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lunedì 23 marzo 2020

Come fare un Balsamo!

Ciao a Tutti!
Torno anche oggi con una Guida per Apprendisti Spignattatori, e vi parlo degli step base per realizzare un balsamo per capelli!
Vi ho già parlato in diverse occasioni di cosa significhi effettivamente un balsamo, di cosa siano i condizionanti per Capelli, e di come sceglierli, quindi vi consiglio di partire con quegli articoli prima di cimentarvi nella realizzazione del prodotto in casa.

Come appunto dicevo, in primis un balsamo per capelli deve contenere dei condizionanti, come secondo ingrediente fondamentale ci sono i grassi, ma non i soliti grassi, quelli vanno inseriti, ma in quantità minime, l'ingrediente più utile in questo caso sono i “grassi secchi”, ovvero gli Alcoli degli Acidi Grassi.
I più usati (visibili anche in molti prodotti commerciali) sono: Alcol Cetilico, Alcol Cetearilico, Alcol Laurico ecc...
Oltre a rivestire il capello senza ungerlo, questi ingredienti permettono di addensare notevolmente il prodotto, rendendolo quindi più denso di un liquido (ovviamente la consistenza dipende anche dal condizionante, molti condizionanti pronti contengono già una frazione di questi alcoli), che sarebbe ovviamente scomodo da utilizzare.

Quindi la struttura minima di base può essere all'incirca questa:


Acqua a 100
Glicerina 4-5%
eventuale gelificante (se serve)
Alcoli di Acidi Grassi 0-4%
Condizionante 0,5-8% (dipende da quale si usa e dal suo formato)
grassi vegetali 0-5%
conservante
fragranza/oli essenziali

A questi ingredienti fondamentali si possono aggiungere ulteriori ingredienti ad azione filmante o rimpolpante, come proteine, amminoacidi, proteine quaternizzate, polyquaternium, mucillagini, ecc...
Sono tutte sostanze ad azione filmante, ma hanno comunque ruoli differenti: le proteine e gli amminoacidi servono principalmente ai capelli sottili o sfibrati, perché si depositano sul capello ricompattando le squame e aggiungendo “volume” (il capello infatti è costituito da cheratina, una proteina), ma indurendolo, mentre agiscono meglio sulla pettinabilità i filmanti a base di mucillagini, che rivestono il capello, ma “lubrificandolo”, e rendendolo più facile da districare, o quelli contenenti ammoni quaternari, quaternium, polyquaternium o proteine quaternizzate (o anche il miele quaternizzato, esiste anche quello), che invece rendono più pettinabile la chioma grazie alla loro carica elettrica, si dispongono sul capello e fanno sì che i capelli tendano naturalmente ad allontanarsi fra loro.
Se si va a scegliere come condizionante base un Esterquat, si parte da una formulazione ecobio, può funzionare nella giusta formula per realizzare un balsamo molto efficace, ma se si cerca il top dell'efficacia bisogna per forza affidarsi ai due condizionanti più usati: Cetrimonium e Behentrimonium Chloride, ve ne ho parlato diffusamente, che però hanno il difetto di non essere ecosostenibili.
Va da sé che è inutile stare a preparare balsami che non funzionano, se servono questi ha più senso usarli, piuttosto che continuare a usare prodotti che non funzionano (che siano acquistati o spignattati), ma sinceramente trovo che possa capitare solo a pochi tipi di capelli.
Io ho dei capelli che reputo difficili (sono grossi, spessi, ma poco districabili), ma sono rimasta soddisfatta da formule azzeccate (sempre a base di Esterquat mi sono trovata molto bene con il disciplinante Noah, malissimo con il Vitalcare, ma benissimo anche con il balsamo spignattato), quindi considero che l'inefficacia sia più che altro dovuta a formule carenti o comunque inadatte al proprio tipo di capello, non all'Esterquat in sé, anche perché di Esterquat ne esistono tantissimi, come vi ho già spiegato.
Un condizionante aggiuntivo consigliato è il Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, a pallino giallo, ma comunque piuttosto inquinante, può aiutare a rendere efficace il solo Esterquat, senza dover passare ai quaternari peggiori che ho nominato prima, almeno si può (e si deve) usare a piccolissime percentuali (0,15-0,2% circa).

Per quanto riguarda i grassi, potete provare ad ometterli, ci sono delle ricette che prevedono il solo condizionante, ma ovviamente dovete verificare voi se la cosa funziona sui vostri capelli.
Sicuramente ha senso solo per capelli che tendono a sporcarsi molto in fretta, per capelli a tendenza secca non c'è nemmeno da porsi il problema, anzi, non vi consiglio di superare comunque la quantità di grassi consigliata, perché il balsamo già di suo tende a “sporcare” i capelli.

Ma veniamo alla preparazione.

Fondamentalmente un balsamo è un'emulsione, solo che al posto di emulsionare con i normali emulsionanti, usiamo i tensioattivi cationici, ovvero delle molecole dotate di una parte idrofila, e una parte lipofila, ma a differenza dei tensioattivi anionici, sono meno affini ai grassi, quindi allo sporco, e tendono a depositarsi su cute e capelli, formando un film protettivo che dona anche pettinabilità.
Nonostante la preparazione di un balsamo abbia molto in comune con la preparazione di una crema, ci sono alcune differenze sostanziali: nonostante si vada a realizzare un'emulsione O/A, non bisogna mai rovesciare la fase grassa in quella acquosa, dato che la fase grassa in questo caso è ricca di cere, e ha un'alta temperatura di fusione, si andrebbe quasi sicuramente a raffreddarla troppo, con il risultato di trovarsela attaccata al becher. Si versa sempre l'acqua nei grassi, e lo si fa ad una temperatura maggiore del solito, solitamente tenendo l'acqua quasi a bollore, mentre si può rimanere sulla temperatura minima necessaria al condizionante per rimanere liquido, di solito intorno ai 75-80°C.
È importante invece riservare un “trattamento speciale” per il Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, che invece va sciolto con grandissima perizia nell'acqua, non deve assolutamente formare grumi, ma deve finire nel becher dell'acqua in polvere ben stemperata e mescolata.
Se si formano grumi non c'è verso di scioglierli in alcun modo.
Per quanto riguarda la formazione dell'emulsione, non ci sono ulteriori differenze rispetto alla preparazione di una crema, bisogna frullare con il minipimer, tendenzialmente si formerà un'emulsione molto liquida, simile al latte
Dato che l'Esterquat ha un'alta temperatura di fusione, una volta emulsionato e rimosso dal bagnomaria, il prodotto tenderà a formare la “pellicola” raffreddandosi, bisogna continuare a mescolare o frullare saltuariamente per omogeneizzare il più possibile il prodotto.

Per il resto sicuramente dovrete valutare le esigenze dei vostri capelli, sicuramente non c'è un “giusto” e uno “sbagliato”, la formula va azzeccata e centrata sulle proprie esigenze.
C'è chi cerca balsami molto ricchi e nutrienti, chi cerca balsami molto leggeri e che ungano il meno possibile, chi cerca prodotti che donano corpo ai capelli (es. come le proteine) ecc...
Insomma, in base a quello che serve potrete arricchire di, o al contrario saltare ingredienti quali: proteine/proteine quaternizzate, emollienti, sostantivanti, e quindi rendere il prodotto affine alle vostre esigenze.
Di conseguenza può essere che il procedimento possa variare, in quel caso dovete per forza di cose affidarvi a chi ha fatto la ricetta, o allo studio minuzioso delle sostanze!

