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lunedì 12 agosto 2024

La mia Esperienza con le Unghie Finte regolabili!

Ciao a Tutti!
Oggi torno a parlarvi di com’è andata avanti con la mia routine di Manicure.
Nei mesi passati vi ho raccontato delle mie esperienze con il Gel e con il Semipermanente nel corso del 2023, e di come poi, a malincuore, ho ripreso in mano, la Manicure “base” fatta con lo smalto normale, dato che non avevo più intenzione di utilizzare il semipermanente, dato che la rimozione mi continua a rovinare troppo le unghie, ma nello stesso tempo, non volevo nemmeno mantenere la spesa costante di fare ogni 3-4 settimane il gel, che preserva le unghie, è vero, ma mi viene decisamente a costare troppo nel lungo termine.

Come vi raccontavo nel mio primo post in cui ho affrontato l’argomento smalti, un po’ di tempo fa, nel quale ho affrontato anche il mio rapporto con lo smalto, ho deciso di accettare questo compromesso ora, così da trovarmi delle unghie accettabili.
Come ho raccontato spesso, il mio rapporto con lo smalto normale è sempre stato tragicomico, e spesso mi trovo ad ottenere un risultato che non mi soddisfa.
Se per la vita quotidiana ho pensato di accettare questo compromesso: unghie non proprio curate al 100%, ma nemmeno totalmente trasandate, per alcune occasioni speciali mi è stata proposta questa soluzione, e ho provato ad utilizzarla.

Si tratta infatti di una strategia che mi è stata proposta per “aggirare” questa mia difficoltà nell’avere una Manicure curata, ed effettivamente è stato relativamente comodo avere delle tips da applicare solo quando mi servono, tanto che inizialmente ne ero entusiasta, ho scelto un tipo di manicure piuttosto portabile un po' per tutte le occasioni, un colore effetto rosa naturale come va di moda ora con applicazione di smalto glitter.
Un tipo di applicazione che certamente funziona sia per le cerimonie più formali, che per le occasioni di uscite serali anche più informali.

Però che è successo?

Mi sono resa conto che si tratta del trattamento peggiore a cui potevo sottoporre le unghie!
Non ho mai avuto unghie così rovinate nemmeno quando avevo il semipermanente appena tolto!
Infatti nonostante l'impegno per rimuovere in modo estremamente delicato le unghie finte, si tratta proprio di una procedura molto dannosa per le unghie.
Infatti già dalla prima tip che è saltata nel corso della vita quotidiana la relativa unghia ha cominciato a sfaldarsi visibilmente, e così a ruota è stato anche per le altre, anche quando ho provveduto alla rimozione secondo le istruzioni ricevute, ovvero dopo ammollo per 10 minuti in acqua.
Insomma, pensavo che potesse essere la soluzione per avere unghie accettabili per la vita quotidiana, senza dover investire nel gel, ma per avere una buona manicure durante le occasioni importanti, e invece si è rivelata davvero la soluzione peggiore possibile!
Non posso che sconsigliarvela caldamente!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

lunedì 22 aprile 2024

La mia esperienza - dopo 20 anni - con lo smalto normale!

Ciao a Tutti!
Dopo avervi parlato negli ultimi mesi delle occasioni in cui ho potuto provare prima il Gel e poi il Semipermanente fatto in salone, oggi vi parlo di come ho ripreso in mano, con enorme fatica, l’onere di curarmi un minimo le unghie, riprendendo ad utilizzare lo smalto normale con una certa regolarità.
Vi ho parlato di smalti un po’ di tempo fa e di Onicotecnica, e vi ho raccontato di come la mia esperienza con lo smalto sia sempre stata disastrosa, fin dall’inizio, da quando lo usavo durante l’adolescenza, e non sia mai in qualche modo “evoluta” nonostante il miglioramento della qualità degli smalti.
Nonostante il mio impegno, mi sono sempre trovata in enorme difficoltà a realizzare una stesura decente, ma anche a rendere un minimo duraturo questo mio impegno!
Di media la manicure mi è sempre durata non più di 24h, ma ci sono state occasioni dove mi è durata pure meno!
Senza contare ovviamente gli errori durante l’applicazione, cioè quelle unghie che dovevo rifare daccapo subito perché già durante l’applicazione toccavo dentro con le dita o con qualcosa e si rovinavano ancora prima di asciugare!
Insomma, ero un disastro! 😵

Insomma, le mie unghie hanno una particolare caratteristica: sono molto flessibili, e nessuno smalto al mondo ha una tale flessibilità, nemmeno il Semipermanente, quest’ultimo sì, resiste abbastanza bene per una decina-quindicina di giorni, ma solo se tengo le unghie molto corte, ovvero se me le limano al massimo possibile prima di procedere alla stesura, un tipo di Manicure che devo dire, non finisce di piacermi a livello estetico, e che non trovo valga assolutamente la pena di pagare così tanto.
Diciamo che con lo smalto normale, durante la mia adolescenza, cercavo molto di farle crescere, e non c’era ancora tutta questa diffusione dell’onicotecnica, nessuno avrebbe mai pensato all’eventualità di una ricostruzione!
Se c’era, era una cosa da VIP all’epoca, mai sentita nominare una cosa simile! Se proprio si usavano le unghie finte!
Tra l’altro una roba che ai tempi era di una qualità pessima!

Comunque non divaghiamo, visto che mi piace fare esperimenti Beauty, dopo aver dismesso il Semipermanente, dopo le festività, mi sono data alle prove con lo smalto standard.
Come prima cosa ho testato gli smalti avanzati di mia mamma, mi sono trovata i seguenti prodotti:

Colori:

  • Cien – Glossy Gel Look – Candy Rose – 31
  • Cien – Nail Polish Gel-Effect – Antique Rose – 38
  • Deborah – Smalto Gel Effect – Colore Extra Brillante – 24
  • Max Factor – Nailfinity – Gel Colour – 230 – Leading Lady

Ho avuto modo di buttare via qualcuno degli smalti colorati che aveva (che non vedete qui), e un rosso che mai e poi mai userò, non tanto per il tono di rosso, ma proprio perché si tratta di un colore dove una sbeccatura si nota subito lontano un km!
Purtroppo uno dei colori che ho dovuto buttare, era anche uno dei colori che ho preferito, un bel rosa lattiginoso perfetto per un effetto unghia naturale, ma era decisamente vecchio, e si comportava in modo strano.

Mi quindi sono rimasti due rosa simile, ma leggermente troppo freddi (il Max Factor e il Cien), un po’ innaturali entrambi su di me, leggerissimamente meglio il Max Factor, anche se nella foto del flacone sembra più freddo lui, e un bellissimo Berry (il Cien), che purtroppo si comporta un po’ come il rosso, essendo un po’ scuretto.
Nell’assortimento c’era anche uno smalto Pupa che ho provato ad usare la primavera scorsa, ma che non userò mai più perché l’unica volta in cui l’ho usato, prima ancora di provare il Gel, non mi veniva più via nonostante il solvente! 😱
Ve lo avevo raccontato nel post sugli smalti!
Un colore tra l’altro piuttosto adatto ad ASP, ma assolutamente non ho più voluto ripetere l’esperienza!

Oltre ai colori ho potuto trovare due Top Coat, ma nessuna Base Coat:

  • Bellaoggi – Beauty & Care – Lasting Effect Top Coat
  • Essence – Extreme Gel Gloss Top Coat

Ho così proceduto all’acquisto all’inizio dell’anno del prodotto Mavala che vi ho mostrato in occasione dell’Haul, e ho cominciato ad applicare i diversi smalti che mi sono trovata, seguendo i consigli di Divagatrice che ho trovato sul suo capitolo speciale sugli Smalti, che vi ho citato qui e che potete scaricare gratuitamente qui, ovvero:

  1. Applicazione di uno strato molto sottile di prodotto
  2. Sufficiente attesa tra uno strato e l’altro (per andare sul sicuro mettevo timer di 10 minuti, e nel frattempo cercavo di fare lavori come ad esempio scrivere al PC, che coinvolge solo i polpastrelli, o guardare la TV)
  3. Applicazione piuttosto di più strati di colore

Il risultato?

Ci ho messo un po' a sviluppare una sufficiente manualità per procedere in questo modo, soprattutto per comprendere la consistenza dei diversi prodotti e capire come stendere bene i diversi strati, pur non riuscendo comunque ad ottenere un risultato perfetto.
Sono comunque soddisfatta di aver trovato una routine che mi garantisca una tenuta dello smalto minima, qualcosa che non mi era mai capitato un sacco di anni fa.
Sarà migliorata la qualità degli smalti? Ho potuto finalmente concentrarmi sull'uso di smalti e coat nuovi? Sarò io stata più attenta nel seguire il procedimento corretto, cosa che sicuramente circa vent'anni fa non facevo?
Non saprei!
Però devo dire che ho ottenuto per diverse volte risultati positivi, nulla che mi faccia pensare di poter tirare una manicure perfetta ad una settimana eh, ma almeno una manicure che tenga 60 ore in ottime condizioni, che già è un ottimo risultato considerando da dove partivo, e qualche altra manciata di ore in una condizione vagamente accettabile.
Ovviamente poi è sufficiente mezza giornata per il declino più totale, non appena si sollevano le prime sbeccature, è il disastro!
Ho visto, soprattutto quando faccio la doccia o lavo i piatti dopo i primissimi cedimenti, lì si sollevano subito altre crepe e lo smalto nel giro di poco diventa inguardabile!
Mi sono trovata decisamente bene a fare due manicure a settimana, una completa nel we, solitamente la domenica sera, dove faccio tutto: limatura, spostamento/taglio pellicine e lucidatura, una, di solito mercoledì o giovedì sera, in cui faccio solo rimozione e riapplicazione smalto.
Ho anche provato una volta a farmi fare le unghie da una conoscente estetista che sta studiando per diventare onicotecnica, facendola da cavia, con i miei smalti normali, con risultati decisamente migliori dei miei, già da un'applicazione impeccabile dello smalto, una cosa mai vista! FACCINA!
Ma anche la manicure fatta per bene è qualcosa che mi mancava decisamente, nonostante le esperienze passate in salone!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

martedì 19 marzo 2024

Le Mie Unghie - Seconda Parte - La mia esperienza col Semipermanente!

Ciao a Tutti!
Oggi torno a parlarvi di com’è andata avanti dopo aver rimosso il Gel, e vi parlerò della mia esperienza personale con la Manicure con lo Smalto Semipermanente!
Dopo il Matrimonio infatti, ho deciso di non continuare a rifare il gel ogni 3-4 settimane, dato che sarebbe diventato un po’ troppo costoso.
Ho quindi deciso di dare una chance al Semipermanente.
Come vi avevo raccontato qualche settimana fa, ho delle unghie un po’ deboli, e ancora di più lo sono state dopo la rimozione del Gel, ma dato che mi ero abituata ad avere le mani in ordine, cosa mai successa negli ultimi 20 anni, non volevo staccarmi completamente da questa sensazione di ordine.

Ho così provato a fare la Manicure col Semipermanente in salone, prima di eventualmente considerare l’idea di farle in casa, come già da tempo ha cominciato a fare mia mamma.
Essendo abituata ad unghie molto naturali col Baby Boomer, ho deciso di optare, almeno per la prima volta, ad un colore Nude, e ho scelto questo, che sulla palette risultava estremamente grigio, ma che ho provato su consiglio della Onicotecnica sull’unghia, ed effettivamente ha un effetto super naturale su di me, quasi al pari del rosa semi-trasparente usato per il Baby Boomer e per la prima French.

Questo dovrebbe essere il Cover Mix di Estrosa, purtroppo loro li inserivano come numeri, e intravedevo appena il nome apposto sul barattolino di smalto che andavano ad usare, ma confrontando i colori online penso proprio che si tratti di lui.
La foto purtroppo è di quando ormai avevo fatto la Manicure da un po', perché purtroppo le prime foto fatte ho scoperto dopo che non erano sufficientemente realistiche o a fuoco!

Al secondo giro di Manicure col Semipermanente, ho cercato un colore perfetto da ASP, portando uno dei miei smalti tradizionali preferiti, cercando il colore più simile a disposizione, e purtroppo nella gamma Estrosa che ha il centro non ho trovato nulla di simile.
Ho però trovato un colore molto bello, molto vicino, della gamma Shellac, però con il finish shimmer!
Ho deciso di provare questo tocco scintillante, ed ecco la seconda Manicure che ho fatto:

Sicuramente il lato positivo della gamma Shellac sta nel nel non dover richiedere la rimozione meccanica strong, infatti si rimuove utilizzando un impacco di solvente, in seguito viene via in modo estremamente semplice con le spatole, non lascia residui duri che necessitano un’azione meccanica più intensa sulle unghie.
Il lato negativo, è che purtroppo si tratta di un prodotto meno duraturo, se il Semipermanente di Estrosa mi supera tranquillamente le due settimane, e devo sostanzialmente andare a rifarlo solo per la ricrescita decisamente visibile, il semipermanente Shellac dopo due settimane comincia già a cedere, mi si forma qualche crepa nei punti in cui l’unghia si piega più spesso (indice e medio, soprattutto della mano destra, dato che sono destrimane), oppure comincia a scheggiarsi in punta.
Insomma, una gamma di colori più soddisfacente soprattutto fra i colori autunnali e soprattutto nelle varianti brillantinate, ma una minore resistenza della Manicure.
Dopo la prima, ho comunque voluto dare una nuova chance sempre alla gamma Shellac, in primis perché avevo ancora le unghie rovinate dopo la rimozione del Gel, ma anche perché ero attratta da altri colori!
In particolare, per questa terza Manicure in Semipermanente ho scelto il colore che corrisponde al Paint Pot Bougie di MAC!
A sua volta Bugie è la versione cremosa di un suo pigmento storico: Bluebrown.
Ovviamente nel corso del mese ne ho approfittato per fare un paio di volte il trucco abbinato allo smalto! 😍
Purtroppo non sono proprio riuscita a fare una foto di entrambi indossati, perché con la luce di Novembre è impensabile fare belle foto all’aperto, e davanti alla postazione proprio non riuscivo a rendere la similitudine come con lo swatch!

Arrivata a inizio Dicembre, ho poi deciso di catapultarmi nell’atmosfera natalizia, così ho deciso di fare le unghie Rosso Natale!
Ho scelto fra le numerosissime opzioni di Rosso di Estrosa un colore che fosse un bel Rosso AP neutro, qualcosa di simile a Russian Red di MAC per farvi un esempio, un po’ sopra le righe per un’ASP neutra, ma un azzardo moderato.
Insomma un rosso sicuramente cromato, ma non arrivando all’estremo.
Sicuramente un colore non proprio ASP quale io sono, ma comunque un po’ abbinato all’atmosfera natalizia, che quest’anno mi ha preso un po’ di più degli altri anni!

Ovviamente, tornando al Semipermanente Estrosa ho sperimentato nuovamente un po’ di disagio durante la rimozione, questo considerando anche il fatto che ho programmato le unghie successive precise per il we prima di Natale, per non sforare oltre, e quindi sono andata a fare la rimozione a due settimane, normalmente arrivavo quasi alle tre.
Ho quindi scelto un colore super adatto alle festività: Estrosa Rosso Glitter, un rosso certamente poco armocromatico, dato che si tratta chiaramente di un Rosso PB, con anche l’aggiunta del Glitter!

Dopo essermi data alla pazza gioia per l’ultima volta, sia per l’anno 2023, sia per questo inizio 2024, ho deciso di lasciare riposare per un po’ le unghie.
Inizialmente speravo, dopo le prime 3-4 Manicure, di poter provare il Semipermanente lasciando crescere un po’ l’unghia, senza arrivare ad una lunghezza esagerata, ma almeno non doverle tagliare sempre a filo polpastrello ad ogni Manicure successiva.
E invece non c’è stato verso, ho unghie troppo delicate e troppo flessibili, ma di base, non è nemmeno più possibile “dare la colpa” alla rimozione del Gel, perché ormai nel corso di 3 mesi erano già arrivate ad essere tutte “nuove” vista la mia crescita rapidissima (l’ho misurata, circa 1mm ogni 10 giorni).
Non amando troppo le mie unghie nella versione smaltate, ma così corte, ho deciso di metterle in pausa, lasciandole respirare un po’.
Mi vedo meglio le unghie corte al naturale, piuttosto che smaltate, non le amo nemmeno in una variante estremamente naturale, come la French.
Insomma, vediamo un po’ cosa mediterò per il 2024! Ragionerò con calma se imbarcarmi nuovamente nel Gel, considerando che purtroppo è una spesa obbligata almeno una volta ogni 25-30 giorni!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

lunedì 12 febbraio 2024

Le mie Unghie - La mia Esperienza col Gel!

Ciao a Tutti!
Oggi farò un post un po’ diverso, vi parlerò un po’ della mia esperienza con le unghie effettuate in salone.
In sostanza sono state tutte prove che ho fatto nel corso dell'anno per prepararmi al mio Matrimonio, di cui vi ho parlato poco tempo fa, con unghie in perfetto ordine, aspetto a cui non ho mai dato troppo peso fino ad ora, e per cui certamente mi sono documentata un po’ solo a partire dalla fine del 2022.

Non appena ho potuto parlare con una mia parente che ha fatto diversi corsi per diventare onicotecnica, le ho sottoposto i miei dubbi, e lei mi ha subito consigliato, vedendo le mie unghie, di programmare una copertura in Gel, per non arrivare all’ultimo, dovendo procedere con una ricostruzione.
Avevo in programma di effettuare con lei tutte le prove, ma all’inizio del 2023 c’è stata la sorpresa: è rimasta incinta, e le hanno consigliato di non fare più il lavoro di onicotecnica fino alla nascita del bambino, e meglio ancora, dopo aver superato i primi mesi di contatto stretto, dato che le sostanze chimiche che si usano potrebbero essere dannose (non ne sono propriamente informata, ma concordo comunque con la protezione assoluta in questi casi).
Insomma, ho dovuto cercare un salone!

Mi sono rivolta ad un salone vicino a casa, perché purtroppo non ho trovato disponibilità nei due centri che mi erano stati consigliati, un po’ più lontano.
La prima volta sono arrivata con unghie estremamente corte, e mi è stato detto che il tipo di unghie che volevo fare, non era fattibile, dato che ero arrivata con una foto presa da internet di un Baby Boomer con brillantini, e che purtroppo non potevo fare altro che una French in quel momento!
Purtroppo di quella Manicure mi sono proprio persa le foto, ma non vi perdete niente! Avevo le unghie cortissime e non ero nemmeno molto soddisfatta, purtroppo però in quel momento non potevo fare altro, perché le avevo proprio filo polpastrello (a posteriori, la scelta migliore forse sarebbe stata quella di fare un colore naturale da solo, senza French! Ma non ero pronta a colori particolari).

Dopo la prima Manicure ho verificato che effettivamente mi trovo abbastanza fortunata in questo, ho una crescita delle unghie molto rapida, e che quindi già attendendo le 3-4 settimane di durata tipica di una Manicure in Gel mi trovavo con una buona lunghezza da andare a ricoprire, e che già poteva essere sufficiente per andare a fare un Baby Boomer come lo desideravo.
In effetti ho potuto constatare che la Manicure mi è durata tranquillamente fino alla successiva, senza problemi, e mi ci sono trovata benissimo, pur trovandola una sensazione molto “strana”, essendo abituata ad avere le unghie estremamente sottili, e a non aver fatto nulla alle mani per almeno gli ultimi 20 anni!
Mi si è solo rotta un’unghia perché ho avuto un piccolo incidente, senza il Gel sopra probabilmente mi sarei danneggiata il corpo dell’unghia, dato che mi sono trovata il pollice schiacciato da un mobile, si è rotta la copertura in Gel, ma per fortuna avevo un minimo dolore al dito e l’unghia perfettamente integra, e forse mi è andata proprio di fortuna di aver appena fatto la copertura!

Una volta tornata per la prima volta in salone, ho quindi proceduto chiedendo di fare un Baby Boomer standard, per capire come me lo vedevo addosso, e ho verificato che in realtà mi piace tantissimo l’effetto della sfumatura in toni così naturali, ma che non finisce di piacermi l’apposizione dell’ultimo strato di colore bianco lattigginoso, che per i miei gusti “sbianca” troppo l’effetto, andando a minimizzare troppo il ruolo del colore rosa naturale alla base dell’unghia.
Le unghie qui potete vedere che erano già cresciute rispetto alla prima volta, la prima volta in cui ho fatto il gel l’unghia era di fatto appena più corta del polpastrello, ma già quando sono tornata a rifare le unghie avevo questa lunghezza, in circa 20-25 giorni.

L’ultimo step che mi mancava era chiedere la vera e propria soluzione che avrei voluto utilizzare per il Matrimonio, e che poi ho scelto, come vi avevo mostrato nel post dedicato: ovvero la sovrapposizione di Glitter Gold o Rose Gold.
Nel mio caso mi è stato proposto dal salone lo Smalto Semipermanente Estrosa Romantic, che viene definito “Rosa Dorato con Microglitter”, che effettivamente è perfetto se utilizzato per l’ultima passata di colore al posto del bianco lattigginoso.
Questa volta, avendo ormai delle unghie decisamente lunghe, ho deciso di accorciarle un pochino prima della riapplicazione del Gel.
Ho fatto questa manicure due volte, consecutive, l’ultima, quando era effettivamente per il giorno del Matrimonio, che è invece quella che mostro qui sotto, e che vi ho già mostrato in occasione del post specifico sul Matrimonio ho mantenuto tutta la lunghezza della ricrescita dell’unghia, così da avere le unghie belle lunghe!
Ed effettivamente penso si veda la lunghezza decisamente maggiore di quest'ultima Manicure:


E sono stata davvero soddisfatta dell’effetto!
Successivamente al Matrimonio ho deciso di rimuovere il Gel, dato che non ero propriamente intenzionata a spendere sempre la stessa cifra per mantenerle.
Le unghie purtroppo ne hanno sofferto un po’, ma devo dire che in pochi mesi sono tornate quelle di prima (una schifezza comunque, dato che come vi ho detto in altre occasioni, sono talmente flessibili e deboli che non reggono lo smalto integro per più di 24h!), grazie anche alla mia ricrescita molto rapida.

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

lunedì 15 gennaio 2024

Il mio Matrimonio Armocromatico!

Ciao a Tutti!
Dato che il mio matrimonio ha avuto alcuni imprevisti, che hanno implicato un giro al Pronto Soccorso, ci ho messo un po’ ad affrontare la questione, tanto da parlarvi anche degli aspetti più “leggeri” e “frivoli” di quella che è stata (o almeno doveva essere) la mia giornata.
I dettagli su cui mi sono impegnata per rendere il mio look il più possibile armocromatico per ASP Lato Neutro, quale io sono, sono stati:

1) Scelta del colore del Vestito:

al posto di un abito bianco classico, ho scelto un abito Off-White, nel mio caso un Off-White caldo, ovvero un Bianco a cui è stato aggiunto del Giallo.
Nel mio caso il colore doveva anche essere Soft, quindi il colore che ho scelto era anche addizionato di Grigio, così da renderlo sostanzialmente un Panna leggermente insoftito.
In foto esce piuttosto rosato, probabilmente a causa della texture e a causa del tessuto composto da più strati, ma dal vivo ha una tonalità leggermente più dorata.
Per quanto riguarda le rifiniture ho voluto stare su un semplice corpetto di pizzo, purtroppo quello era disponibile solo in Bianco, ma essendo opaco e lavorato, ha decisamente un effetto meno impattante del tessuto dell’abito, data la sua texture leggermente luminosa.
Per quanto io sia di temperatura molto neutra, ho comunque una Softness che mi fa propendere sempre per sottotoni un po’ più caldi, ed essendomi sposata a metà settembre, con una certa abbronzatura, il tutto è risultato anche più armonico.

2) Scelta dell’Acconciatura e del colore dei Capelli: 

visto lo stile della cerimonia, molto semplice, ho deciso di optare per un raccolto morbido, lavorato a volute, ma senza trecce e con decorazioni con fiori naturali: Velo da Sposa e Rose Lillipuziane Bianche.
La parrucchiera mi ha consigliato, per il tipo di acconciatura scelto, di optare per delle schiariture delicate, sui toni Nocciola, per valorizzare l’acconciatura, ed effettivamente è stato un ottimo suggerimento.
Devo ammettere che ci ho messo un po’ per abituarmici, ma sono finita anche col vedermici bene in generale, cosa che effettivamente ha senso, data la mia stagione armocromatica, e anche il periodo dell’anno, dato che, come dicevo, avevo ancora una discreta abbronzatura.

3) Trucco: 

ovviamente, essendo un’appassionata di trucco, non potevo che concentrarmi molto su questo particolare, ma ho scelto specificatamente di farmi truccare, dato che non mi consideravo in grado di reggere l’emozione di quel giorno. 
La mia enorme paura del fare tutto da sola era quella di metterci troppo tempo, o di commettere errori “irriparabili”, se non rifacendo tutto daccapo, cosa che in quel giorno è da escludere!
O peggio, far comunque uscire il trucco malissimo in foto, a causa della mia abitudine a truccarmi non per la riuscita in fotografie, ma per l’effetto dal vivo, senza contare che mi mancano diversi prodotti specifici per la resa in foto o per la resa long-lasting del trucco.
Ci ha pensato la truccatrice su Milano e mia amica Marina Tagliabue (marina.tagliabue@gmail.com), mi spiace di non aver trovato, almeno nella prima selezione di foto ricevute dal fotografo, una foto dove si veda molto chiaramente il trucco, questa è la migliore che ho trovato dove si veda il suo lavoro e non il mio viso in generale.
Il rossetto ho deciso di sceglierlo però fra i miei, visto che avevo la certezza del risultato e dell'ottima tenuta.
Si tratta infatti del Pupa I'm 215 di cui vi ho parlato in quest'occasione.
Effettivamente ho dovuto riapplicarlo solamente due volte durante l'intera giornata, in cui comunque tra cibo e baci è stato messo a dura prova!

4) Manicure: 

trattandosi di un giorno in cui avrei fatto anche foto ravvicinate delle mani, ho deciso di rivolgermi ad un salone, e già da alcuni mesi prima ho deciso di farmi fare una copertura delle mie unghie naturali. Come ho già accennato in occasione del post che ho fatto specifico sugli smalti, purtroppo le mie unghie non reggono assolutamente lo Smalto tradizionale, e non me la sentivo di rischiare nemmeno con lo Smalto Semipermanente, perciò ho fatto direttamente la Manicure in Gel, e nello specifico, dopo aver fatto crescere le unghie per circa 6 settimane (Ho mantenuto la lunghezza per circa 2 Manicure consecutive a distanza di 3 settimane circa l’una), ho optato per un Baby Boomer con finitura in Microglitter Dorato.

5) Accessori: 

trattandosi di un vestito molto semplice, ho deciso di aggiungere tutti i dettagli color Oro, dato che trovo che sia uno dei colori che più mi valorizzano, mi sono quindi fatta prestare orecchini ad effetto oro tricolore (Bianco, Giallo e Rosa), e una collana molto semplice, con perle intervallate da una catenina dorata, dato che risultavano più affini col vestito di una collana tutta ad effetto dorato o tutta a filo di perle.

Anche per oggi è tutto, spero che vi sia stato utile questo post soprattutto se anche voi vorrete optare per scelte armocromatiche per ASP!
A presto!

Rasmus

giovedì 4 gennaio 2024

Qualche Accenno di Onicotecnica!

Ciao a Tutti!
Dopo aver parlato un po' di smalti nell'ultima occasione, oggi faccio un salto in più, e proseguo con il mio discorso ambito unghie!
Come vi ho raccontato l'ultima volta, mi sono rivolta ad un salone per fare sia il Semipermanente, sia il Gel.
In sostanza sono state tutte prove che ho fatto nel corso dell'anno per prepararmi al mio Matrimonio, con unghie in perfetto ordine, aspetto a cui non ho mai dato troppo peso fino ad ora!
Durante queste prove ho sicuramente appreso che per me l'unica tecnica davvero funzionale è come minimo quella del gel, ovvero il solo semipermanente non mi garantisce la durata della manicure.
Tra gli argomenti che tratterò, l'unica tecnica che ho effettivamente sperimentato su di me, come cliente, è quella del gel “classico”, nel mio caso facendo una copertura della mia unghia naturale, senza ricostruzione.

Non mi considero quindi esattamente un'esperta, ma ho avuto modo di fare un po' di ricerche per capire quali sono le opzioni attualmente in commercio, dato che ormai di tecniche ne esistono tantissime!

Le tecniche principali oltre allo smalto normale e allo smalto semipermanente, di cui vi ho parlato l’ultima volta sono Gel e Acrilico.
Si tratta di due metodi che permettono la copertura delle unghie naturali oppure la ricostruzione dell’unghia, che consentono di rinforzare le unghie naturali, rendendole più resistenti, come ho potuto constatare anche io in prima persona.
In questo modo è possibile ottenere unghie più resistenti, soprattutto per chi non riesce a farle crescere perché le ha deboli e se le ritrova di continuo sfaldate o rotte oppure per chi soffre di onicofagia
Comincio a parlarvi del primo metodo, quello più comune:

Il Gel


Si tratta della tecnica di ricostruzione e copertura più diffusa, la tecnica prevede l’applicazione di un prodotto fotoindurente, che si asciuga tramite una Lampada UV/UV Led.
Per l’applicazione si va a rendere la superficie dell’unghia naturale più ruvida, tramite una fresa, così da creare una superficie “reale” maggiore perché il gel si aggrappi.
Una volta creato il “volume” di gel, si va a trattare per raggiungere la forma corretta dell’unghia, e si sovrappongono gli stessi prodotti che vengono normalmente usati per andare a fare il semipermanente: Base, due mani di Smalto Semipermanente e Topcoat.
Ovviamente se vengono fatte Nail Art si aggiungono in base alla struttura che va fatta diversi strati, ognuno seguito da un passaggio in Lampada UV/UV Led.

I Principali Vantaggi sono una resistenza molto più alta rispetto all’unghia naturale, viene creato un “blocco” duro che protegge l’unghia da urti e da ogni minima flessibilità della stessa.
Nel mio caso l’aspetto principale da correggere è proprio quest’ultimo, perché qualsiasi smalto mi si spezza proprio perché l’unghia naturale, molto sottile, si flette, e di conseguenza gli strati sovrapposti, meno flessibili, raggiungono il punto di rottura.
Capita subitissimo con lo Smalto Tradizionale, mentre comincia dopo un po’ più di tempo con lo Smalto Semipermanente.
In commercio esistono sia Gel Monofasici, che Gel Trifasici; i primi sono già “pronti”, perché in un unico prodotto si trovano le caratteristiche di Gel Base, Gel Costruttore e Gel di Finitura, mentre i secondi necessitano di Base e Finitura specifici per l’utilizzo.
In ogni caso risulta essere tra le due, la tecnica più semplice da realizzare, in quanto c’è sempre modo di raggiungere il risultato andando a polimerizzare sotto la Lampada UV/UV Led quando il risultato risulta soddisfacente.

In ogni caso la ricostruzione in Gel è riconoscibile, per il maggiore spessore dell’unghia, ma porta ad un risultato finale leggero e confortevole, che io ho apprezzato molto.
L’unica difficoltà che ho avuto, e che mi sono trascinata per qualche mese, è proprio quella “percettiva”, perché l’unghia è decisamente diversa, lo spessore porta a percepirla sulla pelle in modo diverso, e anche a percepirne “lo spazio”.

Tra gli Svantaggi oggettivi, che vanno oltre la mia personale percezione, c’è sicuramente la procedura che implica l’uso delle Lampade UV/UV Led, che oltre a sottoporre le mani ad una dose di UV extra, inducono una sensazione di bruciore durante la polimerizzazione del Gel, non presente invece durante la polimerizzazione degli strati successivi, probabilmente sia per lo spessore ridotto di prodotto, che per la distanza dall’unghia naturale.
Essendo la reazione di polimerizzazione esotermica, c’è questa “liberazione di energia” sotto forma di calore, ed è inevitabile, ma vi posso assicurare che per quanto fastidiosa, è sopportabile.

L’Acrilico


La ricostruzione con questa tecnica è sicuramente più complessa dal punto di vista della manualità, innanzitutto prevede la combinazione di un polimero, ovvero la polvere acrilica, insieme ad un liquido specifico, il monomero.
Questi due ingredienti innescano una reazione chimica che permette di ottenere un composto modellabile e compatto, che viene applicato sull’unghia naturale per la copertura, o sulle Nails Form, per un allungamento.
In questo senso il risultato finale è comunque l’applicazione di uno spesso strato protettivo all’unghia naturale, che le rende decisamente più resistenti, ancora di più che con il Gel.
La differenza principale della copertura o ricostruzione in Gel è che il composto acrilico non necessita di polimerizzare sotto la Lampada UV/UV Led, ma si indurisce per essiccamento in modo simile a quello che succede con lo Smalto Tradizionale.

I Principali Vantaggi sono principalmente una maggiore resistenza, in quanto il materiale utilizzato risulta decisamente più duro del Gel, e viene consigliato se si fanno dei lavori che implicano l’utilizzo massivo delle mani, soprattutto per il contatto con i liquidi; inoltre si presta maggiormente per effettuare decorazioni unghie in 3D.
A differenza del Gel, per essere rimosso non serve usare fresa e lima fino in fondo, ma è possibile sciogliere l’ultimo strato con un solvente, arrecando quindi meno danni all’unghia.

Tra gli Svantaggi va sicuramente segnalato che si tratta di una tecnica molto complessa, infatti rispetto alla ricostruzione in Gel il prodotto va lavorato in tempi molto rapidi, dato che la reazione di Polimerizzazione va innescata tramite l’unione di due sostanze, e non dalla luce UV, e anche miscelare le due sostanze per raggiungere la consistenza perfetta non è semplice, necessita di molta esperienza.
Oltre a questi svantaggi va segnalato che il liquido necessario ha un odore molto pungente e l’effetto viene definito meno naturale rispetto al Gel.

Una novità più recente: L'Acrygel


Si tratta di una delle ultime innovazioni nel campo dell’Onicotecnica, e si tratta di un prodotto nuovo, che riesce a coniugare i vantaggi di entrambi i metodi.
A differenza dell’Acrilico tradizionale permette una ricostruzione unghie ancora più duratura e resistente, in quanto il prodotto è anche più flessibile e leggero, inoltre risulta avere un odore meno pungente, con una formulazione più semplice da lavorare, in quanto non asciuga all’aria come l’Acrilico tradizionale.
Le similitudini col Gel invece si ritrovano principalmente nel metodo di polimerizzazione, che avviene, come nel Gel, tramite esposizione alla Lampada UV/UV Led.

Quest’ultima tecnica però si riferisce però ad un prodotto decisamente nuovo, per cui a dir la verità trovo più che altro post promozionali, quindi mi limito a riportare le informazioni che ho trovato, considerando comunque che possano essere un po’ “pompate” sui vantaggi, quindi prenderei queste informazioni con le pinze, considerando che invece le prime due tecniche sono ormai molto diffuse, e Vantaggi e Svantaggi sono già piuttosto noti.

Anche per oggi ho concluso!
Alla prossima!

Rasmus

giovedì 16 novembre 2023

Parliamo un po' di Smalti!

Ciao a Tutti!
Oggi voglio affrontare un discorso diverso dal solito, voglio parlarvi di uno dei cosmetici di cui fino ad ora non ho mai parlato: lo smalto!


Si tratta infatti di un prodotto che non mi ha mai soddisfatto, le mie unghie sono tremendamente sottili e flessibili, tanto che per anni ho cercato un prodotto soddisfacente fra mille marche, e sempre ne sono stata delusa.
Non che non mi sia mai capitato, ma uno smalto che sia rimasto intatto su tutte le unghie più di 48h è stata una rarità che posso contare sulle dita di una mano.
Sicuramente una componente che gioca nel mio caso è che difficilmente sto ferma, mi muovo molto e spesso in modo un po' maldestro, quindi è un attimo toccare dentro da una parte, sfregarmi da un'altra parte, senza contare le normali faccende domestiche, che implicano una certa pressione sulle dita, come fare il letto o stendere il bucato.

Insomma, per gran parte della mia vita da adolescente ho avuto tempo e modo di applicarmi con una certa costanza lo smalto, e me ne fregavo abbastanza se dopo un paio di giorni era sbeccato, non ci facevo troppo caso.

Con l'università il tempo a disposizione si è ridotto, così non ho dato più peso alle mie mani, e per un sacco di anni mi sono limitata a mettere lo smalto solo per qualche occasione speciale, tanto che ho comprato un sacco di smalti, ma che sono seccati o si sono separati praticamente da inutilizzati!
Le mie mani per un sacco di anni sono state più o meno come queste dell'immagine, almeno quando non si sfaldavano o rompevano da sole, pur senza l'uso di smalti!

Di recente mi sono sposata, e già nel corso dell'anno ho voluto fare delle prove, per capire come essere al meglio quel giorno, compresa la manicure.
Ho provato alcuni smalti di mia mamma, per non stare a comprarne di nuovi, giusto per capire se la situazione era la stessa di anni fa, mi sono chiesta: “si sa mai che negli anni sia migliorata la formula?”
L’unico smalto che mi ha concesso un giorno e mezzo in più, cosa mai successa, su unghie comunque piuttosto corte, è stato questo:

Pupa – Vamp! – Smalto Profumato Effetto Gel – n. 104

Il problema di questo smalto? Ho addirittura pensato fosse un semipermanente, perché dopo una settimana, ormai sbeccato e rovinato su quasi tutte le dita, ho cercato di eliminarlo, ma ci sono volute ore di ammollo con il solvente!
Un tale trauma che non l’ho più voluto mettere!
Ed è stato lì che mi sono informata sul semipermanente… per davvero!

Come funzionano gli smalti? E come funzionano gli smalti semipermanenti?
La risposta a questa domanda la cito direttamente da Divagatrice, potete leggere il suo intero capitolo dedicato agli smalti scaricandolo da qui.

Ve ne riporto un estratto:
“Negli smalti in gel i polimeri, invece di essere già presenti nella formulazione, si formano una volta che lo smalto è stato steso, grazie a una reazione a catena innescata dall’esposizione ai raggi ultravioletti. In un caso quindi lo smalto “secca”, nell’altro, invece, “solidifica” con il risultato diretto che la pellicola degli smalti classici è molto fragile e tende a scheggiarsi e rovinarsi in pochi giorni, mentre invece uno smalto in gel applicato correttamente può durare anche molte settimane”

In sostanza gli smalti “normali” sono formati da polimeri di Nitrocellulosa disciolti in un mix di solventi volatili, lasciandoli evaporare il tempo necessario quello che resta sull’unghia è una sottile pellicola formata dai polimeri e da tutti gli altri ingredienti “migliorativi”, come sostanze che ne migliorano l’aderenza o la flessibilità.
Questa pellicola, pur con tutti gli ingredienti “migliorativi”, è sufficientemente dura, ma anche molto poco flessibile, ecco perché ad esempio sulle mie unghie non resiste, le mie unghie sono estremamente flessibili, loro si piegano, la sottile pellicola di smalto sopra si rompe!
Sicuramente come dice Divagatrice, io sono sicuramente fra quelle persone con poca pazienza, che pretendono di fare uno strato bello spesso, per metterci di meno, ma anche pensando che aumenti la tenuta dello smalto stesso… ma nonostante la pazienza, sicuramente sviluppata negli ultimi anni rispetto a quelli dell’adolescenza… non ho ottenuto i risultati sperati, nemmeno con “Base”, tre passate sottili di smalto e Top Coat.

Diversamente, gli smalti semipermanenti sono formati da diverse componenti polimerizzanti, che vengono “organizzate” da una sostanza sensibile ai raggi UV.
Anche in questo caso è necessaria la giusta dose di pazienza, dato che anche in questo caso non si ottiene un buon risultato facendo uno strato bello spesso, ma servono sempre più strati il più possibile sottili ed uniformi.
Il vantaggio è che sicuramente si tratta di smalti che confermo essere molto più resistenti, mi è capitato di arrivare ad una manicure perfetta persino dopo 14 giorni (di più è pretendere troppo per le mie unghie), lo svantaggio è che sicuramente è un procedimento più complesso, che sicuramente è alla portata di quasi tutti, ma per cui serve un po’ di manualità e di esperienza in più (mia mamma ad esempio ha cominciato ad usarlo nell’ultimo anno, e il risultato è che le prime volte si è fresata troppo le unghie, motivo per cui io mi sono fiondata in salone per farlo la prima volta!), non è un “salto” che consiglio di fare a tutti, almeno non prima di essersi fatti fare la manicure in salone per un discreto numero di volte, così da avere ben chiari tutti i passaggi e magari dopo aver avuto supporto da qualcuno che lo fa già da un po’ a casa, o dopo essersi documentati bene online.

Ma… in tutto questo? Alla fine cos'ho fatto per il Matrimonio? Non mi sono fatta bastare nemmeno il semipermanente, perché ho deciso di fare un passo in più, per avere delle unghie ancora più curate, ma soprattutto per poterle avere della lunghezza desiderata: ovvero il gel!
Nonostante il semipermanente sia effettivamente più valido dello smalto tradizionale quanto a tenuta, sulle mie unghie naturali estremamente flessibili resiste quando ho le unghie piuttosto corte, quando le ho anche di qualche millimetro oltre il polpastrello nel giro di una settimana già non tiene più nemmeno il semipermanente!

Oggi mi fermo qua, prossimamente vi parlerò ancora della mia esperienza e di quello che ho imparato sul gel!
Alla prossima!

Rasmus

Ringrazio @Divagatrice, per le sue inesauribili fonti di informazioni in ambito cosmetico

mercoledì 1 marzo 2023

Olaplex, trattamento per capelli, come funziona?

Ciao a Tutti!
Oggi torno a parlarvi di un argomento particolare, che riguarda il trattamento dei capelli.
Vi parlo di un prodotto realmente ristrutturante che si distingue decisamente dalla gran parte dei prodotti che si trovano in commercio, nonostante su diversi si possa trovare la dicitura “ristrutturante”.

Vi parlo infatti del prodotto Olaplex, un prodotto specifico che ha una vera e propria azione ristrutturante a livello chimico, in quanto, da quanto detto dal produttore, va a ricostruire i ponti disolfuro che collegano le catene di cheratina, ponti che spesso vengono distrutti dall’uso massivo di piastra e ferro e dai trattamenti del parrucchiere quali decolorazioni e tinte o permanente e stiratura.

L’azione è dovuta ad una molecola brevettata, la Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate, che infatti risulta il primo ingrediente nell’INCI dei prodotti Olaplex a specifica azione ristrutturante (come i N. 1, 2 e 3), ad esclusione eventuale dell’Acqua.

Si tratta di un prodotto assolutamente innovativo, di relativamente recente brevetto (penso tra il 2010 e il 2015, anche se poi la completa diffusione è stata successiva), e stando ai produttori non si limita ad applicare strati protettivi che vanno ad accumularsi sul capello per evitare che la struttura di cheratina venga danneggiata, ma è una molecola che agisce specificatamente sui danni già presenti andando a riformare i ponti disolfuro che vengono danneggiati durante tutti i trattamenti termici o chimici a cui vengono sottoposti i capelli per ottenere gli effetti ricercati.

Devo essere sincera, è un prodotto che quando è sbarcato in Italia ha suscitato qualche dubbio, vi riporto anche l’articolo che ha scritto Rodolfo Baraldini alias Nononsensecosmethic in merito, anche se sicuramente ne ha parlato prima ancora che in Italia ci fosse la vera e propria diffusione del prodotto.

I prodotti rilevanti contenenti la molecola oggetto di brevetto sono principalmente tre:

Olaplex – No.1 Bond Multiplier:

Aqua, Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate, Phenoxyethanol, Sodium Benzoate


Olaplex – No.2 Bond Perfector:

Aqua, Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate, Propylene Glycol, Cetearyl Alcohol, Behentrimonium Methosulfate, Cetyl Alcohol, Phenoxyethanol, Glycerin, Hydroxyethyl Ethylcellulose, Stearamidopropyl Dimethylamine, Quaternium-91, Sodium Benzoate, Cetrimonium Methosulfate, Cetrimonium Chloride, Parfum, Polyquaternium-37, Tetrasodium EDTA, Butylphenyl Methylpropional, Etidronic Acid, Ascorbic Acid, Phytantriol, Prunus Amygdalus Dulcis Seed Oil, Tocopheryl Acetate, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Panthenol, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Citric Acid, Potassium Sorbate


Olaplex – No.3 Hair Perfector:
Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate, Aqua, Bis-Aminopropyl Diglycol Dimaleate, Propylene Glycol, Cetearyl Alcohol, Ascorbic Acid, Tocopheryl Acetate, Prunus Amygdalus Dulcis Seed Oil, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Phytantriol, Panthenol, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Behentrimonium Methosulfate, Cetyl Alcohol, Glycerin, Stearamidopropyl Dimethylamine, Hydroxyethylcellulose, Quaternium-91, Cetrimonium Methosulfate, Cetrimonium Chloride, Parfum, Polyquaternium-37, Tetrasodium EDTA, Magnesium Nitrate, Magnesium Chloride, Etidronic Acid, Potassium Sorbate, Phenoxyethanol, Citric Acid, Disodium EDTA, Sodium Benzoate


Il No.1 viene utilizzato dal parrucchiere contestualmente al trattamento, il No.2 viene utilizzato come trattamento subito dopo, mentre il No.3 costituisce il trattamento “di mantenimento” che va fatto a casa dopo il trattamento dal parrucchiere, nonostante ciò vedo che online sono reperibili tutti e tre, ma consiglio sempre di lasciare il lavoro del parrucchiere al parrucchiere se non siete esperti del settore.

Va considerato che questo è un esclusivo trattamento “riparatore”, e come tale non può sostituire il balsamo o la maschera per capelli, in base alle necessità del capello, questi prodotti infatti vanno comunque usati come di consueto, altrimenti effettuare il trattamento solamente con Olaplex andrà certamente a riparare le fibre, sicuramente, ma senza apportare l'idratazione e il nutrimento necessario, e di conseguenza e non si otterranno risultati ottimali; sarete portati a pensare che la colpa sia nella non efficacia del trattamento Olaplex, ma è importante distinguere le due azioni che le due tipologie di prodotto svolgono sul capello.

Certo va considerato anche che il capello deve aver bisogno di un trattamento specifico come quello Olaplex, se non vengono fatti quei trattamenti che vanno a rompere i ponti disolfuro che ho nominato poco più su (decolorazioni, tinture, piastra quotidiana o quasi, permanente ecc…), non ci si può aspettare che usando Olaplex il capello migliori aspetto, probabilmente quello che non va o non ci piace nel capello va trattato apportando altre variazioni alla Haircare Routine, come andando a cambiare modalità di lavaggio, maschere ecc…

Se non si ottengono risultati un altro possibile problema è che non sia stato usato correttamente, e su questo alzo le mani, vi posso solo suggerire di seguire attentamente le istruzioni riportate in etichetta, io ho fatto adeguate ricerche, ma non mi considero un'esperta utilizzatrice di Olaplex, dato che non ho mai tinto i capelli e non uso di frequente la piastra, in questo proprio non posso aiutarvi, e mi baso solo sulle ricerche effettuate nell'indirizzarvi.

Attenzione poi a non incappare in qualche falso, purtroppo leggo online che è un prodotto per cui vengono messi in commercio tanti tarocchi, acquistatelo solo tramite i canali ufficiali: siti di profumerie più che note, siti di prodotti per parrucchieri, o direttamente dal vostro parrucchiere che utilizza Olaplex.
Se lo trovate da qualche altra parte, soprattutto se a prezzi più bassi, nel dubbio non acquistate, probabilmente è un tarocco e non vale la pena di spenderci soldi!

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

martedì 3 maggio 2022

Protezione Solare UVB e UVA!

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di un argomento particolare, ovvero la protezione solare!
Non ne parlavo ormai da parecchio, diversi anni fa ho parlato di diverse questioni:


Ma oggi voglio concentrarmi su un altro aspetto, ovvero i Raggi UVA.

Come ho già spiegato parlando dei danni solari, i raggi UVA (315-400 nm) penetrano più a fondo accumulando negli anni danni al DNA nucleare della pelle, a differenza dei raggi UVB (280-315 nm), che pur essendo dotati di maggiore energia, vengono assorbiti dagli strati più superficiali, causando solo i danni immediati, ovvero le scottature (che possono comunque essere gravi se causate da un’esposizione molto prolungata nel tempo).
Inoltre questi stessi raggi sono in grado di superare superfici di plexiglass e vetro, rendendo così necessaria la protezione solare anche in luoghi chiusi, specialmente se molto esposti alla luce naturale.

Proprio a seguito della scoperta dei rischi causati dall’esposizione ai raggi UVA le normative hanno obbligato i produttori cosmetici a trovare nuove soluzioni, quali l’elaborazione di filtri solari in grado di proteggere anche da questo tipo di raggi solari.

Se L’SPF rappresenta la protezione dai raggi UVB indicando quanti raggi filtrano attraverso il prodotto (es. SPF 6 = 1/6 dei raggi passa), la regolamentazione sulla protezione solare UVA è più complessa.
Innanzitutto la normativa obbliga i produttori a immettere sul mercato prodotti solari che filtrino almeno 1/3 dei raggi UVA rispetto agli UVB.


A questo scopo, i solari in vendita attualmente devono proteggere anche dagli UVA, per almeno un terzo del loro fattore di protezione (ovvero se il fattore di protezione indicato è SPF 6, ovvero filtra 1/6 dei raggi solari, deve garantire di filtrare almeno la metà dei raggi UVA).

Ma esiste un metodo non ancora obbligatorio in EU per indicare sui solari in vendita il grado di protezione agli UVA indipendentemente dalla protezione SPF e consiste nell’uso dell’indice PA/PPD.
Si tratta infatti di due indici completamente diversi da quello relativo all’UVB, il PPD è l’acronimo di Persistent Pigment Darkening, e PA di Protection Grade of UVA, entrambi gli indici rappresentano quanto le cellule si “abbronzano” a seguito dell’esposizione ai raggi UVA (in alcuni casi in vitro, in altri in vivo), ma si tratta di un tipo di misurazione che non prevede un accordo internazionale, a differenza dell'SPF, proprio per questo in Europa è previsto che l’indice PPD si accompagni sempre al fattore SPF.

Proprio per lo stesso motivo non esiste un modo univoco di indicare la protezione da raggi UVA a livello mondiale, e si possono trovare differenti indicazioni.
Come ho illustrato in precedenza, in Europa la normativa prevede che il grado di protezione da raggi UVA sia almeno 1/3 rispetto all'SPF, e viene indicato con un cerchietto attorno all'indicazione UVA sul solare.
In USA viene invece indicato il fattore PPD, mentre in Asia si usa il sistema PA con l'indicazione relativa rappresentata dal numero di  “+”.

Corrispondenza fra PPD e PA:

  • Solare a Protezione Bassa: PPD da 2 a meno di 4 o PA+
  • Solare a Protezione Media: PPD da 4 a 8 o PA ++
  • Solare a Protezione Alta: PPD da 8 a 16 o PA+++
  • Solare a Protezione Molto Alta: PPD 16 o superiore PA++++

Ma in sintesi, se SPF rappresenta la quantità di raggi UVB vengono filtrati dal solare, PPD e PA rappresentano qual è l’incremento della capacità di esposizione al sole a seguito dell’applicazione del prodotto, ma si tratta comunque di un valore che deve sempre appoggiarsi all'indice primario, ovvero l'SPF, in quanto la misurazione non ha lo stesso valore di quest'ultimo.
Almeno fino a che non ci sarà un accordo internazionale, che chiarisca effettivamente il grado di protezione e come viene misurato, in quanto attualmente non si ha un metodo univoco per farlo, e i risultati indicati dai diversi sistemi potrebbero non essere paragonabili allo stesso modo.
Io personalmente ho deciso di affidarmi a solari viso che indicano il grado PA massimo, ma effettivamente sono consapevole che potrebbe comunque non essere per forza maggiore del grado di protezione che mi garantisce una crema SPF 50+ che va comunque a proteggermi per almeno 1/3 di questo valore dai raggi UVA!

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

lunedì 7 dicembre 2020

Approfondimento - Come leggere una recensione?

 Ciao a Tutti!
Torno nuovamente a parlare di qualche consiglio spiccio per destreggiarsi nel mondo del Beauty!

Oggi in particolare voglio parlare di prodotti e soggettività, in particolare focalizzandomi su un particolare aspetto: le possibili reazioni individuali.
Il web è ormai strapieno di recensioni, se ne trovano ovunque, in ogni angolo, ed è una cosa positiva, certamente, perché significa che chiunque può dire la sua sui prodotti che ha modo di usare, non solo influencer, sponsor ecc... e che quindi chiunque può informarsi prima di comprare uno specifico prodotto.

Ma se da un lato è vero che ogni recensione rispecchia la specifica impressione di una persona (o anche di più nel caso di operatori del Beauty), è anche vero che non tutti sanno “leggere” le recensioni.
Come primo parametro va considerato che ogni persona, cosmeticamente parlando, ha dei “punti deboli” e dei “punti di forza”, leggendo una recensione è bene considerare quindi la “base di partenza” di quella persona.

Insomma, già prima dell’avvento dei social, dei Beauty Blogger e degli Influencer quante volte si è notata l’età delle modelle/attrici che pubblicizzavano creme antirughe alla TV?
In tutti questi anni non è mica cambiato molto!
Fior fiore di Influencer pubblicizzano qualsiasi prodotto come “stratosferico” (parlando comunque di prodotti che soggettivamente possono essere più o meno validi), poco importa se nel loro caso qualsiasi cosa avrebbe funzionato, anche se di poco meglio o peggio!
Chi ha ciglia grandiose, lunghe e folte sarebbe soddisfatto anche da mascara mediamente scadenti, chi ha una pelle poco problematica, difficilmente avrà difficoltà a trovare efficace una maschera viso o un fondotinta, e allo stesso modo chi ha una pelle per nulla reattiva non troverà facilmente prodotti aggressivi o irritanti.
Le recensioni rifletteranno quindi queste condizioni; è bene approfondire quindi il tipo di pelle o capelli di chi fa una recensione, oltre ad esempio l'età o i colori (in quest'ultimo caso parlando più specificatamente del trucco).

Purtroppo spesso si dà eccessiva responsabilità al singolo prodotto, se non direttamente alla marca, ma è chiaro che leggendo le recensioni entusiastiche di una ragazza molto giovane, con pelle grassa, non ci si potrà lamentare che la crema consigliata è inutile, quando non peggiorativa su una pelle normale a tendenza secca che ha ormai superato i 40!
Non è colpa del prodotto, non è colpa di chi recensisce, e nemmeno della marca!
Il mio consiglio, in questo senso, è valutare le caratteristiche di chi sta recensendo, molte blogger lo scrivono direttamente in una sorta di “scheda di presentazione”, mentre altre, tipo me, preferiscono indicarlo in gran parte delle recensioni.
Sono informazioni molto importanti per chi legge, perché fanno capire subito chi probabilmente sarà soddisfatto dal prodotto, e chi sicuramente non lo sarà!

Questa situazione prende poi delle pieghe pazzesche soprattutto nel caso di reazioni avverse.
Un mascara o uno struccante che fanno bruciare gli occhi spesso si trasformano in un bando completo della marca, insieme magari a pubblicità negativa quando se ne parla con altre persone.
Chiunque può avere una reazione più o meno specifica ad un dato cosmetico, e nei social le ho veramente viste tutte…
Purtroppo, parlando più specificatamente di reazioni cutanee, il cosmetico anallergico per definizione non esiste, sia che si tratti di un olio per il corpo, che di un mascara, che di un rossetto!
Tutti i prodotti in vendita nel mercato europeo sono rigidamente normati, anzi, l’ho già detto in altre occasioni, in Europa siamo molto fortunati, abbiamo una regolamentazione del mercato cosmetico molto attenta!
Per quanto ovviamente tutti i prodotti siano sicuri, questo ovviamente non può impedire che ci siano persone che non sopportano determinati cosmetici, e che addirittura fanno fatica a trovarne di sopportabili.

Parlando di allergie o “intolleranze” (che nel caso del cosmetico può significare tutto o nulla), quello che è importante sapere è che si è allergici ad una o più molecole, non al cosmetico fatto e finito o ai prodotti di una specifica marca.
Può effettivamente capitare di non poter usare tutti o gran parte dell’assortimento di una marca specifica, perché quella data marca utilizza per tutti o quasi tutti i prodotti lo specifico ingrediente che induce una nostra reazione allergica, ma non si risolve per forza cambiando marca, proprio perché magari quell’ingrediente viene usato da tante marche diverse!
Vale la pena di approfondire il motivo per cui un determinato prodotto ci crea fastidi, può anche essere che si tratti di un errato uso del prodotto (ad esempio prodotto Rinse-Off utilizzato come Leave-In), o che sia effettivamente una molecola specifica a dare una reazione.

Va comunque considerato che spesso i prodotti di una data marca non sono nemmeno realizzati dallo stesso laboratorio! Come può invece capitare il contrario, ovvero che lo stesso laboratorio abbia realizzato molti cosmetici che possediamo, pur essendo di diverse marche!
A questo proposito, ci tengo a precisarlo, è importante sapere che spesso gli allergeni vengono testati in modo non molto chiaro, solitamente chi si trova in mano il referto di un test per le allergie cutanee in ambito cosmetico si trova allergico, per esempio al Kathon® CG.
Il Kathon® CG non è altro che un nome commerciale che indica un determinato mix di molecole che fungono da conservante; parlando specificatamente di questo prodotto, fino a qualche anno fa era un conservante largamente utilizzato, pur essendo un conservante che si è rivelato “problematico” su larga scala.

Comunque, sempre parlando di allergie, e di come verificare che i prodotti che stiamo usando contengano il nostro allergene… è complicato!
Continuando con il nostro esempio, mai nessuno troverà su un barattolo qualsiasi l’indicazione sulla presenza o assenza di questo conservante!
Infatti lo stesso prodotto, dal punto di vista chimico, può essere venduto anche con questi altri nomi commerciali: Kathon® 886, Kathon® UT, Kathon® GG, Euxil K100™, Isotiazolina, Algucid CH 50™, Amerstat 250™, GR856 Izolin™, Acticide™, Grotan TK2™, Metatin GT™, Parmetol™ e magari altri ancora!
Nessuno di questi sarà mai scritto su qualche flacone o barattolo di cosmetico!

Quello che caratterizza questo ingrediente cosmetico è la miscela di Methylchloroisothiazolinone e Methylisothiazolinone che sono gli agenti conservanti, e solitamente anche allergizzanti, insieme ad ingredienti stabilizzanti di minore rilevanza.
Quello che viene effettivamente scritto sui flaconi o barattoli dei cosmetici, nella lista ingredienti o INCI, quando viene utilizzato questo tipo di conservante sarà: Methylchloroisothiazolinone e/o Methylisothiazolinone, mai in nessun caso leggeremo Kathon® CG, Euxil K100™, GR856 Izolin™, ecc…

Questo vale per tutte le numerose sostanze potenzialmente allergizzanti.
Quindi, dovesse capitarvi una situazione di questo tipo, e nessuno, né dermatologo, né allergologo, né farmacista si dimostrino in grado di darvi una mano, il mio consiglio è di cercare in internet i nomi commerciali, andando poi a verificare il contenuto nella loro scheda tecnica.
Solo da quella capirete quale sostanza dovete effettivamente evitare nelle liste INCI!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Ecobiocontrol.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione