giovedì 24 luglio 2014

Come fare un semplicissimo Oleolito di Pomodoro

Ciao a Tutti,
Questa volta scriverò un post sicuramente anomalo per me, non ho mai apprezzato molto gli oleoliti...Ma in questo caso ho fatto un'eccezione.
Quello che infatti mi ha sempre irritato molto, è il dover fare la macerazione per più di un mese...insomma è troppo per i miei gusti, soprattutto perché mi dimentico, e nei miei primi tentativi da novellina sono riuscita entrambe le volte a far fare la muffa prima della fine del tempo di estrazione. Insomma ho rinunciato.
Ma quello che mi ha fatto cambiare in parte idea è l'aver trovato questa fantastica ricetta per fare l'oleolito di pomodoro.
L'estrazione è finalizzata ad ottenere un olio ricco di Licopene, un carotenoide antiossidante presente soprattutto nella buccia dei pomodori, ma che sotto forma di estratto in polvere è quasi impossibile da sciogliere, e come se non bastasse...bisogna stare attenti anche alla concentrazione d'uso...macchia!
Se per estrarre il licopene dal pomodoro fresco, o anche dalla buccia di pomodoro fresco (dove è maggiormente presente), servirebbero tanti, tanti pomodori e tanto, tanto tempo di macerazione per ottenere un oleolito decente, c'è una semplice via di uscita: Il concentrato di Pomodoro Mutti.
L'azienda certifica qui il contenuto di Licopene nel Triplo Concentrato circa 10 volte maggiore che nel pomodoro fresco.
Questo come è possibile?
1) perché il licopene non è un attivo termolabile, quindi, mentre tutti gli altri antiossidanti del pomodoro si degradano con la cottura, quest'ultimo rimane (anche se eviterei di inserirlo a caldo in una crema, meno sbalzi prende, meglio è).
2) perché ovviamente essendo un triplo concentrato, ci sarà più licopene in pochi grammi di passata concentrata che non nel pomodoro fresco, data la forte perdita di acqua.

Dato che già durante l'inverno stavo pensando a qualche progettino per l'estate, ho studiato l'argomento, e ho appunto deciso di puntare su questo ingrediente, stando alle indicazioni postate sul forum di Lola, al thread che vi ho indicato lì sopra, questo oleolito può essere usato dall'1 al 3% nelle creme, stando attenti anche al fattore "colore".
Non tanto per il colore che assume in sè la crema...ma per il fatto che quel colore rimarrà anche sulla pelle, a differenza di quando usiamo i normal coloranti alimentari per dolci.
Ho scelto di usare il Triplo Concentrato della Mutti in primo luogo perché appunto sono state pubblicate queste analisi, e anche perché è quello che normalmente uso in cucina, quindi non andrò certo a comprare un altro concentrato. Ovviamente voi potete provare anche con quello che già usate, se però è un doppio concentrato è probabile che anche allungando i tempi di estrazione otteniate un oleolito meno ricco di Licopene. 
A questo punto potreste aumentare la quantità di concentrato rispetto all'olio, ma ovviamente non garantisco il risultato, non ho mai provato.
Stesso discorso vale per l'olio, leggendo sempre allo stesso link, emerge che l'Olio EVO sia quello più indicato per estrarre il Licopene, probabilmente per l'affinità con l'oleico.
Ovviamente nessuno vi obbliga ad usarlo per forza, potrete provare anche con altri oli, ma potreste ottenere risultati diversi. Io ho scelto l'olio EVO più economico che ho trovato sul mercato, quello Primadonna della Lidl.
Ma veniamo a noi: preparare questo oleolito è estremamente semplice rispetto a tutti gli altri, dove bisogna prendere la pianta, pulirla, asciugarla, eventualmente farla seccare, lasciarla in olio per almeno 20-30 giorni controllando ogni giorno se non galleggia, ecc...
Qui invece, oltre agli ingredienti, ci servono solamente:

1) Un Minipimer
2) Un vasetto dove il Minipimer riesce a passare

Andremo a pesare nel vasetto 10g di Triplo Concentrato Mutti per 100g di Olio EVO.
Sappiate che la resa dopo il filtraggio è piuttosto bassa, quindi se volete ottenere 100g di oleolito è sicuro che non riuscirete partendo da queste dosi.
Io ho purtroppo fatto vari pasticci filtrando, quindi sono arrivata ad ottenere circa 50-60g di oleolito, ma dato che se ne usa davvero poco non mi farò problemi per il momento, eventualmente la prossima volta partirò da dosi più alte.

Una volta portata tutta la passata concentrata sotto l'olio possiamo frullare col minipimer, ottenendo il composto che vedete qui a fianco, in effetti non proprio invitante da guardare, ma vi assicuro che ne vale la pena.
Dopo la frullata cercate di portare sotto il livello dell'olio tutti i residui con una spatola, o potreste rischiare di far andare a male l'oleolito, nonostante debba rimanere in macerazione solo 7-10 giorni.
A questo punto potete chiudere il vasetto, e lasciarlo riposare in un luogo fresco e asciutto, dandogli ogni giorno una girata (io non sono stata ad aprirlo muovevo appena il barattolo e controllavo che non si spalmasse troppo residuo in alto sui bordi, non mi è andato a male).
Potete attendere dai 7 giorni indicati sul forum di Lola, fino a 10 giorni circa, come ho fatto io, in parte perché non ho avuto tempo di filtrare al 7° giorno...in parte perché non essendo una esagerata fan dell'olio di Oliva nelle creme...ho pensato di poterne usare sempre la quantità minima (1%), magari estraendo un filo di Licopene in più.
Quando il termine è giunto, arriva il momento di filtrare, vi consiglio di fare prima una passata con il colino:
per poter togliere il grosso dei residui, poi di usare della carta assorbente.
Avevo provato a piegare 2 strappi di rotolone cucina "a cono", nello stesso modo in cui si usano le carte da filtro da laboratorio chimico, ma non ho avuto successo, dato che dalla filettatura degli strappi sono passati molti residui di concentrato. Potete usare questa procedura solo con vera carta da filtro.
Dopo questo tentativo andato a male, ho quindi dovuto fare un secondo filtraggio con carta assorbente, facendo in modo da usare il centro del pezzetto di carta.
Vi consiglio, in ogni caso, di usare carta assorbente bianca, meglio se non sbiancata e biologica, come Vivi Verde Coop, o Esselunga Gabbiano, non userei carta stampata, chissà che tipo di inchiostri usano per i disegni, residui di questi colori potrebbero finirvi nell'oleolito!

Quando avrete effettuato anche il filtraggio tramite carta otterrete un bellissimo olio rossastro, io l'ho inserito in una boccetta di vetro scuro per proteggerlo dall'ossidazione della luce, ma dalle foto qui a fianco si vede perfettamente il colore bello acceso.


A questo punto l'Oleolito è pronto.
Vi consiglio di conservarlo il più possibile al buio e lontano da fonti di calore, non solo per il Licopene, ma anche per l'Olio EVO in sè.
Se non prevedete di consumarlo in breve tempo vi consiglio di arricchirlo con Tocoferolo (0,2-0,5%) o Aperoxid/Antiranz (qualche goccia come da scheda tecnica) o Oleoresina di Rosmarino (5-6 gocce ogni 100g).
Proteggeranno il vostro oleolito dall'ossidazione.
Non ho mai provato ad usarlo da solo, e non ne ho intenzione, penso però che possa macchiare la pelle. Se preferite prepararlo ad uso diretto sulla pelle, io vi consiglierei di limitarvi ad un'estrazione di 4-5 giorni, è probabile che già così possa lasciare un velo aranciato sulla pelle, ma ovviamente bisogna provare. Potete anche optare per una soluzione via di mezzo, preparare la quantità di oleolito e allungarlo con un altro olio a scelta per alleggerirlo, sia in quanto a "untuosità", sia quanto a residui di colore, facendo voi le varie prove.

Spero che questo post vi sia piaciuto, alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

domenica 20 luglio 2014

Prodotti Anthyllis Baby, come sono gli Inci?

Ciao a Tutti,
oggi vorrei parlarvi della Linea Baby di una marca che trovo davvero stupenda: l'Anthyllis.
Io ho trovato tutta la linea all'Ipercoop della mia zona, ma penso sia reperibile anche all'Auchan. Purtroppo all'Esselunga invece non l'ho trovata.
La Linea Anthyllis Baby è piuttosto ampia, troviamo due detergenti, un olio, due emulsioni idratanti, una pasta per il cambio e un dentifricio per bambini:

Anthyllis – Baby – Bagno Delicato Corpo e Capelli:

Aqua, Sodium Myristoyl Sarcosinate, Cocamidopropyl Betaine, Sodium Lauryl Sulfoacetate, Sodium Olivoyl Isethionate, Lauryl Glucoside, Olivamidopropyl Betaine, Glycerin, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate, Oryza Sativa Extract, Parfum, Hydrolyzed Hibiscus Esculetus Extract

400 ml
6,90 €

Difficilmente vedo inci di detergenti così carini. Non solo sono stati usati tensioattivi molto delicati, ma sono anche tensioattivi particolari e ricercati, ne sono stati usati tanti in piccole dosi: un sarcosinato, due betaine, un sulfoacetato, un isethionato e un glucoside.
Il tutto arricchito da estratti di Riso e Ibisco.
I conservanti sono completamente ecobio, anche se in caso di irritazione, potrebbe essere il Benzoato il responsabile.
In ogni caso questo prodotto è estremamente conveniente se si valuta la composizione, ve lo consiglio proprio!
Nonostante però venga indicato anche come shampoo, attenzione, va bene solamente per i pochi capelli corti di un neonato, i capelli più lunghi e robusti di un bambino più grande, o in generale capelli con una tendenza molto crespa soffriranno l'assenza del condizionante.


Anthyllis – Baby – Detergente Delicato:

Aqua, Olivamidopropyl Betaine, Sodium Myristoyl Sarcosinate, Cocamidopropyl Betaine, Sodium Olivoyl Isethionate, Glycerin, Sodium Lauryl Sulfoacetate, Lauryl Glucoside, Calendula Officinalis Flower Extract, Oryza Sativa Extract, Parfum, Phenoxyethanol, Ethylhexylglycerin

300 ml
5,90 €

Anche in questo caso la formula è perfetta, è stata usata la stessa composizione di tensioattivi, a cui rimane l'estratto di Riso, e viene sostituito quello di Calendula a quello di Ibisco.
In questo caso il conservante è stato modificato, viene usato il Fenossietanolo abbinato all'Ethylhexylglycerin, essendo un detergente, e non un bagnoschiuma io non mi farei problemi, lo eviterei per precauzione solamente per i bambini sotto l'anno, ma la correlazione dell'uso di Fenossietanolo e problemi di salute dei bambini non è stata confermata.


Anthyllis – Baby – Olio per il Corpo:

Glycine Soja Oil, Olea Europaea Fruit Oil, Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Helianthus Annuus Seed Oil, Parfum, Tocopheryl Acetate, Tocopherol, Limonene, Linalool

125 ml
7,90 €

Questo Olio massaggio è davvero carino, hanno scelto dei buoni oli, infatti l'Olio di Soia ha un'ottima spalmabilità, gli oli di Oliva e Mandorla conferiscono untuosità, mentre l'Olio di Girasole alleggerisce un po' questo effetto.
Vengono poi aggiunti Tocoferolo, Tocoferil Acetato e Profumazione.
Se in questo caso il costo non è estremamente conveniente, di sicuro non è un furto.
Chiaramente acquistando al supermercato i tre oli alimentari, e acquistando l'Olio di Mandorle, Tocoferolo/Tocoferil Acetato e una fragranza dai fornitori di materie prime cosmetiche il costo arriverebbe a dimezzarsi, ma chiaramente si arriverebbe a dover pensare di produrre almeno mezzo litro di olio coccole.


Anthyllis – Baby – Latte Crema Idratante:
Aqua, Glycine Soja Oil, Glycerin, Glyceryl Stearate, Cetearyl Alcohol, Sodium Stearoyl Lactylate, Stearyl Alcohol, Gluconolactone, Aloe Barbadensis Leaf Extract, Chondrus Crispus Powder, Glucose, Tocopherol, Xanthan Gum, Sodium Benzoate, Parfum, Sodium Hydroxide

125 ml
7,40 €

La formulazione di questo Latte mi piace molto, è stata usata una combinazione di più emulsionanti, ma un solo olio, quello di Soia, quindi immagino sia un latte molto leggero, molto adatto alla stagione calda.
Il prodotto è arricchito da Estratto di Aloe, Gluconolattone (Chelante e Acidificante), Carragenine, Glucosio e Tocoferolo.
Non ha particolari attivi lenitivi oltre all'Aloe, ma è sicuramente una cremina molto leggera, adatta alla pelle di un bambino senza particolari problemi di secchezza.
La conservazione è in parte dovuta alla fragranza sintetica, dato che il solo Sodium Benzoate non può coprire tutto lo spettro di batteri e muffe.


Anthyllis – Baby - Lozione Protettiva e Lenitiva:

Aqua, Carapa Guaianensis Seed Oil, Glycerin, Sodium Stearoyl Lactylate, Gluconolactone, Pelargonium Graveolens Oil, Tocopherol, Sodium Benzoate, Xanthan Gum, Sodium Hydroxide, Citronellol, Geraniol, Linalool

125 ml
7,90 €

Questa lozione ha qualche ingrediente in comune con il latte precedente, ma in questo caso è stato usato solo il Sodium Stearoyl Lactylate come emulsionante, e sono stati omessi quasi tutti gli attivi, ad esclusione di Gluconolattone e Tocoferolo.
Al posto di una fragranza sintetica è stato aggiunto Olio Essenziale di Geranio, motivo per il quale eviterei di usare questo prodotto sui più piccoli (direi almeno 2-3 anni).
Infine in questo caso è stato usato il ben più costoso Olio di Andiroba, al posto dell'Olio di Soia. Cosa che secondo me non giustifica pienamente il prezzo superiore di questa lozione, rispetto al latte visto prima.
In sostanza tra i due preferirei sempre il primo.


Anthyllis – Baby – Pasta all'Acqua per il Cambio:

Aqua, Zinc Oxide, Talc, Glycerin, Glycine Soja Oil, Titanium Dioxide, Butyrospermum Parkii Butter, Sodium Stearoyl Lactylate, Cetearyl Alcohol, Stearyl Alcohol, Oryza Sativa Starch, Panthenol, Gluconolactone, Bisabolol, Tocopherol, Sodium Benzoate, Xanthan Gum, Parfum, Phytic Acid

75 ml
6,49 €

Questa pasta cambio ha ben poco di una Pasta all'Acqua, infatti è una vera e propria emulsione. Contiene diverse polveri, e anche una quota grassa, probabilmente per garantire la migliore texture possibile: Ossido di Zinco, Talco, Biossido di Titanio, Amido di Riso.
Mi piace molto poi l'aggiunta di Pantenolo, Bisabololo e Tocoferolo come attivi. Il Gluconolattone in questo caso ha anche l'ottima funzione di evitare che l'Ossido di Zinco rilasci troppi ioni, basificando il prodotto.
Tra le paste cambio che ho visto in commercio sulla carta sembra davvero tra le migliori, ma chiaramente non ci si può aspettare un prodotto particolarmente untuoso, e che quindi mantenga l'area "lubrificata" a lungo.
Per il resto la consiglio molto, anche se ho il dubbio che possa durare poco, data la piccola confezione.


Anthyllis – Baby – Gel Dentifricio per Bambini Gusto Fragola:

Sorbitol, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Silica, Xylitol, Xanthan Gum, Glycerin, Sodium Dehydroacetate, Potassium Sorbate, Malva Sylvestris Leaf Extract, Sodium Lauroyl Glutamate, Aroma

75 ml
4-5 € (3,52 € in offerta)

L'idea di realizzare anche un dentifricio adatto per i bambini è lodevole, di solito le case cosmetiche tralasciano questo tipo di prodotti.
Per quanto non sia un'esperta di prodotti dedicati all'igiene orale, qui vedo ingredienti ottimi: Sorbitolo in alta posizione (che usato al posto della Glicerina tende a dare meno la sensazione di "appiccicoso"), Succo d'Aloe, Silica, Xylitolo (di cui però non so bene la reale funzione, penso svolga un'azione simile alla Glicerina, sono chimicamente simili), conservanti ecobio e un poetico estratto di Malva, con un goccino di tensioattivo delicato e adatto.

Spero che anche questa volta vi sia piaciuto il post!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 16 luglio 2014

Crema-Gel Estiva al Poliacrilato (se l'estate è finalmente arrivata!)

Ciao a Tutti,
questa volta preparerò una leggerissima crema-gel al Poliacrilato di Sodio adatta per pelli miste e impure. È un prodotto di media difficoltà, non necessita di grande esperienza, essendo un'emulsione a freddo, ma una parte degli ingredienti va scaldata, inoltre vanno preparate diverse fasi.
La ricetta l'ho elaborata l'estate scorsa, ma mi sono trovata molto bene, quindi ho deciso di rifarla, per alternarla al gel che ho preparato qui poco fa, purtroppo l'ho fatta anche sperando che il tempo sarebbe un po' migliorato...ora la uso comunque, ma per pelli leggermente meno grasse della mia potrebbe essere troppo leggero visto il clima non proprio da luglio.
Ho usato il Poliacrilato di Sodio, trovo che sia, a livello "sensoriale" il miglior gelificante. Inoltre ha una blanda azione emulsionante, quindi, se non siete fornite di emulsionante, potrete realizzare un prodotto che tiene una piccola quota grassa; considerate però che non è una vera emulsione stabile, probabilmente reggerà solo nel breve periodo, quindi non fatene troppo.
Essendo un prodotto adatto alle pelli grasse e impure ho introdotto una piccolissima fase grassa, ho inserito attivi adatti e ho introdotto una buona quantità di polveri assorbenti.
Il colore finale è il naturale risultato dell'uso degli estratti CO2 (dal giallo aranciato della calendula al verde militare del rosmarino) e del Coenzima Q10, arancione.

Questa è la ricetta, ho evidenziato gli ingredienti fondamentali:

Fase A1
Acqua distillata 39,9
Caffeina anidra 1
Poliacrilato di sodio 0,5

Fase A2
Glicerina 3
Acqua di Amamelide 20
Acqua di Rose 20
Silice micronizzata 0,3 (va un po' a occhio)
Niacinamide 4

Fase B1
Cetiol Sensoft 1
Coco Caprylate 0,8
Gamma Orizanolo 0,5
Trietil Citrato 1

Fase B2
Capryl Caprylyl Glucoside 0,3
Ewocream 0,6
Olys 1
Estratto CO2 Calendula 0,1
Estratto CO2 Camomilla 0,1
Estratto CO2 Rosmarino 0,1
Bisabololo 0,5 
Coenzima Q10 0,1
Biossido di Titanio 0,1

Fase C
Ceramidi Sk-Influx 1,5
Nanosomi multivit 3
Cosgard 0,6

Procedimento:
Bisogna innanzitutto scaldare l'acqua distillata fino a bollore per poterci sciogliere la Caffeina, poi inserisco il Poliacrilato di Sodio e lo lascio idratare nell'acqua calda (con il mio ci vuole anche qualche oretta).
In un altro contenitore inserisco gli Idrolati, la Glicerina e la Silice Micronizzata. Anche lei per sciogliersi per bene non ci mette poco.
Mentre aspetto che il Poliacrilato di Sodio e la Silice si idratino preparo la fase B1 a caldo, inserisco in un contenitore resistente alle temperature (un bicchiere tipo da nutella va bene se non avete un becher) gli Esteri e il Gamma Orizanolo e metto a bagnomaria.
Quando il Gamma Orizanolo si sarà completamente sciolto tolgo il contenitore dall'acqua, lo asciugo e lo tengo da parte fino a raffreddamento.
Quando il Poliacrilato si sarà idratato (e l'acqua raffreddata) e vedrete il vostro Gel, potrete andare avanti, unendo le due fasi acquose, mescolate bene fino a quando non sarà un Gel bello omogeneo.
Misuro il pH, e una volta portato a 6 posso inserire la Niacinamide.
Quando la fase B1 sarà fredda, potrete aggiungere, nello stesso contenitore tutti gli altri ingredienti lipofili: Olys (Olio termolabile, dato che contiene Olio di Germe di Grano e una piccolissima parte di Olio di Ribes Nero), Coenzima Q10, Bisabololo, Estratti CO2.
Una volta che questi ingredienti saranno ben sciolti potrete inserire il Biossido di Titanio e stemperarlo bene. Solo quando sarà ben stemperato potrete aggiungere gli emulsionanti: Ewocream e Capryl Caprylyl Glucoside.


Essendo un'emulsione Olio in Acqua, una volta pronta la fase B unica dovrete trasferirla nel Gel che avete ottenuto unendo le fasi A.
Inseritela poco alla volta, mescolando prima un attimo col cucchiaino, e poi frullando col minipimer o con le fruste elettriche (io ho usato queste ultime ed è venuto bene).
Quando l'emulsione è pronta, dopo qualche frullata energica, potrete inserire il Cosgard. Se volete dare un'altra frullata per sicurezza datela ora. Una volta inseriti i Liposomi non potrete più farlo, perché usando il frullatore si rompono e perdono efficacia.
Di solito io evito di frullare anche le Ceramidi, può essere che non abbia senso, ma Liposomi e Ceramidi sono sempre gli ultimi ingredienti che inserisco, così mescolo bene direttamente una sola volta.
Adesso che tutti gli ingredienti sono stati inseriti potrete inserire coloranti (se proprio non vi piace il giallo potreste aggiungere il colorante alimentare rosso per renderlo più color salmone o il colorante blu per renderlo verde, a me piace molto al naturale e non aggiungo nulla) e Fragranze (o Oli Essenziali). Io ho scelto la fragranza Monoi de Tahiti di Glamour Cosmetics, è una delle mie preferite.
Una misurazione finale del pH è d'obbligo, verificate che sia a 6 per essere sicuri che la Niacinamide non rilasci Acido Nicotinico.

Ed ecco la vostra Crema-Gel pronta, di un naturalissimo giallo, grazie agli estratti CO2:


Gestione delle sostituzioni/omissioni:
Acqua Distillata, Glicerina (eventualmente sostituibile con il Sorbitolo, dovrebbe dare un effetto ancora più asciutto) e Poliacrilato di sodio sono di base, ci vogliono. Potreste sostituire il gelificante, ma il prodotto finale cambierebbe completamente. Non sarebbe più questa ricetta.
Caffeina – potete ometterla se non l'avete, non è fondamentale
Acqua di Amamelide – sarebbe meglio averla come attivo astringente, dato che questo è un prodotto per pelli impure, ma se non l'avete non vi cambierà la vita, usate al suo posto Acqua Distillata
Acqua di Rose – è solo "poetica", potete tranquillamente sostituirla con Acqua Distillata.
Silice Micronizzata – se non l'avete potete tranquillamente sostituirla con uno 0,5% di Dry Flo, ma attenzione, inserendolo nella fase B2 a freddo, insieme al Coenzima Q10, e comunque sarà diversa la capacità assorbente del prodotto.
Niacinamide, Trietil Citrato, e Bisabololo sono i 3 attivi antibrufoli di questo prodotto, la Niacinamide è seboregolarizzante, il Trietil Citrato ha azione antibatterica e il Bisabololo lenisce l'infiammazione. Senza questi 3 prodotti non avreste un prodotto con questa funzione. Se non avete mai usato la Niacinamide inseritene anche solo il 2,5%, per le pelli più sensibili potrebbe essere irritante alle dosi massime, a me in particolare non ha mai dato problemi, ma non tutte le pelli sono uguali.
Potete sostituire tranquillamente gli Esteri e l'Olys, basta che siano simili, un Estere leggerissimo come il Cetiol Sensoft, uno leggero come il Coco Caprylate e un Olio Vegetale medio-leggero e adatto alle pelli impure, come Riso, Jojoba, Vinaccioli ecc... Sicuramente NON vanno bene Oliva, Mandorle, Rosa Mosqueta ecc...
Potete tranquillamente omettere il Gamma Orizanolo, ma a questo punto non potrete fare a meno di un antiossidante, che sia l'Estratto CO2 di Rosmarino che ho usato io, l'Aperoxid o l'Antiranz. Potete usare anche il Tocoferolo, ma appesantirebbe molto la cascata di grassi, è il motivo per cui non l'ho inserito. Se non inserite il Gamma Orizanolo potrete tranquillamente evitare di scaldare la fase B1, e fare una sola fase B a freddo. Se proprio non avete un prodotto antiossidante come Aperoxid, Antiranz o Gamma Orizanolo potreste usare come unico olio, insieme agli esteri Olio di Cocco, è l'olio con il numero di Iodio più basso in assoluto, quindi potreste anche omettere gli antiossidanti per gli oli e usare il prodotto entro 4-5 mesi per sicurezza.
Come vi ho detto, il Poliacrilato di Sodio è un emulsiogellante, riesce a tenere una certa quantità di grassi, quindi per brevi periodi potrete fare a meno di usare Capryl Caprylyl Glucoside ed Ewocream. Nel caso sostituiteli con pari quantità di Acqua Distillata.
Potrete tranquillamente omettere Ceramidi, Nanosomi, Coenzima Q10 e Estratti CO2 di Camomilla e Calendula. Sono tutti ottimi attivi, ma sono aggiunte che ho fatto io adatte ad una pelle non più giovanissima, ma che ahime, mi tormenta ancora con una buona dose di brufoli.
Biossido di Titanio – se non l'avete potrete sostituirlo con Ossido di Zinco, o con Caolino polverizzato al macinacaffè, non avrà la stessa resa, ma sono anche loro buoni assorbenti e opacizzanti. Il Biossido di Titanio ha solo il vantaggio ulteriore di agire come illuminante ottico.
Cosgard – potete ovviamente usare un altro conservante. State attente però ai conservanti salini come Sodio Benzoato e Potassio Sorbato, potrebbero smontarvi il gel come tutti i sali (Pantenolo, Sodio Ialuronato, Sodium Ascorbyl Phosfate ecc...) e attente alla percentuale d'uso e al pH in cui funzionano (trovate tutte le informazioni sulla scheda tecnica). Potete tranquillamente usare un conservante liposolubile come Phenonip, Fenilight, Naticide/Plantaserv Q ecc...inserendolo nella fase B2 a freddo.

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta!
Alla prossima

Rasmus

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sabato 12 luglio 2014

Guida all'Uso di SoapCalc

Ciao a Tutti,
dopo avervi parlato più volte della saponificazione in generale, voglio parlarvi di un utilissimo strumento per fare il sapone in casa: si tratta di SoapCalc.
Non è altro che un Calcolatore per Saponi Online, a cui potete accedere cliccando su questo link: http://www.soapcalc.net/calc/soapcalcwp.asp
Purtroppo è un calcolatore in inglese, quindi se non lo sapete dovete studiarvi qualche rudimento, e per quanto riguarda i termini più specifici di fatto sono 3 i più importanti:
Lye = Base Forte (Soda o Potassa)
Super Fat = Surgrassamento, quindi più che altro quello che noi chiamiamo Sconto della Soda
Recipe = Ricetta, quindi il risultato in uscita dal calcolatore

Rispetto ad altri calcolatori di questo tipo ha questi principali vantaggi:

1) permette di scegliere in anticipo la quantità di sapone che si vuole realizzare

2) permette di scegliere se lavorare su grammi o su percentuale (dando poi infine i pesi precisi in grammi)

3) permette di stimare qualche parametro del sapone prima di realizzarlo, permettendo così di fare qualche modifica (ma queste stime vi parlerò più avanti)

Questa è la schermata che apparirà cliccando sul link:

















Vediamo innanzitutto le principali funzioni, guardando parte per parte questo calcolatore:


1) Per prima cosa dobbiamo scegliere la base forte: per preparare saponi solidi andremo ad usare la Soda Caustica: NaOH, per preparare saponi liquidi andremo ad usare la Potassa Caustica: KOH.

Difficilmente la preparazione casalinga punta alla preparazione di sapone liquido. Saponificando con la Soda si vanno a produrre le classiche saponette, ma tutto questo rende la preparazione del sapone anche un hobby creativo, dato che si potranno realizzare saponi dai colori e dalle trame più belle possibili.

2) Qui invece andremo a scegliere l'unità di misura di peso. 
Chiaramente noi europei andremo a scegliere grammi, a meno che non abbiate più confidenza con once e libbre.
Dopo aver scelto l'unità di misura, andrete a digitare la quantità di olio su cui volete lavorare per la ricetta.
La quantità standard che viene indicata è 500g, ma potete tranquillamente lavorare anche con la quantità che preferite.

3) Qui le scelte cominciano a complicarsi, possiamo scegliere la quantità di acqua che andremo a mettere nel sapone. A seconda delle diverse tecniche si potrà procedere nelle tre diverse opzioni.
Nel primo caso andremo a definire la percentuale d'acqua che inseriremo nel sapone, opzione più semplice, mentre negli altri due casi è necessaria una certa esperienza. Per quanto mi riguarda mi baserò solamente sulla prima opzione, l'unica che so utilizzare attualmente.
La percentuale di acqua che si utilizza dipende tantissimo dalla lavorazione che andremo a fare nel sapone. Più acqua introduciamo, più il sapone sarà liquido e morbido e quindi lavorabile più a lungo. Ma di conseguenza, necessiterà anche di un tempo di stagionatura più lungo.
Quindi per semplificare lavorazioni semplici e brevi opteranno per una piccola quantità d'acqua (di solito a 35), mentre per lavorazioni complesse e lunghe, per cui serve avere un sapone liquido a lungo si aumenterà questa percentuale, anche oltre il 38 se necessario. Ma chiaramente prima vi consiglio di cominciare con ricette più semplici.

4) Queste due opzioni, sono piuttosto rilevanti. La prima riguarda in effetti lo Sconto di Soda, di cui vi ho parlato in quest'altro post sul sapone.
Di solito lo Sconto massimo che si può fare è intorno all'8%. Oltre questa quantità il sapone potrebbe risultare troppo poco lavante, o peggio essere troppo sensibile all'irrancidimento. Gli unici saponi che vengono scontati di un valore più alto (anche al 20%), sono i saponi costituiti da solo Olio di Cocco, o comunque da questo olio in grossa percentuale, dato che risulta essere molto lavante e soprattutto fa molta schiuma.

La seconda opzione riguarda la quantità di fragranza o di Oli Essenziali che andremo ad inserire.
Normalmente gli Oli Essenziali tendono a degradarsi più facilmente a contatto con la Soda, quindi andremo ad inserire una maggiore quantità di Oli Essenziali rispetto a quando andremo ad inserire Fragranze Sintetiche appositamente studiate per il sapone.
In base a quanto dovrà stagionare il sapone, e a quanto lo vogliamo profumoso, dovremo inserire la giusta quantità di Fragranze o Oli Essenziali. Per quanto mi riguarda mi è stato insegnato di inserire almeno 20g di fragranza per ogni Kg di grassi, e almeno 40g di Oli Essenziali per ogni Kg di Grassi.
La cosa bella poi è che si possono fare dei perfetti mix, abbinando anche Oli Essenziali e Fragranze. Non c'è niente di "rigido", ma è importante avere un buon naso o una discreta esperienza. In particolare c'è da sapere che molte fragranze e alcuni Oli Essenziali "ammassano" il sapone, ovvero lo addensano improvvisamente. Quindi per evitare di fare disastri e di buttare tante quantità di materie prime è importante confrontarsi con altri saponificatori e studiare un po'.

5-8) Questa è la sezione più specifica, dove verrà composta la vera e propria ricetta.
Al punto 5 si trova un ottimo e completo database sulle caratteristiche di tantissimi oli e grassi, anche di origine animale.
Fate attenzione anche alle differenze fra Olio e Burro della stessa fonte vegetale, e ai grassi idrogenati quando li selezionate per la ricetta.
Selezionando un particolare grasso, potrete vedere a sinistra due cose: in alto potrete vedere le ipotizzate qualità che avrà il sapone composto solo da quel grasso, mentre sotto potrete vedere la composizione in Acidi Grassi di quella fonte di grasso.
Sotto l'elenco apparirà anche il numero di saponificazione, sia per Potassa, che per Soda.
Al punto sei, dopo aver studiato un po' l'elenco di grassi, potrete inserire la vostra ricetta.
Come vi ho scritto in questo post, la composizione "base" di un sapone è un mix di Oli di Cocco (e/o Palmisto), Palma (o Sego/Strutto), e Oliva.
Altri oli che spesso vengono inseriti sono: Riso, Mandorla, Avocado, Babassu, e Burri di Cacao, Mango e Karitè, di solito sempre in piccole quantità.
Una volta definiti i grassi che andrete ad usare (potete inserirli direttamente in grammi, oppure in percentuale, il programma vi calcolerà automaticamente il peso sulla base della quantità di grassi che avrete deciso all'inizio), non resta che calcolare la vostra ricetta passando al punto 7.


























Il punto 8 permette anche di elaborare più ricette, ma chiaramente è già una funzione extra.
Una volta stampata o vista la ricetta, il programma vi indicherà una serie di parametri del sapone, ho buttato lì una semplice ricetta, vediamo insieme l'output:


Come potete chiaramente leggere, all'inizio vengono riportati tutti i dati precisi della ricetta, quelli già preimpostati da noi, e quelli calcolati da Soapcalc.
Come vedete siamo partiti dalle percentuali di grassi scelti, e il programma ci ha riportato i grammi precisi di grassi, soda e acqua da usare.
Sotto vengono anche calcolati dei parametri che ci daranno un'idea di come sarà il nostro sapone:
Durezza, Potere Lavante, Potere Condizionante, Schiumosità, Cremosità, Numero di Iodio e il Numero INS.
Per ogni parametro vengono indicati i range ideali che il sapone dovrebbe avere, e il valore calcolato della ricetta.
Durezza: quanto il sapone sarà duro, è un parametro dovuto alla quantità di Acidi Grassi Saturi, più saranno alti in percentuale, più il sapone sarà duro.
Potere Lavante: quanto possiamo considerare lavante/aggressivo il nostro sapone, dipende principalmente dalla quantità di Acidi Grassi a corta catena, come il Laurico e Miristirico, che compongono gli oli di Cocco e Palmisto. Soapcalc ha questo "pregiudizio": considera l'Olio di Oliva poco lavante a priori, conseguentemente qualsiasi sapone fatto con grandi quantità di questo olio verrà bollato come "poco lavante". La nostra esperienza invece ci dice il contrario, che un sapone con grandi quantità di Olio di Oliva ha ottime caratteristiche sensoriali, ma senza perdere in capacità lavante. Vi consiglio di ignorare questo parametro.
Potere Condizionante: segue logica opposta al Potere Lavante, si riferisce invece a quanto è delicato il nostro sapone sulla pelle, e quando tende a non lavare via il grasso cutaneo. Ha la stessa "distorsione" del parametro precedente, vi consiglio anche in questo caso di tenerne poco conto.
Schiumosità: definisce la corposità della schiuma, dovuta alle quantità di Acidi Grassi a corta catena, apportati da Oli di Cocco e/o Palmisto o da grassi animali. In parte anche l'Olio di Ricino aggiunge un tocco particolare alla schiuma.
Cremosità: quanto il sapone tenderà ad essere cremoso, è definito sempre dalla quantità di Acidi Grassi Saturi.
Numero di Iodio: Definisce quanto il sapone sarà sensibile all'irrancidimento, più il sapone sarà ricco di grassi Insaturi (Alte quantità di Oleico, Linoleico e Linolenico), più sarà sensibile. Chiaramente nel sapone è più difficile che avvenga l'irrancidimento, rispetto all'olio non saponificato, ma a volte, per saponi con Numero di Iodio alto, è utile aggiungere un chelante, come l'Etidronato.
Numero INS: è un parametro piuttosto controverso. Secondo questa teoria il Numero INS ideale dovrebbe essere 160, ma non è un parametro univoco. Infatti un sapone al 100% composto da Olio di Cocco potrebbe avere un Numero INS di 160, perfetto, ma non sarà un sapone apprezzabile come un sapone equilibrato, che però non ha il Numero INS di 160
Infine a destra troverete la distribuzione finale di Acidi Grassi che troverete nel sapone, composizione sulla quale sono stati fatti tutti i calcoli sui parametri.

Spero che questa guida vi sia stata utile, e che sia più semplice usare questo potente strumento per saponificatori.
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano la fondazione Wikipedia, Soapcalc.net e Soapqueen.com, inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, e come sempre le mie Oterine, maestre personali di saponificazione.

giovedì 3 luglio 2014

Olio Emulsionante Post-Doccia

Ciao a Tutti,
Tempo fa stavo pensando ad un modo più semplice e rapido per usare un prodotto emolliente in doccia.
Vi avevo mostrato qui la ricetta che ho formulato per fare un balsamino solido tipo L@sh.
Ma c'è bisogno di tempo perché il balsamino si sciolga, e per spalmarlo bene in modo uniforme.
Ho quindi preso spunto da qualche prodotto in commercio, tra cui gli oli lavanti o emollienti post doccia che producono alcune aziende di prodotti cosmetici reperibili nella larga distribuzione.
Ho pensato quindi ad un prodotto semplicemente emolliente, ma estremamente semplice da preparare, e anche da usare.
Ho quindi preparato un olio emulsionante da spalmare subito dopo la doccia, per emulsionare l'acqua presente sulla pelle e assorbirla più facilmente.
Va applicato subito dopo aver chiuso l'acqua, dopo aver risciacquato il detergente, ma a differenza dei prodotti in commercio, l'ho formulato per poter essere anche lasciato sulla pelle.
Infatti ho usato emulsionanti con maggiore affinità ai grassi (a basso HLB, vi ho spiegato cos'è l'HLB qui), che vengono usati anche come emulsionanti in prodotti Leave-In.
Ovviamente, non essendoci particolari attivi nel prodotto la scelta di risciacquare o meno il prodotto è assolutamente soggettiva. Provate ad usarlo come preferite. In ogni caso dovrebbe lasciare la pelle morbida e nutrita.
Io mi trovo bene a non lavarlo via. Lo uso prevalentemente sulle gambe, l'area del mio corpo dove la pelle tende a seccarsi di più, e dove quindi ho bisogno di maggiore nutrimento.
Ma ecco qui la semplicissima ricetta. Purtroppo non è realizzabile senza almeno un acquisto online, dove potete reperire gli emulsionanti a basso HLB. Solo con la Lecitina di Soia del supermercato non penso che il prodotto renda allo stesso modo, e sinceramente non penso che usando il 4,5% di Lecitina questa riesca a sciogliersi completamente nei grassi senza fare grumi nell'immediato, o col tempo.
Chiaramente nessuno vi impedisce di provare, ma vi consiglio piuttosto di ordinare almeno Il PGE-3 Oleate, che potete trovare da LaSaponaria in una piccola confezione (così se doveste usarlo solo per questo prodotto non andrete ad acquistare troppo prodotto), con comodo contagocce che costa anche poco, o anche solo l'Ewocream, che ormai trovate da diversi rivenditori online.
Non essendoci una fase acquosa non è nemmeno necessario il conservante, l'importante è fare attenzione a non introdurre acqua nel contenitore dell'olio durante l'uso in doccia.
Vi consiglio comunque di prepararne poco per volta, direi massimo la quantità che usereste in 4-5 mesi.

Olio Emulsionante Post-Doccia:

Ricetta:
Ewocream 2
PGE-3 Oleate (Nome commerciale Isolan GO 33) 2
Lecitina di Soia 0,5
Olio/Mix di Oli a scelta 95,5

Procedimento:
Ho preparato per comodità il prodotto direttamente nel flaconcino in cui lo utilizzerò, questo perché ne ho preparato poco: 25g, e non volevo che se ne perdessero grandi quantità nel contenitore.
Ho pesato a parte la Lecitina di Soia passata al macinacaffè, e l'ho inserita sul fondo del contenitore, aggiungendo subito gli emulsionanti e l'Olys (l'olio che ho scelto).
Una volta versati gli ingredienti dovete mescolare un po', fino a che la Lecitina di Soia non si sarà ben sciolta.


Io ho usato questa bacchettina di vetro da laboratorio, ma se non l'avete potete usare un qualsiasi strumento che passi nel contenitore, meglio se non di metallo, così da limitare il rilascio di ioni metallici ossidanti nel prodotto.
A questo punto il vostro Olio Emulsionante da doccia è pronto.

Come avete visto la ricetta è estremamente semplice.
Dovete solo fare attenzione alla scelta degli oli, vi sconsiglio di usare oli facilmente rancescibili, a meno che non inseriate un serio antiossidante come Aperoxid, Antiranz o Estratto CO2 di Rosmarino. Anche perché utilizzando il prodotto in doccia è più probabile che subisca svariati sbalzi di temperatura.
Io non ho inserito nulla di questi perché ho preparato pochissimo prodotto per volta, e ho voluto farvi vedere che non servono per forza troppi ingredienti specifici.
La scelta dell'olio in questo senso è fondamentale. Io in particolare ho optato per l'Olys, olio non particolarmente costoso, con un'ottima consistenza e una buona resistenza all'irrancidimento. Inoltre racchiude in sè la possibilità di avere già una cascata di grassi intrinseca.
Chiaramente potete usare gli oli che preferite. Oli come Mandorla o Oliva daranno un tocco più nutriente, ma di unto più persistente, Girasole, Mais, Riso, daranno un risultato simile a quello dell'Olys, Germe di Grano, Soia, Vinaccioli daranno un risultato intermedio, e infine Jojoba e Cocco daranno un effetto leggermente più secco. Ovviamente, se li avete, potete inserire anche una parte della quota oleosa di esteri leggeri o leggerissimi.
Attenzione però all'uso di Cocco, considerate che sotto i 20°C tende a solidificarsi, se quindi prevedete di usare il prodotto durante la stagione fredda, o in generale fate docce molto fredde usatelo addizionato ad un altro olio, in base alla percentuale potreste ottenere un prodotto più o meno denso.


Spero che questa ricetta semplice vi sia piaciuta e che proviate a farla!
alla prossima

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma anche le mie Oterine, che mi hanno segnalato per la prima volta l'esistenza di un tale prodotto!

domenica 29 giugno 2014

Prodotti che sto Usando in questo Periodo

Ciao a Tutti,
Da ormai un po' di tempo molti prodotti cosmetici non li acquisto più, dato che me li preparo in casa, però ci sono prodotti che continuo ad acquistare, o per pigrizia, o perché sono difficilmente realizzabili in casa.
Vi parlerò un po' degli ultimi prodotti che ho usato o sto usando.
Innanzitutto il solare, visto che mi tocca accompagnare accompagnare i bambini del centro estivo in piscina.
Dopo essermi informata ho scelto di prendere il solare Bioearth. Questa è una delle poche linee che dovrebbe garantire una sufficiente copertura anche dei raggi UVA, mantenendo un inci "decente" dal punto di vista dei bollini del biodizionario.
Per maggior informazioni riguardanti al funzionamento dei prodotti solari vi rimando a questo blog, assolutamente più specialistico del mio.

Bioearth Crema Solare spf 30:


Aqua, Isoamyl Cocoate, Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate, Ethylhexyl Triazone, Glycerin, Titanium Dioxide, Ethylhexyl Stearate, Sodium Cetearyl Sulfate, Cetearyl Alcohol, Cetyl Alcohol, Caprylic/Capric Triglyceride, Glucose, Aloe Barbadensis Gel, Helianthus Annuus Seed Oil, Helichrysum Angustifolium Flower Extract, Cannabis Sativa Seed Oil, Sorbitol, Camellia Sinensis Leaf Extract, Retinyl Palmitate, Tocopheryl Acetate, Sodium Glutamate, Urea, Panthenol, Hydrolyzed Wheat Protein, Potassium Sorbate, Benzyl Alcohol

150 ml
18 € circa

Dato che come vi ho spiegato, non ho ancora studiato approfonditamente i filtri solari, non cercherò di spiegarvi quello che lo riguarda in questo inci. Vi parlerò del prodotto e degli ingredienti non filtranti dell'inci.
Calcolando che sono le aziende a dover garantire che l'insieme globale dei filtri fisici sia stabilizzato nell'inci, tramite l'inserimento di particolari emollienti, antiossidanti, gelificanti ecc..., come illustrato nel link che vi ho postato poco sopra, darò questo per buono.
L'unica pecca di questo prodotto è che tende a sbiancare abbastanza, ed è piuttosto duro da stendere. In compenso devo dire che non ho mai trovato un prodotto così resistente. Nonostante 2 giri di piscina ha resistito molto bene, e l'ho riapplicato, anche se sentivo la pelle ancora bella unta. Sconsigliato per il viso, a meno che non abbiate una pelle ultrasecca.

Cien – Crema Mani Idratante Mandorla e Karitè:


Aqua, Glycerin, Cetearyl Alcohol, Helianthus Annuus Hybrid Oil, Glyceryl Stearate, Butyrospermum Parkii Butter, Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Dimethicone, Phenoxyethanol, Panthenol, Benzyl Alcohol, Sodium Cetearyl Sulfate, Parfum, Tocopheryl Acetate, Niacinamide, Limonene, Linalool, Tocopherol, Citronellol, Hexyl Cinnamal, Geraniol, Butylphenyl Methylpropional, Benzyl Salicylate, Citric Acid

125 ml
1,19 €

L'inci è assolutamente buono, è presente solamente un po' di silicone come antischiuma (è prima del conservante, quindi intorno al 2% stando abbondanti), e qualche allergene del profumo.
Per il resto abbiamo una bella crema ricca di emollienti, economici, ma buoni, e vitamine: Pantenolo, Tocoferolo/Tocoferil Acetato e Niacinamide.
Per quanto mi riguarda trovo che non sia per niente male. Continuo a preferire quella della Vivi Verde Coop che vi ho recensito qui un po' di tempo fa, ma trovo che anche questa sia buona. La metto quando serve prima di andare a dormire, in abbondanza con i guantini di cotone se ho le mani piuttosto disidratate e arrossate, pochina senza guantini se invece le ho appena appena secche o prevedo solo di doverle preparare per il giorno dopo (ad  esempio giro in bicicletta, pulizie di casa, previsione di vento forte ecc...).
In ogni caso è una delle creme mani con il migliore rapporto qualità/prezzo. Attenzione però a non prendere l'altra crema mani (quella antiage), che invece non ha un inci così buono, inoltre contiene filtri chimici, che non ha senso tenere sulle mani se non si prevede di prendere sole.

Esselunga Gabbiano -  Sapone Vegetale all'Olio di Oliva


Sodium Olivate, Sodium Palmate, Sodium Cocoate/Palmkernelate, Aqua, Parfum, Rosa Canina Fruit Extract, Glycerin, Sodium Chloride, Tetrasodium Etidronate, Tetrasodium EDTA, Alpha-Isomethyl Ionone, Citronellol, Limonene, Geraniol, Hexyl Cinnamal

2 x 100g
1,60 € circa


Penso che questo sarà l'ultimo sapone industriale che comprerò. Da poco ho cominciato a fare anche il sapone in casa, ho iniziato insieme alle mie maestre saponaie (che ringrazio), ma non me la sento ancora di produrne in autonomia, ma ormai ho abbondanti scorte! In ogni caso ho trovato questo sapone molto buono.
Non lo trovo molto aggressivo, anzi, inoltre fino ad ora non ha assolutamente fatto le "crepe", a differenza dei saponi de I Provenzali che ho comprato fino ad ora, e devo dire che non ho mai avuto la pelle del viso così morbida e liscia come quando ho usato questo sapone.
Non so se sia solo il sapone, o qualche altro fattore (cambiamento di stagione, alimentazione o altro), ma la sensazione è stata fantastica!
Eppure la formula non sembra molto diversa da quella dei saponi fatti in casa (che però fino ad ora non mi hanno dato questo effetto): contiene sapone da olio di Oliva, Palma e Cocco/Palmisto, Acqua, fragranza, estratto di Rosa Canina (che dubito sia influente in questo senso), Glicerina, sale e chelante.
Ho misurato il pH di questo sapone, è 8, questo vuol dire che, in qualche modo, è stato fatto uno sconto della soda, in caso contrario sarebbe arrivato minimo a 9, come i saponi industriali più delicati. Fino ad ora non ho mai trovato un sapone non fatto in casa che sia migliore di questo. Assolutamente promosso con Lode!

Vivi Verde Coop – Crema Contorno Occhi:


Aqua, Glycerin, Helianthus Annuus Hybrid Oil, Beta-Glucan, Pectin, Cetearyl Alcohol, Olea Europaea Fruit Oil, Ascorbyl Tetraisopalmitate, Rhododendron Ferrugineum Extract, Leontopodium Alpinum Extract, Zinc PCA, Xanthan Gum, Caprylyl Glycol, Caprylhydroxamic Acid, Sodium Citrate

15ml
4-5 €

Ho utilizzato questa crema contorno occhi dopo aver finito la crema contorno occhi della Cien, di cui vi ho parlato qui, visto che sembrava essere un prodottino più leggero, adatto alla bella stagione.
L'inci è assolutamente perfetto, contiene una piccola cascata di grassi: solo olio di Girasole e Oliva, Beta-Glucano, un attivo molto costoso, estratto di Rododendro e Stella Alpina, Zinco PCA come idratante, gelificanti, conservanti e chelanti.
La crema, all'apparenza è più che altro una crema-gel, non è completamente opaca e bianca, ma ha più l'aspetto di un gel non trasparente.
Sinceramente trovo che quanto a texture sia ancora meglio quella della Cien, ma questa è senz'altro più leggera, e in questa stagione non tende a rimanere sulla pelle, formando lucido e dando la sensazione di "pelle sudata".
Mi è capitato che sfarinasse leggermente solo una volta, forse perché avevo applicato troppo prodotto.
Ve la consiglio assolutamente! Inoltre per essere un prodotto completamente ecobio è anche piuttosto economica.

Anche per questa volta è tutto, alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, Promiseland.it, Nonsensecosmethic.it e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

martedì 24 giugno 2014

Semplicissimo Spray Antizanzare Naturale

Ciao a Tutti,
visto il sostanziale cambiamento di temperatura tra fine maggio e inizio giugno ho voluto prepararmi uno spray antizanzare, che ho testato durante questo mese.
Questo è sicuramente uno degli spignatti più semplici da fare, dato che servono pochissimi ingredienti, non serve il conservante e non serve scaldare nulla.
Ho testato questo prodotto per circa un mesetto abbondante (usandolo comunque ogni 4-5 giorni, essendo un prodotto a base di Oli Essenziali), e devo dire che nonostante l'odore non permanga a lungo sulla mia pelle, le zanzare mi ignorano abbastanza quando lo uso.
Per ora l'ho usato in occasioni particolari, quando prevedevo di stare molte ore all'aria aperta, o di espormi per breve tempo in aree critiche, come quando vado a bagnare l'orticello di casa, e ha sempre funzionato in modo soddisfacente.
Ma veniamo alla ricetta, vi servono giusto 3 Oli Essenziali adatti, Acqua (potete usare quella normale in bottiglia o far bollire quella del rubinetto o demineralizzata, non essendoci il conservante, preferisco non rischiare usando quella demineralizzata senza farla bollire) e Alcool Alimentare.

Ricetta:
Acqua 79
Alcool 18
Glicerina 2
OE Citronella 0,4
OE Lavanda 0,3
OE Tea Tree 0,3




Per gli Oli Essenziali l'unico davvero indispensabile è Citronella, mentre gli altri due li potete modificare scegliendo tra: Geranio (sarebbe molto più indicato del Tea Tree, ma non lo possiedo), Menta, Eucalipto Citriodora, Lemongrass, Timo, Melissa, Basilico.
In generale il più adatto sarebbe l'Eucalipto Citrodora, poi Citronella, Menta e Lemongrass. Ma io ovviamente mi sono arrangiata con questi che ho, anche il Lavanda e il Tea Tree sembrano adatti.
Invece per quanto riguarda la Glicerina, se non l'avete, potete tranquillamente ometterla, alzando a 80 l'acqua e a 19 l'Alcol.

Procedimento:
Dovete, molto banalmente, inserire gli Oli Essenziali in Alcool, e successivamente aggiungere l'Acqua e la Glicerina, non è nulla di complicato, anzi.

L'unica controindicazione di questo spray è che, a differenza di quelli sintetici, è altamente allergizzante e potenzialmente irritante. Infatti non fa bene cospargersi di Alcool, come anche di tutti questi Oli Essenziali tutti i giorni.
Considerate che sia un prodotto da utilizzare solo quando serve, e non tutti i giorni, ad esempio in occasione di un'uscita all'aperto per tutto il giorno o una lunga serata in zone molto infestate dalle zanzare. Non consideratelo un rimedio giornaliero, usarlo con regolarità può essere un trattamento troppo aggressivo per la pelle.
In ogni caso, dato il contenuto alcolico e di Oli Essenziali è NON VA USATO SU BAMBINI. È un prodotto da usare solo su adulti sopra i 14-15 anni, e con moderazione.

Considerate inoltre che questo prodotto andrà comunque agitato, dato che non è presente nessun emulsionante/tensioattivo/solubilizzante.
In un gel è relativamente facile tenere insieme piccole quantità di Olio Essenziale con l'Alcol, in questo caso tenderanno comunque a separarsi e allontanarsi dall'acqua, come potete vedere qui:


Prossimamente sto pensando di prepararmi anche un roll-on dopo puntura, ma è uno spignatto più complesso, quindi mi ci vorrà più tempo per studiare ed informarmi.

Spero che il post vi sia piaciuto, alla prossima

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

sabato 21 giugno 2014

La Saponificazione - Il Sapone fatto in Casa

Ciao a Tutti,
ormai è da qualche settimana che sto scrivendo qualche miniguida di livello basic sul sapone e sulla saponificazione.
Vi ho accennato qualcosa sulla storia del sapone, e vi ho parlato un po' di come funzionano le molecole di sapone, ma veniamo un po' al punto:

Cosa dobbiamo aspettarci da un sapone?


1) Deve essenzialmente lavare. Non sognamoci che un sapone sia idratante, che un sapone sia emolliente, che sia antiage e così via di presunti altri mirabolanti effetti cosmetici.
Per quanto possa essere delicato, un sapone lava, questo fa e questo dobbiamo aspettarci che faccia.
Non esiste l'idea di inserire reali attivi in un sapone. Gli ingredienti pregiati che vengono inseriti in formula sono essenzialmente agenti di texture/consistenza (Tussah Silk, Sodio Lattato, Panna, Miele, Latte di Cocco ecc...), che comunque hanno un ruolo più decorativo per rendere un sapone "una coccola", che non un reale effetto cosmetico. Quello su cui invece si andrà a lavorare nel momento in cui si progetta un sapone è la composizione di acidi grassi e la quantità di Sconto, ovvero quanto il nostro sapone sarà surgrassato, e quindi delicato, argomento di cui vi ho parlato qui.
Gli unici effetti cosmetici che si possono aggiungere oltre al grado di aggressività/delicatezza, sono quello esfoliante, ovvero si può produrre un sapone con componenti abrasive, o quello "deodorante", in questo caso posso solamente indicarvi i saponi ai fondi di caffè, che dovrebbero contribuire ad eliminare gli odori d'origine culinaria, ma in entrambi i casi si parla già di ricette ben più avanti a quello che io stessa potrei realizzare al momento. Quindi rimando ogni discorso a quando ne saprò di più io stessa.

2) Il sapone deve essere pastoso ma non duro, schiumogeno, ma non troppo, non friabile e una volta asciugato deve mantenere la sua forma (in sostanza non andremo a togliere la sua naturale presenza di Glicerina, che va a trattenere sufficiente umidità al sapone). Questo implica che non si possa realizzare un sapone con un'unica fonte grassa, che non sia Oliva, Palma, Palmisto, Cocco, o sego animale.
Oli Insaturi come Mandorla, Mais, Girasole, Riso, Soia ecc... realizzano saponi mollicci, scarsamente schiumogeni e non piacevoli da utilizzare. Alcuni possono essere usati in piccole quantità insieme agli oli più adatti, alcuni invece sono del tutto sconsigliati.
Oli Saturi come Cocco, Palma (di cui però ci sono tante qualità diverse), Palmisto e sego realizzano saponi molto duri e consistenti, ma altamente schiumogeni (soprattutto Cocco), e troppo aggressivi per la pelle (mentre realizzano dei saponi da bucato altamente funzionali).
L'unico olio da cui si ottiene un sapone con buone caratteristiche, e quindi un buon compromesso tra  questi due estremi è l'Olio di Oliva.
Un sapone solo da Olio di Oliva risulta sufficientemente consistente (anche se non sarà certamente duro come un sapone contenente una quota più alta di Acidi Grassi Saturi), e nello stesso tempo ha ideali qualità di delicatezza nella detersione della pelle, soprattutto quella delicata del viso o dei bambini.
Chiaramente ogni sapone può avere caratteristiche diverse, sia in base alla preferenza individuale, sia alla destinazione d'uso.
Se pensiamo di realizzare un sapone fatto per lavare le mani spesso, e non abbiamo particolari problemi di secchezza, potremo anche ridurre la quantità di Sconto, e puntare su una composizione più lavante. Viceversa, se pensiamo di utilizzare il sapone anche sul viso, in caso di pelle secca, dovremo fare più attenzione.

Idealmente, un primo sapone "base" potrebbe stare su questa composizione:

15-30% Cocco (In parte sostituibile anche dal Palmisto)
3-5% Ricino (sostiene la schiuma insieme al Cocco)
20-25% Palma (sostituibile anche da strutto o da sego bovino)
40-55% Oliva

poi ci si può ovviamente sbizzarrire (una volta acquisita una certa dimestichezza o lavorando, come nel mio caso, con qualcuno di esperto), aggiungendo piccole frazioni di oli e burri particolari e ricercati: Avocado, Mandorla, Karitè, Cacao, Jojoba, Mango, Babassu ecc...o inserendo ingredienti particolari come Panna, Latte di Cocco, o con ricette più mirate e complesse, di cui però non vi parlerò in questa sede.
Attenzione alla scelta dell'Olio di Palma. Ne esistono diversi tipi e diverse qualità in commercio, ma è soprattutto sui siti fornitori di materie prime per la cosmesi e la saponificazione casalinga dove è più probabile che troviate l'Olio di Palma adatto. In specifico quello che a temperatura ambiente è solido.
Ma in commercio potrete trovare anche l'Olio di Palma "Rosso", perché non raffinato, contenente quindi una certa quantità di carotenoidi, che ne caratterizzano il colore, e l'Olio di Palma Bifrazionato, a cui vengono tolte le componenti più liquide e quelle più sature. Viene sconsigliato l'uso di queste ultime qualità di olio, dato che il primo tende a macchiare, e il secondo perché contiene una dose inferiore di Acidi Grassi Saturi. Quest'ultimo è l'olio che più spesso viene usato a livello alimentare, e spesso è acquistabile presso rivenditori alimentari all'ingrosso, dato che viene venduto in taniche a partire dai 5l.
Quest'ultimo olio, a differenza dell'olio "solido", tende a dare saponi più morbidi, in quanto, appunto, contiene meno acidi grassi saturi, rispetto a quello non bifrazionato.
In qualsiasi caso fate attenzione a calcolare il giusto numero di saponificazione in base alla qualità di olio usato, questo numero consiste nella quantità media di base (attenzione all'unità di misura, e che sia riferito alla Soda Caustica e non alla Potassa Caustica) necessaria a saponificare una quantità predefinita di quel particolare grasso.
Infatti la quantità di Soda/Potassa necessario dipende non solo dalla composizione di acidi grassi, ma anche dalla quantità di Insaponificabili presenti nell'olio (fanno parte di queste categorie tutte le sostanze lipofile contenute in un olio, che però non possono essere saponificate, ad esempio Tocoferolo, Squalene, Tocotrienoli, Carotenoidi ecc...).
Proprio per questo motivo, molti oli hanno differenti numeri di saponificazione in base alla qualità specifica.
Per quanto riguarda l'Olio di Oliva, è importante sceglierlo in base al tipo di sapone che si vuole ottenere.
Fondamentalmente per la maggior parte delle preparazioni non serve cercare un Olio di Oliva pregiato, ma vanno bene gli oli di seconda o terza spremitura (le cosiddette "sanse"), non solo perché è inutile spendere per un sapone che resta sulla pelle pochi secondi, ma anche per il fatto che più l'olio è scadente, meno è verde.
Usando un Olio EVO si otterrà un sapone giallastro-verdastro, mentre con un olio scadente (va specificatamente scelto più chiaro possibile), si riesce ad ottenere un sapone piuttosto bianco (Aggiungere Biossido di Titanio è sicuramente un ottimo modo per sbiancarlo ulteriormente).
Usare Olio EVO ha senso solamente per realizzare saponi al puro Olio di Oliva, o Sapone di Aleppo aggiungendo Olio di Alloro, ma la realizzazione del Sapone di Aleppo è completamente diversa, e richiede un procedimento molto più complesso del semplice metodo a freddo che si usa per fare il sapone in casa.
Comunque in questo caso può essere una scelta anche estetica quella di ottenere un sapone dalle tonalità verde oliva, eventualmente incentivandole usando un colorante per sapone.
In ogni caso non sono certo preparata in materia di decorazione dei saponi, quindi rimando ogni altro discorso in merito a quando ne saprò abbastanza io stessa.

Dato che anche questa volta ho scritto parecchio e vi ho parlato principalmente del sapone fatto in casa, lascio per un intervento successivo la realizzazione pratica del sapone, dato che non è certo un post breve, ma intanto vi faccio vedere i saponi che ho fatto da poco con le mie maestre di saponificazione:


Il sapone bianco è un semplicissimo sapone base profumato alla Litsea Cubea (Sembra di annusare le caramelle frizzanti!), il sapone a forma di cuore è un sapone con cui abbiamo testato l'Alcanna, un colorante naturale estratto tramite macerazione in olio, il sapone viola e il sapone multicolor sono due saponi con una composizione più complessa, con qualche olio e burro particolare, il primo colorato con del semplice colorante per sapone viola e profumato alla Lavanda, il secondo invece lavorato a "swirl", su una base di tre colori, ottenuti con un ossido, una mica e il colorante bianco per sapone.

Anche per oggi è tutto, alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie care Oterine, mie maestre personali di saponificazione