Per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

venerdì 29 dicembre 2017

Come fare un Gel di Agar Agar

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di una nuova guida per spignattatori, in particolare oggi parlo dell'Agar Agar!
Tempo fa vi avevo già parlato in generale dei Gel, dal punto di vista chimico e cosmetico, ma questa volta vi parlo dell'uso pratico di questo gelificante.
L'Agar Agar, in giapponese chiamato Kanten, è un polisaccaride che viene ricavato da diversi generi di alghe rosse (Gelidium, Gracilaria, Gelidiella, Pterocladia, Sphaerococcus), e che viene usato come gelificante naturale, spessissimo nell'industria alimentare.

È costituito da unità di D-Galattosio, e a differenza degli altri gelificanti naturali, quali Gomma Xanthana, Carragenine, Alginato ecc... forma dei Gel molto diversi, molto compatti e solidi, ma anche molto fragili, insomma dei Gel “Budinosi”.
Proprio per le sue caratteristiche, viene usato quasi sempre proprio nei budini! Viene usato come additivo alimentare e indicato con la sigla E406.
Uno dei primari utilizzi cosmetici sono le famose “Gelatine da Bagno”, famose grazie a Lush.
In realtà questa ricetta è realizzabile con diversi gelificanti naturali, ma la caratteristica dell'Agar Agar di formare gel così sodi e consistenti si sposa bene con questo tipo di ricette, che lasciano una consistenza molto “gommosa”, e rimangono piacevoli da manipolare.

Solitamente si usa a percentuali tra lo 0,1 e il 3%, e gelifica solamente a caldo, una delle caratteristiche che più contraddistingue questo gelificante da tutti gli altri.
Essenzialmente per realizzare un gel di Agar Agar non servono particolari formulazioni, di solito è facilmente solubile in acqua, essendo primariamente usato per l'alimentazione, e venduto anche come ingrediente, è piuttosto semplice da lavorare.

Basterà versare la polverina mescolando, nell'acqua fredda, se la ricetta cosmetica lo prevede, inserirla nella Glicerina velocizza ancora di più la procedura, già veloce di suo.
Bisognerà solo mescolare bene, portare a circa 90°C per almeno 20 secondi.
Il gel non si formerà fino a quando la temperatura non scenderà sotto i 60°C, questo permette di aggiungere eventualmente ingredienti alla ricetta.
Nel caso delle Gelatine da Bagno non ci sono ingredienti termolabili, quindi è possibile inserire già a caldo tutti gli ingredienti, ma ci sono tantissime ricette meno note che prevedono ingredienti termolabili.
In ogni caso, una volta arrivati intorno a quella temperatura bisogna assolutamente versare, perché comincerà a formarsi il gel, che tende ad essere molto sodo e prende la forma del contenitore dove viene lasciato.
Una volta inserito il gel in eventuali stampi va lasciato in frigo (o fuori se fa freddo) per alcune ore, in base alla quantità, di sicuro fino a completa solidificazione.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

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lunedì 4 dicembre 2017

Come realizzare Decorativi in Polvere Compatta!

Ciao a Tutti!
Torno a scrivervi una guida per spignattatori, dopo tanto tempo!
Un po' di tempo fa vi avevo scritto una guida di spignatto che riguardava i decorativi in polvere libera, e vi avevo anche spiegato come compattare le polveri di Make Up, oggi vi parlo invece dei cosmetici in polvere compatta.
Si tratta sempre di un tipo di cosmetico simile, ovvero un prodotto in polvere, ci sono enormi differenze sia per quanto riguarda la formulazione (principalmente per alcuni tipi di prodotti, ad esempio le ciprie), sia per quanto riguarda la resa del prodotto.
Infatti, come vi avevo anticipato, non tutte le polveri possono essere compattate.

Nell'ultimo post ho spiegato chiaramente cosa serve per compattare polveri libere, quindi mi limiterò a fare solamente un riassunto:

Attrezzature necessarie:


  • “Padelle” (Pans in inglese) delle dimensioni desiderate.
  • Cartoncini corrispondenti alle forme delle “Padelle”
  • Tessuto eventuale per imprimere una texture al prodotto 
  • un'area di lavoro che permetta di esercitare la giusta pressione sulle cialdine, se si ha la possibilità di realizzarlo, altrimenti esistono le più professionali pinze apposite


Ingredienti per compattare:


  • un Olio Legante
  • Alcol Etilico ad uso alimentare

Per realizzare un olio legante ci sono diverse ricette, vi ho postato quella che uso io.

Però, se si parte da zero, non serviranno solo questi ingredienti, serviranno le polveri giuste per realizzare il cosmetico che cercate di realizzare.
Proprio perché i prodotti cosmetici si differenziano enormemente, l'ideale è cominciare pensando a cosa chiediamo al cosmetico: Effetto opaco? Effetto shimmer? Effetto trasparente? Ecc...
Possiamo pensare ai cosmetici compatti differenziandoli in base all'effetto che si vuole ottenere:


  1. Cipria: effetto opacizzante e fissante, coprenza assente o bassissima
  2. Illuminante: coprenza bassa o medio-bassa, finish dall'opaco allo shimmer/sparkling
  3. Blush: coprenza bassa o medio-bassa, finish dall'opaco allo shimmer
  4. Bronzer/Terra: coprenza media, finish dall'opaco al satinato
  5. Ombretto: coprenza medio-alta o alta, finish dall'opaco allo shimmer/sparkling
  6. Fondotinta: coprenza da media ad altissima, finish tendenzialmente opaco.

Questo mediamente è quello che si cerca dal tipo di prodotto, poi è ovvio che esistono possibilità infinite, se volete un illuminante o un blush molto coprente, dovete considerare che non sarà facile da usare, e che sarà più difficile sfumarlo.


1) La Cipria è il prodotto che più si differenzia nella formulazione, purtroppo non è possibile compattare solamente Amido, per realizzare una versione compatta della Cipria di Amido, anche in un'eventuale versione con pigmenti minerali e non coloranti alimentari.
In generale non si dovrebbero inserire pigmenti minerali, dato che teoricamente la cipria non prevede la presenza di pigmenti, dovrebbe essere del tutto trasparente, dato che il suo ruolo (almeno nel Make-Up completo) è solamente di fissare del tutto la base (primer, fondotinta, blush/terra/illuminante/correttore).
Si può optare per un prodotto leggermente coprente quando si cerca un prodotto “unico”, perché non si ha intenzione di fare un Make-Up intero, ma solo opacizzare e uniformare leggermente la pelle quando si è di fretta al mattino, magari rinforzando l'azione uniformante/correttiva di una semplice BBCream o di un primer (ad esempio un primer verde che va a correggere una pelle con rossore diffuso).
Rispetto agli altri prodotti compatti, è il decorativo compatto che prevede una formulazione completamente separata, oltre a non avere pigmenti, se non qualche prodotto già formulato per essere correttivo, ha una maggiore presenza di polveri assorbenti e minori filler che agiscono sulla texture, più utili nel caso di un prodotto che necessita di essere sfumabile.

2) L'illuminante può essere matte o con un finish luminoso, dal semplice vellutato, allo sparkling, dipende dal motivo per cui lo si spignatta e da come lo si utilizzerebbe in un Make-Up.
In generale è il prodotto più simile ad una cipria quanto a resa, ma a differenza delle ciprie, è necessaria una maggiore coprenza, una composizione meno assorbente e sicuramente maggiore sfumabilità, è qui che cominciano ad essere più utili i filler che agiscono sulla texture, rendendo le polveri più facilmente sfumabili.
In generale esistono tanti diversi tipi di illuminante, e in questa categoria escludo i prodotti che vanno a ricostruire completamente i volumi del viso, quali i prodotti per effettuare un “Contouring alla Kardashian”, in questo caso si devono cercare prodotti in crema/stick, con una coprenza simile a quella di un fondotinta, mi limito ai prodotto in polvere che possono sottolineare le aree del viso da illuminare, non ad una “ricostruzione volumetrica” completa.

3/4) Blush e Bronzer, escludendo lavori professionali, per cui si usano prodotti molto coprenti, per rifare completamente la base e ricostruire i volumi del viso, normalmente possono bastare prodotti che colorano un po' “in trasparenza”, e che risultano anche molto più facilmente dosabili, sfumabili e quindi semplici da utilizzare anche per le persone meno esperte.

5) Gli Ombretti costituiscono il prodotto più versatile, si possono realizzare prodotti molto scriventi, o che colorino poco, in trasparenza, del tutto opachi, o di qualsiasi gradazione fino allo sparkling, che contiene anche piccole particelle di luce.
Anche se non tutti i prodotti si prestano a tutti gli usi, potete liberamente sbizzarrire la vostra fantasia.
Se non tutti gli ombretti sono “utili” dal punto di vista “migliorativo” dell'aspetto, è anche vero che lo spignatto permette di realizzare in casa tantissimi colori in economia, così da poter risparmiare soprattutto su quei colori che si usano raramente, o solo per determinate occasioni.
Il mix di filler per realizzare un ombretto può essere mantenuta, eventualmente modificata nei coprenti, per rendere un prodotto più o meno scrivente, ma sarà poi la percentuale di pigmenti e miche luminose a rendere un prodotto più o meno shimmer.

6) Il Fondotinta, si tratta del cosmetico opaco e coprente per eccellenza, esistono fondotinta liquidi con effetti soft-focus, illuminanti e satinati, ma per i prodotti in polvere compatta vi consiglio di non sperimentare in questo senso, se non sapete cosa state facendo, non è facile rendere un prodotto in polvere allo stesso modo di un prodotto liquido.
In generale il semplice fondotinta in polvere compatta è pensato per le pelli giovani e sicuramente non orientate sul secco, altrimenti si andranno solamente ad evidenziare le rughe e la grana della pelle, che peggiora proprio quando risulta secca.
Se fate parte di una di queste categorie vi sconsiglio caldamente di utilizzare questo tipo di prodotto, e quindi di realizzarlo.
Potete limitarvi a realizzare il vostro colore in polvere libera, per incorporarlo a creme, o eventualmente realizzare un vero e proprio fondotinta liquido/fluido/in crema/mousse ecc... ma considerando la difficoltà nel realizzare un prodotto simile.
Come vi avevo già avvertito, è importante considerare che in questo caso il pigmento risulta “scurito” o “acceso”dall'emulsione, o dal fatto di essere usato “bagnato”.

Proprio perché, come vi ho mostrato, ogni decorativo in polvere compatta è differente, quando andiamo a cercare un determinato effetto dobbiamo capire che formulazione usare.
Le polveri e i filler sono sempre quelli che vengono usati per realizzare le polveri in forma libera, ma in questo caso è molto importante capire le giuste proporzioni, o il prodotto non starà insieme, risulterà difficile da prelevare o al contrario si frantumerà.
Ogni ingrediente copre (ovvero rende scrivente il prodotto), assorbe l'olio legante in maniera diversa, ha una tenuta differente sulla pelle (adesività) e rende il prodotto scorrevole e sfumabile in maniera diversa.

Qualche esempio:

  • Sericite: bassissima coprenza, non compatta (non assorbe l'olio), bassa adesività
  • Miche Colorate: variabile, dipende dalla percentuale di ossidi aggiunta, ma indicativamente bassa-bassissima coprenza, non compatta (non assorbe l'olio), bassa adesività
  • Talco: bassa coprenza, buona assorbenza, buona adesività
  • Titanio Biossido: massima coprenza (ovvero effetto stucco), buona assorbenza, adesività alta
  • Zinco Ossido: coprenza molto alta, buona assorbenza, adesività medio-alta
  • Amido: bassa coprenza, assorbenza massima (da solo forma un mattone), adesività bassa
  • Ossidi Colorati: variabili, ma indicativamente bassa coprenza (serve la base bianca di Titanio Biossido o Ossido di Zinco), buona assorbenza, adesività media
  • Magnesio/Zinco Stearato: bassa coprenza, buona assorbenza, alta adesività

L'unica a questo punto è sperimentare!
Potete basarvi su ricette già pronte (es. quella dell'Olio Legante ma anche veri e propri mix di pigmenti e determinati filler), ma dovete sempre considerare che ogni pelle reagisce in maniera diversa.
Ci sono pelli che non reggono nemmeno gli ombretti compatti siliconici, e che quindi necessitano assolutamente di primer e colori professionali, ci sono invece pelli che resistono un'intera giornata con il fondo minerale in polvere libera.
Insomma, potete sicuramente basarvi sulle formule con cui vi trovate meglio, e su formule di spignatto realizzate da chi ha una pelle simile alla vostra, ma non esiste la formula perfetta, proprio perché gli stessi prodotti commerciali possono rendere in modo molto differente su diverse persone, anche sulla stessa persona, ma in periodi diversi (es. fra inverno ed estate, o prima e dopo determinate terapie, in concomitanza a diversi regimi alimentari, o semplicemente con il passare del tempo e le conseguenti modifiche della texture della pelle ecc...).
Se per i prodotti di Skincare è più semplice orientarsi fra ingredienti e formulazioni, per i prodotti decorativi è tutto molto più difficile, oltre ad una spiccata sensibilità per i colori, bisogna comunque tenere presente le differenze nel tipo di pelle.

Spero che anche oggi abbiate apprezzato l'articolo, anche se non porta ad una soluzione pronta all'uso!
Alla prossima!

Rasmus

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sabato 14 gennaio 2017

Come compattare un decorativo in polvere libera

Ciao a Tutti!
Oggi vi mostro una nuova mini-guida per spignattatori, si tratta infatti della tecnica per compattare ombretti, blush e fondotinta minerali in polvere libera.

Devo comunque fare una premessa: non tutte le polveri possono essere compresse!

Ciprie a base di Amido o composte da un solo ingrediente (es. Hollywood di Nevecosmetics che è pura silice alias Silica), non possono essere compattate, sono formulate per essere in polvere libera, e così devono rimanere, allo stesso modo non si possono compattare delle singole polveri cosmetiche quali le Miche per ottenere un vero e proprio prodotto decorativo completo.

Per quanto riguarda invece pigmenti minerali quali Ombretti, Blush, e Fondotinta, di solito si possono trasformare nel prodotto corrispettivo compatto, anche se magari la resa non sarà identica al 100%, questo comunque dipende sempre strettamente dagli ingredienti del prodotto, si va sul sicuro con prodotti a base di ossidi, miche, Talco, stearati, e qualche altro ingrediente comune, mentre grandi quantità di Amido non sono assolutamente compattabili.

Questa procedura può comunque essere un ottimo metodo per evitare di avere mille pigmenti sparsi in giro, o per rendere gli stessi un prodotto “portatile” da inserire ad esempio in una minitrousse da colore singolo, per poterla portare in borsa più agilmente, come ad esempio nella logica ZPalette o Inglot Freedom System.

In ogni caso, per procedere sono necessarie attrezzature e alcuni ingredienti da spignatto.
Per quanto riguarda le attrezzature, sono necessari:

  • “Padelle” (Pans in inglese) delle dimensioni desiderate (solitamente piccole per gli ombretti, medie/grandi per tutto il resto), il termine esatto in italiano non è certamente questo, ma lo trovo simpatico, e adatto alla metafora dello Spignatto.
  • Cartoncini corrispondenti alle forme delle “Padelle”, alcuni siti vendono le padelle già provviste di cartoncino, se non ci sono bisogna provvedere a prepararli, in alcuni casi possono andare bene anche delle monetine del giusto diametro (bisogna provare)
  • Tessuto eventuale per imprimere una texture al prodotto
  • un'area di lavoro che permetta di esercitare la giusta pressione sulle cialdine, se si ha la possibilità di realizzarlo, ad esempio questo è un escamotage molto furbo di una blogger americana, che ho trovato casualmente online, potrei riuscire a realizzarlo, anche se mi ci vorrà un po', altrimenti esistono le più professionali pinze, fatte apposta per questo.

Per quanto riguarda invece le materie prime:

  • un Olio Legante
  • Alcol Etilico ad uso alimentare
  • eventuali polveri per “correggere” un pigmento che in qualche modo non ci soddisfa, in questo caso bisogna però sapere cosa si sta facendo, vi consiglio di farlo dopo una certa esperienza con i decorativi.

Per realizzare un olio legante ci sono diverse ricette, io ho optato per questa (è su circa 10 g totali):

Olio di Cocco Idrogenato 2
Ethylhexyl Stearate 4,5
Coco-Caprylate 2,5
Fenilight 4 gtt
Tocoferolo 2 gtt


Il pigmento minerale che si andrà a compattare può essere un pigmento pronto, un pigmento spignattato, e può anche essere un pigmento che si vuole andare a modificare, in questo caso, che può essere ad esempio quando un pigmento pronto o spignattato non ci soddisfa, si possono andare a fare aggiunte, quali ad esempio Biossido di Titanio per renderlo più coprente, o altro ossido per renderlo più scuro ecc...
In tutti questi casi, prima di compattare bisogna passare al grinder per bene le polveri prima di procedere.
Una volta realizzato il pigmento definitivo si può cominciare ad aggiungere l'olio mescolando.
Ci vogliono all'incirca 8-16 gocce di olio legante per un ombretto tipico (circa 3g), 40-60 gocce di olio legante per circa 10g per un fondotinta/terra/illuminante tipico (circa 10g), ma dipende strettamente dalla composizione, bisogna procedere lentamente, aggiungendo l'olio poco per volta.

Il prodotto è “pronto” quando comincia a diventare una massa unica, non svolazza più e comincia a fare delle crepe quando viene schiacciato.
Prima di travasare nella cialdina, bisogna andare ad ungerne il fondo spalmando una goccia di olio legante su tutta la superficie, a questo punto si può travasare il pastone di polvere, cercando di riempire il più possibile con precisione la “padella”.


Bisogna comprimere definitivamente il prodotto una volta sola, per evitare la formazione di strati con un diverso grado di coesione.
A questo punto si provvede a spruzzare sulla cialdina l'Alcol Etilico alimentare, fino a bagnarla tutta, poi, per comprimere per bene il prodotto bisogna inserire il cartoncino (o la moneta) nella “padella”, eventualmente inserendo sotto del tessuto per dare una specifica stampa o per coprire quella del cartoncino/moneta, e a quel punto effettuare una pressione uniforme, intensa e possibilmente senza variazioni.
In base alla forza esercitata, possono essere necessari dai 10 secondi, a diversi minuti (es. con l'escamotage della ragazza americana io andrei avanti a lungo).
Una volta compattato, il prodotto, bisogna lasciare all'aria aperta la cialdina per circa 24h, perché l'Alcol evapori completamente, poi può essere inserito in una qualsiasi palette e utilizzato.
Adesso vanno piuttosto di moda le palette magnetiche “libere”, che quindi permettono di usare diverse forme e dimensioni di prodotto, l'importante è considerare che per essere usate serve una “padella” magnetica, nel caso non lo sia (e non ha a che fare col costo/qualità del brand, io ho trovato la cialdina di un vecchio fondotinta di Dior che non lo era!), ZPalette include nel set delle piccole formine di ferro con adesivo incorporato, altrimenti, a vostro rischio e pericolo, potete reincollare le cialdine nella loro vecchia sede (se non sono magnetiche dovevano essere per forza incollate), sempre che sia integra (io per staccare le cialdine da una vecchia mini-trousse Pupa ho rovinato la base)

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

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giovedì 3 novembre 2016

Come realizzare prodotti di Make Up in polvere libera

Ciao a Tutti!
Oggi voglio parlarvi di un argomento nuovo.
Quando ho iniziato a spignattare non avevo molto interesse nella realizzazione di prodotti di Make-Up, dato che mi truccavo davvero poco, e mi sono sempre fatta bastare prodotti di Make-Up che avevo già o qualche limitato nuovo acquisto, come ad esempio i prodotti in polvere libera di Nevecosmetics, che ho acquistato già diversi anni fa.

Negli ultimi anni però ho scoperto l'Armocromia, e con questo nuovo passo, mi sono resa conto di quanto sia difficile trovare i colori giusti, così ho deciso di cominciare a fare un po' di pratica per realizzare in autonomia qualche primo prodotto.

Qualche mese fa vi avevo già fatto vedere come realizzare un prodotto semplicissimo, ovvero la Cipria, per cui non serve molta esperienza, ma solo tempo e un po' di pratica, e ve ne avevo mostrato due diverse versioni, una basic e una estiva.
La cipria è però un cosmetico molto differente da ogni altro prodotto di Make-Up, dato che non ha la funzione di colorare, ma di fissare il Make-Up o di asciugare e mantenere il più possibile asciutta la pelle.
Gli altri prodotti cosmetici in polvere libera invece hanno la caratteristica di colorare, quindi la composizione è estremamente diversa.
Può sembrare semplice realizzare pigmenti in polvere libera come ad esempio quelli di Nevecosmetics, ma la composizione in realtà è più complessa di quello che sembra, anche se poi, la realizzazione pratica è semplice, dato che serve solo un macinacaffè o un grinder.

Vediamo un po' quali sono gli ingredienti che servono per i decorativi in polvere libera:


Coprenti: Biossido di Titanio e Ossido di Zinco, sono due polveri bianche, ma hanno la caratteristica di coprire. Senza questo ingrediente qualsiasi polvere decorativa sarà inutile, perché la luce non verrà riflessa, e lo strato di pigmento non sarà visibile.
Proprio perché sono sostanze del tutto opache, la luce non le attraversa, usate pure o ad alta percentuale sbiancano, è lo stesso fenomeno che si può apprezzare nei prodotti solari a base di filtri inorganici. 

Colori: Ossidi e Lacche, sono gli ingredienti che conferiscono colore al decorativo; gli ossidi sono polveri minerali, se ne trovano di tantissimi colori diversi, anche se la base che si usa è quella dei colori primari: Ossido Blu, Ossido Rosso e Ossido Giallo, con i quali si possono andare a realizzare tutti i colori possibili, con anche l'aggiunta dell'Ossido Nero, che serve per scurire (mentre il Biossido di Titanio va bene per schiarire, oltre che fare da coprente), si tratta di quello che avevo usato per preparare l'Eyeliner, mentre le lacche sono pigmenti insolubili prodotti per precipitazione di un colorante solubile su un substrato, quale ad esempio Idrossido di Alluminio. Il sale formato può essere d'uso cosmetico (D&C) o anche alimentare (FD&C).
Sia ossidi che lacche sono venduti (per l'acquisto come materia prima) e riportati in INCI (quando si acquista un decorativo commerciale) con il loro codice numerico, che è fondamentale per capire con che ingrediente o con che tipo di formulazione si ha a che fare (ad esempio per realizzare colori dupe).
A differenza degli ossidi, con le lacche è necessaria una maggiore esperienza, se si esagera con gli ossidi l'unica controindicazione può essere un prodotto troppo pigmentato, difficile da usare e fin troppo coprente, ma le lacche sono prodotti più pericolosi, che non devono superare determinate dosi per essere considerati ingredienti sicuri.

Agenti di Finish: sono le Miche, sono polveri colorate e sbrilluccicose in modo variabile, ma da sole non apportano colorazione al prodotto, come avviene invece quando si usano nel sapone.
Per quello che concerne i decorativi, un prodotto colorato solo con miche, e senza ossidi, può apparire colorato, ma non a sufficienza da colorare la pelle. L'unico ruolo di questo ingrediente sta nell'azione sul finish, infatti rende le polveri decorative originariamente opache, vellutate, satinate, shimmer o sparkling (utilizzando la suddivisione di Nevecosmetics), in base al tipo di mica scelta e alla percentuale d'uso della stessa. Con le miche insomma si possono aggiungere effetti alla polvere.
Esistono in commercio anche miche opache, tra cui alcune miche che in realtà hanno ruolo di riempitivi (es. Mica Sericite, ve ne parlo sotto) ma non sono la norma, e se non avete intenzione di realizzare prodotti shimmer/sparkling non sono fondamentali.

Filler e Agenti di Texture: si tratta di molti ingredienti diversi fra loro, alcuni ingredienti aggiungono adesività sulla pelle, altri stendibilità, altri rendono il prodotto meno propenso a infilarsi fra le rughette della pelle, altri rendono più idrorepellente il prodotto, altri favoriscono l'assorbimento dell'unto e altri ancora legano meglio fra loro le polveri ecc...
Ogni ingrediente ha un ruolo specifico, e la percentuale va calibrata anche in base al cosmetico che si sta andando a realizzare.
I Filler per prodotti di Make-Up in commercio sono tantissimi, e ancora di più se ne trovano nei prodotti commerciali, purtroppo è difficile scegliere, soprattutto fra gli ingredienti nuovi, dato che le promesse dei venditori non sempre sono reali.
Faccio qualche esempio di Filler non particolarmente innovativi, che quindi si prestano alla formulazione di prodotti fatti in casa anche da parte di chi non ha un'enorme esperienza (Ricordo che per spignattare decorativi serve una maggiore abilità con i colori, e nella previsione del comportamento delle diverse polveri, anche se poi, la realizzazione pratica è più basilare, dato che quasi tutte le procedure sono piuttosto semplici, e per quasi tutti i prodotti basic basta miscelare le polveri e a quel punto compattarle o miscelarle a oli e cere per ottenere Make-Up in  cialda o colati rispettivamente):

Mica Sericite: corrisponde al codice C.I. 77019, ed è un filler antiagglomerante, viene usata ad esempio come principale riempitivo in quasi tutti i pigmenti minerali di Nevecosmetics, rendendo così il prodotto luminoso e il più possibile privo di grumi.
Si tratta di un Silicato di Alluminio e Potassio, e permette di realizzare prodotti in polvere libera luminosi e trasparenti, migliorando la texture.
Inoltre, proprio nei decorativi in polvere libera, è fondamentale per ridurre la formazione di grumi.
Il nome INCI, e lo stesso codice purtroppo non possono fornire sufficienti informazioni per realizzare dupe, infatti anche il codice stesso si riferisce a polveri che possono essere state sottoposte a lavorazioni estremamente differenti, l'effetto può essere più o meno brillante oppure opacizzante e più o meno adesivo

Amido: si tratta del costituente base di molte ciprie, sia in polvere libera che compatte (anche se in questo caso se ne usa una percentuale molto minore), ha la principale caratteristica di assorbire acqua e grassi, allo stesso tempo aggiunge un basso grado di coprenza.
Si tratta del filler più naturale che esiste, oltre ad essere facilmente reperibile anche al di fuori dei negozi di materie prime, ma da solo non basta.

Talco: più precisamente si tratta di Silicato di Magnesio, si tratta del secondo costituente base dei decorativi, serve principalmente a migliorare l'adesività del prodotto, mentre aggiunge pochissima coprenza. È un ingrediente di facile reperibilità.
Non va usato quello commerciale addizionato di fragranza per realizzare ombretti, la fragranza contenuta potrebbe irritare le zone delicate degli occhi.

Argille: non si tratta di ingredienti specifici per decorativi, ma in piccole percentuali possono essere usate come riempitivi in alcuni tipi di decorativi, in primis le ciprie, per l'effetto seboassorbente di questa categoria di sostanze.
Sono essenzialmente un mix di minerali, e in base al loro contenuto in ossidi possono apportare un contributo colorante (es. un pochino di Argilla Verde come “pigmento correttivo” in un prodotto per la pelle del viso o un pochino di Argilla Rosa per rendere il colore di un blush più “naturale” e meno brillante rispetto ad un semplice mix di Ossido Rosso e Biossido di Titanio).
In generale però vanno fatte prove, non sempre la resa è ottimale.

Magnesio/Zinco Stearato: sono due ingredienti simili, agiscono come leganti, ovvero aumentano l'adesività del prodotto sulla pelle, lo rendono leggermente più idrorepellente, lo rendono più scorrevole e quindi più semplice da stendere, e il tutto senza alterare il colore del prodotto.

Magnesio Carbonato: è un filler che migliora la texture soprattutto di ciprie e fard, ha un'elevata assorbenza degli oli, quindi è utile per i prodotti compatti e qualche fornitore lo consiglia per prodotti di Make-Up adatti a chi ha pelle grassa.

Silice/Silicati: si usano per il loro potere assorbente, di norma sono i costituenti di molte ciprie, come ad esempio la cipria Hollywood di Nevecosmetics, che è quella che ho sempre usato, e che uso ancora quando non uso quella di Amido fatta da me.
I silicati sono di diverso tipo, e molto fa il tipo di lavorazione, come ad esempio le microsfere di Silice.

In generale un prodotto in polvere libera deve essere costituito da una giusta percentuale di coloranti, coprenti, assorbenti ed eventualmente aggiustata per Texture e Finish.
Ogni sostanza ha diverse caratteristiche, ed è il motivo per cui nemmeno molti produttori riescono a realizzare polveri minerali di diversi colori e con le stesse identiche caratteristiche sensoriali, sfumabilità, tenuta, ecc...
In sostanza bisogna solo provare!
Anche la stessa granulometria delle diverse polveri fa la differenza, ed è il motivo per cui non può esistere una ricetta davvero universale e che porti allo stesso identico risultato.
A differenza dei prodotti compatti, dove le percentuali fra ingredienti pigmentanti e ingredienti riempitivi devono essere molto ben studiate, perché devono in qualche modo stare insieme in una cialda, e allo stesso tempo essere coprenti il giusto, i prodotti in polvere libera hanno una maggiore libertà.

Per realizzare il colore di partenza la base è sostanzialmente un mix di ossidi, per cui valgono le regole dei colori primari, una percentuale di coprenti variabile, che non deve riguardare solo l'effettiva percentuale di bianco (dato il loro colore, inevitabilmente schiariranno il colore di partenza, contrastabile in questo caso con l'uso dell'Ossido Nero) presente nel colore che si vuole ottenere, ma anche il suo grado di coprenza.
Il resto poi lo faranno i filler, con cui si può sperimentare liberamente.

La Cipria in polvere libera è sicuramente il prodotto più semplice, ma ci si può sbizzarire con i colori per realizzare anche un prodotto correttivo o leggermente coprente, così che possa sostituire il fondotinta quando non si ha voglia di fare un trucco particolarmente elaborato.
Se realizzare un ombretto, un blush o un bronzer è relativamente semplice, perché il colore non solo “è libero”, ma può essere corretto a dismisura, per realizzare un fondo minerale ci vuole sicuramente più esperienza, perché bisogna azzeccare il colore giusto della nostra pelle, non solo il sovrattono, ma anche il sottotono.
In particolare un fondo in polvere libera si basa essenzialmente sul mix azzeccato di ossidi:

Giallo Ocra (C.I. 77492)
Ossido Blu e/o Ossido Nero (C.I. 77007)
Ossido Rosso (C.I. 77491)

Il colore principale è sempre il Giallo, che può essere addizionato di Blu e/o Nero in base a quanto è scuro e freddo il sottotono (più si aggiunge Blu rispetto a Nero, più il sottotono sarà freddo), se ne può mettere più di quello che ci si può aspettare, perché il fondo minerale avrà una cospicua quantità di bianco dovuta ai coprenti (necessari).
L'Ossido Rosso invece rende più o meno acceso il fondo, ne va sempre messo meno di quel che si vuole aggiungere, perché tende ad “accendersi” quando si bagna (con acqua o olio).
Il colore poi può essere ulteriormente aggiustato una volta aggiunto il Biossido di Titanio (C.I. 77891), che va a schiarire il colore.
Se il prodotto andrà miscelato per ottenere un prodotto compatto, in crema o colato è importante fare una prova di colore, perché il mix di ossidi si scurisce o si accende (proprio per la quantità di Ossido Rosso) quando viene “immerso” in un fluido, che sia la semplice acqua (c'è ad esempio chi applica il fondo minerale bagnandolo con semplice acqua o con miscele fissanti acquose come l'acqua fissante di Nevecosmetics), o una crema.
A questo punto, bisogna però aggiungere anche i filler, non esiste una vera e propria regola, dipende da cosa si cerca di ottenere e dal tipo di pelle.
Si possono usare Amido e Caolino se si ha una pelle particolarmente grassa, Talco e Magnesio Stearato per un effetto più duraturo e meno svolazzante, Mica Sericite per un effetto il più possibile non agglomerato, o un mix di vari di questi riempitivi.
Vi consiglio di iniziare facendo grandi quantità di pigmento base (ossidi colorati e Biossido di Titanio), facendo man mano tutte le aggiunte e modifiche, tenendone nota con attenzione, e da lì fare le diverse prove con i filler, così da capire qual'è il modo migliore per utilizzare il resto del “pigmento color carne” già realizzato.
Nevecosmetics ad esempio usa quasi solo Mica Sericite, se vi trovate con il suo fondo, vi consiglio di optare per questo come riempitivo, lavora in modo simile anche Chrimaluxe, anche se non c'è modo di capire se come Mica intende sempre la Mica Sericite (essendo un prodotto per forza di cose matte sono piuttosto certa che sia così), Yves Rocher invece utilizza per il fondotinta minerale in polvere Zinco Stearato, Lauroyl Lysine, Talco e pochissimo olio per rendere il fondo minerale una polvere “semicompatta”, tipo “prodotto polvere-non polvere”, insomma, cercate anche di capire che fondo fare, sulla base delle esperienze che avete con i prodotti commerciali.
Ogni pelle è diversa e sicuramente reagisce in maniera diversa, ma partire dalla propria esperienza è sicuramente un aiuto in più.
Troverete sicuramente dei tutorial per fare un tipo specifico di fondo minerale, come troverete delle ricette ben precise, ma dovete calcolare appunto, che chi le elabora, le elabora per sé, se chi prepara la ricetta ha la pelle secca e voi l'avete grassa, per forza di cose è probabile che non vi troviate bene uguale. Idem se chi prepara il fondo minerale ha un incarnato freddo e chiarissimo, da normanna, non vi potrete trovare se avete la carnagione da latino americana, scura e con il sottotono caldo.
Insomma, come sempre provate, testate, e ragionate, non accontentatevi della pappa pronta, anche se quella può essere un punto di partenza!

Anche per oggi ho concluso!
Alla prossima!

Rasmus

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venerdì 29 gennaio 2016

Come fare un gel di Carbomer - Guida per Apprendisti Spignattatori

Ciao a Tutti,
come ricorderete, tempo fa ho cominciato a scrivere delle piccole guide per chi è da poco che ha cominciato a spignattare.
È da un po' che non scrivo post su questo argomento, e ricomincio proprio ora, visto che mi è capitato di usare il carbomer da solo, dopo un sacco di tempo.

Come vi ho detto più volte, ci sono vari tipi di Carbomer, con differenti caratteristiche di solubilità e resistenza ai sali.
Io ho il Carbomer 340 FD, che userò comunque fino alla fine, nonostante sia lentissimo a sciogliersi, anche se sicuramente per il prossimo acquisto opterò ad un altra versione, più nuova.
In ogni caso, la procedura per la preparazione è la stessa, quello che cambia è solamente il tempo di attesa.

Il primo passo è la dispersione del polimero nella fase acquosa, di solito se faccio una doppia gelificazione preferisco inserire il Carbomer nell'Acqua Distillata e mettere gli idrolati nella sottofase gelificata in modo naturale (Xantana, Carragenine, Alginato ecc...).
Se nel gel vanno inseriti ingredienti a caldo, come ad esempio l'Allantoina, è meglio scaldare prima l'acqua, e successivamente inserire il polimero.
In base alla percentuale d'uso, potrebbe anche essere che la fase già si addensi un pochino a fine solubilizzazione.

Una volta solubilizzato completamente il polimero, la preparazione necessita di essere tamponata da una base.
La soluzione tampone da usare è assolutamente la Soda Caustica, in soluzione al 15 o 20%, io l'ho fatta al 15% per avere una maggiore sensibilità di misura.
In casi eccezionali si possono usare altre sostanze per tamponare, ma sono limitate alla formula specifica in uso, come ad esempio il Sodium Ascorbyl Phosphate.
Io di solito devo usare circa 70-80 gocce di Soluzione al 15% per arrivare a tamponare circa 100g di gel di Carbomer.
L'ideale comunque è procedere lentamente, se possibile continuando a mescolare.
Infatti in quel caso non serviranno troppe misurazioni del pH durante la procedura di gelificazione diretta, quella insomma che viene fatta per un semplice gel, o per gelificare la fase A prima dell'emulsione, vi accorgerete subito dell'innalzamento del pH, molto rapidamente il liquidino appena appena viscoso comincerà a prendere corpo, e nel giro di poche gocce avrà raggiunto la massima corposità.
Attenzione a non superare il pH 6,5, altrimenti il polimero si smonterà irrimediabilmente, a quel punto non ci sarà modo di recuperare il gel.

Le ulteriori aggiunte dovranno essere fatte il più possibile gradualmente, soprattutto se tendono a smontare un pochino i gelificanti sintetici.
Da evitare proprio invece le aggiunte di sali, che smontano proprio del tutto il gel.
Per fare un vero e proprio Gel d'Aloe con il Carbomer ci vuole una procedura particolare, e l'avevo spiegata già in quest'occasione.

Anche per oggi questa semplice guida è pronta!
Alla prossima!

Rasmus

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mercoledì 2 dicembre 2015

Come fare uno scrub!

Ciao a Tutti,
torno con una nuova guida per apprendisti spignattatori, e vi parlo di uno degli argomenti più semplici, con cui potreste cimentarvi.
Vi parlo infatti di come potete realizzare il più semplice cosmetico fatto in casa: lo Scrub.
Si tratta di uno dei più semplici approcci allo spignatto, e che secondo me rende totalmente inutile l'acquisto di un prodotto industriale.
Spesso inoltre è possibile riprodurre ricette che non necessitano nemmeno del conservante, e che quindi possono comunque avere una certa durata, anche se naturalmente non infinita.

La composizione base di ogni scrub è composta di due ingredienti principali: un ingrediente solido, che strofinato sulla pelle risulta in grado di levigarla il giusto: ovvero esfoliarla, ma senza irritarla; e un fluido in cui incorporare l'ingrediente solido.

Per quanto riguarda gli ingredienti solidi, possiamo distinguere due categorie fondamentali:
Ingredienti solubili, e ingredienti non solubili, nella prima categoria abbiamo a che fare con sostanze che a contatto con l'acqua si sciolgono, e che quindi non creano grossi problemi di rimozione, nella seconda categoria abbiamo invece tutto ciò che va rimosso meccanicamente, con attenzione, soprattutto per il rischio che i granuli finiscano negli occhi (il problema che ho sempre io).
Gli ingredienti solubili normalmente utilizzabili sono essenzialmente: Zucchero, Sale e Bicarbonato.
Vanno dispersi in un fluido che però non ne permetta la soluzione prima dell'uso, infatti danno il meglio se abbinati ad ingredienti quali olio o Miele (soprattutto per quanto riguarda l'aggiunta di Zucchero). Lo Yogurt, specie se molto grasso, potrebbe reggere una certa quantità di Sale o Zucchero, ma è probabile che in poco tempo si sciolga troppo prima di poterlo usare.
Assolutamente inadatto invece è qualsiasi tipo di gel puramente idrofilo.

Gli ingredienti insolubili invece permettono una maggiore versatilità, potrete tritare più o meno qualsiasi prodotto reperibile in cucina: Riso (attenzione al frullatore, non tutti i tritatutto riescono a frantumarlo senza rovinarsi), Mandorle, Legumi Secchi, Caffè in Grani, Sesamo, ecc...
Oppure potete sfruttare prodotti già “tritati”, delle diverse dimensioni già disponibili: Farina di Mais, Farina di Cocco, Fondi di Caffé (freschi), Perle di Jojoba (si trovano in alcuni negozi etnici), farine di tutti i tipi, Crusca, ecc...
Insomma potete sbizzarrirvi, per entrambe le alternative, ma potete anche utilizzare degli ingredienti venduti appositamente da alcuni siti di materie prime, come i Semini di Fragole di Aroma Zone, che però risultano carini da vedere, ma anche molto costosi per essere semplicemente lavati via dopo pochi minuti.

La frazione fluida invece può essere più complicata da realizzare, ma molto dipende dal punto di partenza.
Anche in questo caso si può saccheggiare liberamente la dispensa, e le alternative sono varie, ma è importante distinguere gli ingredienti più che altro in relazione all'effetto che possono avere:
Gli oli sono un veicolo perfetto per gli scrub corpo, infatti permettono un lungo massaggio, e allo stesso tempo evitano possibili irritazioni, dato che sono il lubrificante perfetto per far scorrere al meglio anche gli ingredienti più ruvidi come il Sale Grosso o il Riso tritato.
Al contrario, non li trovo un ottimo veicolante per i prodotti viso, infatti l'olio tende a risultare troppo “pesante”, e spesso va lavato via per bene, col risultato di finire con l'avere la pelle troppo sgrassata dopo, inoltre non è necessario utilizzare gli stessi ingredienti solidi, perché sarebbero troppo aggressivi sul viso.
Chiaramente, dato che il prodotto va lavato via, è inutile usare oli costosi, usate l'olio alimentare più economico che avete, andrà benissimo.
Un altro veicolo molto comodo da usare è il Miele, o i suoi equivalenti vegan: Sciroppo d'Agave, Sciroppo d'Acero, Malto ecc...Hanno tutti il vantaggio di poter essere lavati via senza sapone, essendo completamente idrosolubili, ma permettono di massaggiare molto meno tempo lo scrub, infatti li trovo veicolanti perfetti per i prodotti specifici per il viso, dove non serve uno scrub prolungato nel tempo, ma può essere utile avere un prodotto di facile risciacquo.
Nessuno però vieta di usare fluidi diversi: Yogurt, Frutta frullata, Marmellata (chiaramente va scelto un tipo di marmellata piuttosto fluido e non troppo granuloso, insomma di consistenza il più simile possibile al Miele), un Gel, ma anche una crema commerciale che in qualche modo non vi soddisfa e che volete finire in altro modo, è uno dei metodi che si possono usare per riciclare prodotti con brutti ingredienti.
Un'ulteriore metodo per realizzare sul momento uno scrub, ma senza partire dal nulla ogni volta, può essere quello di realizzare un Gel conservato e di aggiungere sul momento la frazione solida fresca, così da non avere un prodotto che può andare facilmente a male, come succederebbe aggiungendo farina o legumi e frutta secchi tritati.
In questo caso vi consiglio di utilizzare Idrossietilcellulosa (Natrosol) o Gomma Xantana, che sono i gelificanti che permettono un massaggio più lungo sulla pelle.

Un'ulteriore variazione sul tema è quella di realizzare uno scrub solido, che in sostanza consiste nella semplice aggiunta di uno degli ingredienti solidi (insolubili) ad una formula “base” per balsami solidi, io ad esempio ho elaborato questa, che prevede una piccola frazione idrofila.

E con questo è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

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sabato 13 giugno 2015

Come Emulsionare a Freddo

Ciao a Tutti,
vi ho già parlato più volte di cosa sia un'emulsione, e di come realizzare semplici emulsioni cosmetiche in casa: sia usando la Lecitina di Soia Granulare, sia usando veri e propri emulsionanti cosmetici, come i diversi emulsionanti a caldo.
Ma quando ci troviamo a dover realizzare un prodotto con una grande quantità di ingredienti termolabili, ma non vogliamo usare la Lecitina Granulare, come si può fare?
L'alternativa sono i numerosi emulsionanti a freddo.
Sono meno numerosi, e meno diffusi di quelli a caldo, ma ce ne sono vari.
Sulla carta permettono sempre di realizzare ottimi cosmetici, senza il problema di dover scaldare gli ingredienti, permettendo così di inserire un sacco di ingredienti carini.

Inoltre, se una crema emulsionata a caldo si separa, non può essere recuperata, questo può succedere invece con un'emulsione a freddo, si tratta sempre di un'occasione per imparare e poter riaggiustare le ricette nel corso della realizzazione. Bisogna però fare molta attenzione anche in questo caso, una crema emulsionata a freddo, se “iperemulsionata”, perde parte della sua “dermocompatibilità”.
Infatti una crema del genere conterrebbe ancora emulsionante libero, nel caso della Lecitina o della Lisolecitina, il problema è relativo, non succede niente, nel caso invece sia stato usato un tensioattivo, avremo, come conseguenza, l'emulsione “continua” anche dei grassi della nostra pelle.
In sostanza, se ci capiterà di bagnarci poco dopo l'applicazione, l'effetto potrebbe essere “leggermente lavante”, e non più nutriente ed emolliente.
Quindi, più che nelle altre emulsioni, è importante la fase di formulazione.

Anche in questo caso, voglio parlarvi più che altro della questione pratica, e mi riferisco sempre alle creme “classiche”, O/A.
Ancora più che per le emulsioni a caldo, la realizzazione delle A/O a freddo necessita molte altre spiegazioni, di un livello ben oltre lo spignatto medio.
Ne parlerò in un articolo dedicato, quando anche io avrò la giusta esperienza.

Vi ho già parlato delle differenze tra i vari emulsionanti a caldo, la differenziazione dei diversi emulsionanti a freddo è meno varia.
Di solito si usano da soli (quasi tutti sono autoemulsionanti e i restanti sono quasi tutti a basso HLB, adatti solamente per le A/O), mentre quelli a basso HLB si usano in accoppiata con un emulsionante idrofilo, spesso un tensioattivo.
Di norma basterà usare la percentuale di prodotto consigliata per la percentuale di grassi che userete, soprattutto per i diversi Sucragel/Gélisucre, per cui cambia subito la consistenza del prodotto.
In ogni caso, si tratta di prodotti con una forza emulsionante estremamente diversa, quindi bisogna per forza riferirsi alla scheda tecnica.
Vi ho già mostrato l'esempio di un'emulsione a freddo fatta con un tensioattivo, accoppiato con un'emulsionante lipofilo a freddo.

Anche nel caso delle emulsioni a freddo, è sempre consigliabile cominciare sempre con emulsionanti già pronti.
Se escludiamo l'AbilCare, siliconico, un prodotto comodissimo con cui iniziare è la Lysolecitina Liquida, che potete vedere in molte mie ricette, ma in commercio esistono anche diversi emulsionanti a freddo “completi”, tra questi abbiamo:
Tego Care LTP (Sorbitan Laurate, Polyglyceryl-4 Laurate, Dilauryl Citrate), purtroppo difficilmente reperibile, lo vende solamente il sito polacco, ma sembra che sia quello che ha resa migliore.
Sucragel CF (Caprilic/Capric Trigliceride, Glycerin, Aqua, Sucrose Laurate)
Sucragel AOF (Prunus Amygdalus Dulcis, Glycerin, Aqua, Sucrose Laurate)
Gélisucre Bio (Glycerin, Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Sucrose Laurate, Citrus Aurantium Dulcis Fruit Water), venduto da Aroma Zone.
In generale, tutti questi tre, vengono recensiti in modo variabile. Probabilmente rendono bene solamente alle precise proporzioni indicate dalle schede tecniche o dagli esempi di ricette. Ho provato in prima persona una ricetta realizzata da una mia amica spignattatrice, e non scia se inserito in una formula con la giusta cascata di grassi.
GC-Emulsol OW (Polyglyceryl 4-Oleyl Ether Olivate), lo vende Glamour Cosmetics, penso si tratti di un prodotto nuovo, non l'avevo mai sentito nominare prima, quindi non vi so dire molto.

Non tutti danno gli stessi risultati, e non tutti sono ben recensiti, altri ancora non sono molto facilmente reperibili, quindi bisogna per forza escluderli se non si ordina da siti particolari o non si trova una farmacia che li procuri.

L'emulsione a freddo è la versione semplificata, a livello pratico, dell'emulsione a caldo. Si procede allo stesso modo, si unisce l'emulsionante alla fase grassa, si mescola fino ad omogenizzazione e infine si procede all'emulsione frullando col minipimer.
I rischi sono più che altro dovuti alla formula, perché se gli emulsionanti non vengono usati alle giuste quantità, si ottiene un prodotto aggressivo, che deterge, al posto di nutrire.
Di solito è ben più veloce da realizzare, dato che non bisogna scaldare niente (a meno che non si inseriscano nella ricetta ingredienti che necessitino l'inserimento a caldo), ma spesso serve una sufficiente gelificazione perché il prodotto regga, dato che l'emulsionante non funge anche da addensante, come quelli a caldo.
Normalmente si utilizzano le stesse proporzioni di emulsionante/grassi che si usano per le ricette a caldo, l'unica variazione sul tema l'ho vista nell'uso del Caprylyl/Capryl Glucoside come emulsionante.
Dato che questo tensioattivo rende le creme un po' appiccicose, ho provato ad usare le proporzioni che ha provato ad usare per prima una spignattatrice del Forum di Lola qui, ovvero ha usato sempre la stessa proporzione di emulsionante/grassi, ma ha invertito le proporzioni tra emulsionante idrofilo e lipofilo, mettendo quindi 2/3 di Ewocream (un emulsionante a basso HLB piuttosto forte) e 1/3 di Caprylyl/Capryl Glucoside.

La ricetta che vi ho mostrato prima effettivamente ha seguito le sue proporzioni, ed è andata benissimo.
Ora, per quest'anno, l'ho rivista con la Lysolecitina, quindi vi dirò come va.

Anche se il procedimento a freddo dovrebbe creare meno problemi, è sempre consigliabile versare la fase grassa in quella acquosa per le emulsioni O/A, anche se difficilmente un'emulsione del genere finirà con il ricottare irrimediabilmente.
Proprio perché è “continua” e non formata solo in quel dato momento del procedimento a caldo.
Potete sperimentare l'emulsione inversa solamente in quelle creme a bassissimo contenuto di grassi, dove difficilmente potrebbe formarsi un'emulsione O/A.
Anche per l'emulsione a freddo valgono le stesse indicazioni per l'uso del minipimer o anche del semplice sbattitore (molte volte ha funzionato benissimo anche quello, nel mio caso con la Lisolecitina): 
1) versare a filo, poco alla volta, i grassi
2) frullare piano all'inizio (velocità bassa) e aumentare gradualmente.
3) In base alla quantità di crema frullare più o meno a lungo

In generale, le emulsioni a freddo non prevedono una cospicua fase C, quasi tutti gli ingredienti possono benissimo essere inseriti in precedenza, dato che non serve scaldare per fare l'emulsione.
Uniche eccezioni sono di solito: ingredienti “pronti”, già pre-emulsionati, come lipo/nanosomi (che poi non possono nemmeno essere frullati), Ceramidi (tipo SK-Influx, che ha l'aspetto di una specie di cremina), fragranze/oli essenziali, sostanze che è meglio inserire “distanziate” (es. Ialuronato e Pantenolo), sostanze che è meglio inserire alla fine dopo aver verificato il pH (come Urea, Niacinamide) e coloranti. A volte anche il conservante, ma dipende sempre dalla formula.

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima, e buona emulsione!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, il Forum di Natura e Bellezza, Biodizionario.it, Promiseland.it e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione