati con formule diverse, mescolando l'Henné con altre erbe per capelli rossicci, fiori di Zafferano per capelli biondi, e una ricetta di Plinio il Vecchio per tingere i capelli di colore nero: "Applicare una sanguisughe che hanno marcio nel vino rosso per 40 giorni, e, con il succo ottenuto, colorare i capelli". Per decolorare veniva usata l'Acqua di Potassio, come avveniva per i Greci, ma anche il Perossido di Idrogeno o la Candeggina.

Questa è anche l'epoca in cui si è diffuso l'uso della Biacca, o Bianco di Piombo, un pigmento usato successivamente anche per la pittura.
Si tratta del primo colorante coprente sviluppato, prima dei pigmenti moderni (Bianco di Zinco e Bianco di Titanio), veniva usato dalle donne romane e greche inserito in una “crema” chiamata Nivea Cerussa, che donava freschezza alle guance, ma con un residuo radioattivo.
La Biacca non era l'unico belletto, si potevano trovare anche:
  • Polvere di Ematite, come cipria
  • Polvere di Minio, Succo di More, Cocciniglia come pigmenti labbra
  • Polvere di Croco, Malachite o Azzurrite come pigmenti occhi
  • Inchiostro di Seppia, Noccioli di Datteri Bruciati come pigmento nero per scurire ciglia e sopracciglia
Oltre a questo si diffusero anche le Paste Depilatorie, a base di olio, pece, resina e sostanze caustiche, in grado di eliminare i peli superflui.

Tutti questi prodotti cosmetici, comprese anche le maschere di bellezza notturne venivano preparati freschi da schiave specializzate, chiamate Cosmetae.
È stato questo il periodo storico in cui si pensa siano state elaborate le prime creme, che chiaramente avevano ben poco in comune con quelle moderne, si tratta infatti di “Cold Cream”, ovvero unguenti con una piccola percentuale di acqua.
Il nome deriva dall'effetto rinfrescante del prodotto, rispetto all'uso di un unguento, unico prodotto conservabile in precedenza.
La ricetta base della Cold Cream, elaborata da Galeno, prevedeva la fusione di Cera d'Api in Olio, e l'aggiunta di Acqua di Rose fino ad un quinto del prodotto, ed è stata la ricetta base per le creme mantenuta fino al 1600.

Successivamente, con la caduta dell'impero romano, l'arte della cosmesi andò evolvendosi con il crescente contatto con i popoli orientali, in particolare, successivamente alle crociate, vennero importate in Europa le tecniche di saponificazione arabe.
Infatti gli Arabi, già nell'800 D.C., potevano vantare un'arte saponifera di lunga tradizione, il famoso Sapone d'Aleppo, ottenuto con un'elaborata lavorazione di Olio di Oliva e Olio di Alloro.
Si conosce poco sull'uso del sapone durante il periodo successivo alla caduta di Roma, ma è sicuro che fossero esistiti dei fabbricanti di sapone in Europa a partire dal basso medioevo.
In precedenza è sicuro che qualcosa di simile venisse prodotto, ma a partire da grasso di maiale o bue e cenere di legna (contenente sali alcalini simili alla Potassa).
L'Italia fu forse la prima a produrre i saponi solidi, delicati e adatti all'igiene personale che assomigliano tanto all'originale Sapone di Aleppo, ma che vengono denominati Sapone di Marsiglia.
I centri più importanti furono Venezia, Genova e Savona (da notare l'assonanza con il termine francese "savon", sapone), aree caratterizzate anche dalla disponibilità di piante dalle cui ceneri si può ottenere soda, e di Olio di Oliva, grasso molto più adatto alla produzione di un sapone adatto alla detersione umana, rispetto ai precedenti saponi ottenuti da scarti di grasso animale.
Il resto della cosmesi restò a lungo condannato, per l'avvento della cristianità, che condannava ogni attenzione all'esteriorità, a fronte di un maggiore impegno nello sviluppo della moralità.
Solamente durante il basso medioevo si riscoprirono le diverse tecniche cosmetiche dalle tinture ai belletti, fino ad arrivare a trattamenti molto particolari. Questi trattamenti permettevano grandi manifestaziioni di vanità presso le grandi corti europee.
Furono riscoperti i metodi per imbiondire i capelli, per rendere liscia e bianca la pelle, Antimonio e Nerofumo per annerire sopracciglia e ciglia, nei finti, Minio e Zafferano per i rossetti adatti a colorire guance e labbra, Salvia per profumare l'alito, Biacca per sbiancare la pelle, e in particolare la Scuola Medica Salernitana permise la diffusione di alcuni metodi cosmetici tramite un famoso scritto di Trotula de Ruggiero (1050-1097): “De Ornatu Mulierum”, opera molto letta in questo periodo e nei secoli successivi, diffusa tramite almeno 100 manoscritti in tutta Europa.
In particolare, in questo manoscritto sono rilevanti alcune ricette a base vegetale per curare i capelli, tingere i capelli, depilare il corpo.
Successivamente, è stato durante il Rinascimento che l'estetica assunse un nuovo ruolo nella società: 
Venivano usate Mandorle e Fave triturate per realizzare polveri cosmetiche, Allume per dare un colore rosato alle guance e infine anche impacchi di bellezza, realizzati con Limone, Aceto e Albume.
Imbellettarsi diventò una vera e propria consuetudine sociale, in ogni ceto sociale, anche se in modo differente.

A questo punto, dato che ho scritto davvero tanto, mi fermo, e rimando il periodo post-Rinascimentale ad un secondo post.

Spero vi interessi l'argomento, abbastanza da leggere anche la seconda puntata!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

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