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martedì 20 settembre 2022

Sapone Riciclo… Effetto Frullato alla Fragola!

Ciao a Tutti!
Torno con una nuova ricetta di Sapone, questa in particolare è una ricetta di “riciclo”, dato che ho utilizzato come coloranti dei vecchi, vecchissimi prodotti di Make Up.
Inizialmente ho provato a realizzare uno swirl, poi, non saponificando da molto tempo, ho sbagliato, frullando troppo il sapone, per paura che solidificasse troppo in fretta.
Il risultato è stato che in alcuni punti non si è completamente solidificato, ho così preparato un rilavorato, andando a scaldare nuovamente il sapone e a rifrullarlo per bene.
Ovviamente in questo caso sono andata a perdere la lavorazione iniziale, ma devo dire che l’effetto mi è comunque piaciuto, è venuto comunque un bel colore!


Ma partiamo dall’inizio!

Ecco la ricetta:



vi ho postato direttamente l'immagine della stampata di Soap Calc, dato che ho usato questo calcolatore, ve ne ho già parlato qui.
Si tratta, ovviamente, di una semplice saponificazione a freddo, come tutte le altre, vi rimando al link soprattutto per quanto riguarda le procedure di sicurezza.
Come negli altri casi in cui uso grassi solidi, il primo step, ancora prima di iniziare, è scaldare i grassi come Palma e Cocco, questo è uno dei saponi che ho realizzato durante la quarantena del 2022, l’avessi fatto quest’estate probabilmente non avrei dovuto nemmeno scaldare l’Olio di Palma! 😅
In questo caso non ho usato grassi delicati, quindi ho lasciato da inserire a nastro solamente l’Oleoresina di Rosmarino e la fragranza, in questo caso ho scelto Scottish Blossom Honey.

Una volta preparata la fase grassa, e lasciata a riposo, si può come sempre andare a preparare la soluzione di Soda, con tutte le protezioni necessarie: Mascherina, Protezione per gli occhi e soprattutto Guanti.
Così protetti si va a pesare la Soda Caustica in un qualsiasi contenitore di plastica, io ad esempio utilizzo e riutilizzo i barattolini lavati di budini/yogurt, sono comodi perché leggeri, basta poi sciacquarli per bene, dato che la Soda è estremamente solubile in Acqua, e sono sicura che il materiale non reagisce in alcun modo con la Soda (a rischio invece ciotoline di alcuni metalli).
Lo sottolineo ogni volta, è molto importante che non si formino grumi di Soda sul fondo del contenitore, altrimenti si rischia di dover buttare via tutto il sapone!
Una volta pronta la soluzione di Soda Caustica, e lasciata un po' sbollire, si possono fare le aggiunte, come il Sodio Gluconato.
In questo caso anche il Sodio Gluconato va mescolato un bel po' prima che si sciolga del tutto.

Dovendo anche andare a fare una lavorazione particolare, va preparato in anticipo anche lo stampo di legno foderandolo con la carta da forno.
In attesa che la Soda sia scesa a 45°C ho provveduto a preparare una pentola a bagnomaria con i due contenitori necessari a suddividere la pasta di sapone nelle due colorazioni.
Nel mio caso, per ottenere il “Rosso” ho sfruttato sia prodotti in Stick (una mina di matita automatica viola, qualche rossetto dal fuxia al rosa, al rosso), sia polveri (blush e/o ombretti in polvere libera), mentre per il bianco ho usato solo Biossido di Titanio e un ombretto in polvere libera bianco con una leggera perlescenza.
Ho quindi provveduto a sciogliere i prodotti cerosi, aggiungendo un paio di cucchiai di base grassa del sapone già pronta, aggiungendo solo in seguito le polveri, mentre per il bianco ho solo aggiunto le polveri ai due cucchiai di grassi misti.

A questo punto, il raffreddamento è sicuramente avvenuto, e si può cominciare, preparando giusto in anticipo l'area di lavoro.
Una volta pronto tutto: ben sciolte le polveri coloranti nei due bicchieri, rinfrescata la Soda, scaldati i grassi a 45-50°C si può cominciare!
L’ultimo step è inserire Oleoresina di Rosmarino e Fragranza al volo, poco prima di iniziare a frullare, e poi si comincia: si comincia a versare la soluzione di Soda (che sarà un po' meno liquida, ma si versa tranquillamente senza difficoltà) e si frulla delicatamente all'inizio, e un po' più vigorosamente dopo.
Io in questo caso ho fatto tutto un po’ troppo in fretta, quindi ho mantenuto la pasta di sapone decisamente liquidina, adattissima per lo swirl, ma ho poi ottenuto un sapone leggermente instabile.

Lo step successivo è stato quello di versare nei due contenitori la pasta di sapone ottenuta nella pentola, mescolando per bene per omogeneizzare il più possibile i due colori.
Facendo il tutto il più in fretta possibile si vanno a versare alternativamente i due colori nello stampo, andando a sovrapporre ogni volta la versata.
Nel mio caso è visibile “il rimbalzo”, sintomo che appunto, il sapone era ancora troppo liquido, e andava frullato ancora un minutino scarso.
Una leggerissima viscosità in più avrebbe portato ad una maggiore stabilità dei due colori, che si sarebbero mischiati di meno.

In ogni caso me ne sono resa conto quasi subito, al ché non ho nemmeno effettuato gli “zig zag” con lo stecchino per realizzare lo swirl, ma ho lasciato lì il sapone, consapevole che avrei provveduto a rilavorarlo.

La Rilavorazione:

Non ho fatto altro che tagliare a pezzetti il sapone addensato (non completamente asciutto), senza stare a fare la solita attenzione, dato che avrei comunque dovuto rifrullarlo, e l’ho sciolto in pentola con un paio di cucchiai d’acqua, mescolando attentamente.
Essendo un sapone appena fatto si è sciolto senza troppa difficoltà, e non ho dovuto aggiungere molta acqua, come invece può capitare con un sapone che ha già fatto un po’ di stagionatura.

Il risultato non mi ha comunque deluso, perché in sé il sapone è buono ed è anche uscito un bellissimo color “Frullato alla Fragola”!
Avendo aggiunto un goccino d’acqua per risciogliere il sapone ho lasciato stagionare il sapone un po’ più del solito… poco più di un anno! 😅
Non per altro… ma perché avevo ancora tante scorte da finire prima e l’unico “Sapone della Quarantena” è rimasto nascosto a lungo!
Ho così cominciato a testare il sapone all’inizio dell’anno scorso, e mi è venuto in mente solo ora che non vi avevo più pubblicato il post!

Anche per oggi ho finito!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Ecobiocontrol.it, la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie personali maestre di saponificazione

venerdì 29 novembre 2019

Ricetta per un... Sapo-Lattuga!

Ciao a Tutti!
Torno con una nuova ricetta di Sapone, ovvero il Sapo-Lattuga!
Si tratta, sostanzialmente, di un sapone dove l'acqua non è altri che Lattuga!
Ho deciso di fare questo sapone non solo per provare ad utilizzare un metodo di colorazione completamente naturale, ma anche perché avevo effettivamente della Lattuga ormai immangiabile, si trattava di piante ormai andate in semenza, e che ho preferito usare così, piuttosto che buttarle nel bidone del verde!



Si tratta, ovviamente, di una semplice saponificazione a freddo, come tutte le altre, e vi rimando alla procedura e alle informazioni di base indicate nei precedenti post:

Ricetta:



vi ho postato direttamente l'immagine della stampata di Soap Calc, dato che ho usato questo calcolatore, ve ne ho già parlato qui.
Vista la colorazione verde, ho optato per un mix odoroso ugualmente verde: Fragranza Gurke (ovvero Cetriolo) di Gisella e due tipi di Olio Essenziale di Menta: Spicata ed Arvensis.
Come ormai faccio spesso, non ho inserito il mix a nastro, ma direttamente negli grassi.

Dato che in questo caso la saponificazione è “particolare”, va considerato che ho elaborato la ricetta a partire dalla quantità di Lattuga che avevo, infatti sono partita con il tagliare finemente l'insalata raccolta e lavata, per poi frullarla con il Minipimer.
Non è un procedimento rapido purtroppo, ci vuole un po' di tempo, se compariamo ad ogni altro metodo di preparazione del sapone.
Una volta che l'insalata si è trasformata in una sorta di “frullato” si può pesare in un contenitore, e da lì, si costruirà la ricetta.
Al limite potete pesarla prima e fare qualche piccolo ritocco aggiungendo all'ultimo dell'acqua, questo effettivamente potrebbe rendere il sapone più chiaro, ma facilitare di molto i conteggi!

Come vi ho già detto, io utilizzo il metodo a freddo, quello che vi ho illustrato nella guida sulla saponificazione casalinga, quindi non farò scaldare nessun olio oltre i 45°C e sfrutterò il calore generato dalla soluzione di Soda, attendendo che si dissipi fino ai 45°C appunto.
Il problema, in questo, ma come in altri casi, nasce quando si utilizzano dei grassi solidi, infatti il primo step, ancora prima di iniziare è scaldare i grassi come Palma e Cocco (a meno che non faccia caldissimo, e non siano già liquidi entrambi!).
Quando sono stati pesati gli oli liquidi (oltre a quelli appena sciolti), si può procedere scaldando la pentola dei grassi fino a che anche la Cera di Soia si sia sciolta, poco sopra ai 50-55°C.
Va invece lasciato da parte il Burro di Cacao, che si andrà a inserire quando si sarà tornati ai 45°C, insieme all'Oleoresina di Rosmarino.

Una volta preparata la fase grassa, si può come sempre andare a preparare la soluzione di Soda, con tutte le protezioni: Mascherina, Protezione per gli occhi e soprattutto Guanti.
Così protetti si va a pesare la Soda Caustica in un qualsiasi contenitore di plastica, io utilizzo e riutilizzo i barattolini lavati di budini/yogurt.
In questo caso, la Soda andrà girata con attenzione nel contenitore con il frullato di Lattuga, ci metterà un po' di più a sciogliersi, ma contribuirà a rendere il frullato ancora più liscio, anche se ne spegnerà un pochino il colore (quello è inevitabile).
È importante che non si formino grumi di Soda sul fondo del contenitore, altrimenti si rischia di dover buttare via tutto il sapone, perché rischioso da usare, basterà mescolare.
Una volta pronta la soluzione di Soda Caustica, e lasciata un po' sbollire, si possono fare le aggiunte, come il Sodio Gluconato (ma potreste anche aggiungere zuccheri o Seta ecc...).
In questo caso anche il Sodio Gluconato va mescolato un bel po' prima che si sciolga del tutto.

A questo punto, in attesa del raffreddamento si può preparare prima l'area di lavoro: il minipimer deve poter arrivare comodamente alla pentola dei grassi, e le spatole devono essere a portata di mano.
Inoltre si può provvedere anche alla “decorazione” del sapone, preparando la fragranza. Io devo ammettere che sono andata molto a naso, ho finito il poco Olio Essenziale di Menta Arvensis e ho aggiunto, a naso, fragranza Gurke e Olio Essenziale di Menta Spicata, fino a soddisfazione (stando ovviamente nella quantità indicata, i 30 g).

Dato che non inserisco più praticamente a nastro, butto la fragranza direttamente nella pentola degli oli quando sono proprio lì pronta a frullare, dopo aver sciolto del tutto Burro di Cacao e Oleoresina di Rosmarino con qualche mescolata (il calore residuo degli oli è più che sufficiente).

Una volta che Grassi e Soda sono pronti (entrambi intorno ai 50°C), non si fa niente di diverso dal solito, si comincia a versare la soluzione di Soda (che sarà un po' meno liquida, ma si versa tranquillamente senza difficoltà) e si frulla delicatamente all'inizio, e un po' più vigorosamente dopo.
Il sapone come sempre comincerà ad addensare un filo, a quel punto bisogna prontamente versarlo negli stampi.

Visto che la colorazione era solo al primo test, ho scelto di realizzare un semplice sapone liscio, monocolore, utilizzando gli stampini di silicone per avere forme carine, il risultato ammetto che non è il bel verde che mi aspettavo, e che ho anche visto realizzare da altri saponai... non so però da cosa dipenda, forse non dipende tanto da me, ma da qualità non visibili dell'insalata... o forse sono comunque troppo gialli gli oli che ho usato.
Resta comunque un colore diverso dal solito quantomeno, riproverò certamente usando meno oli giallastri, come l'Oliva, ma in quel momento lo dovevo proprio finire!

Prima di rimuovere il sapone dagli stampi di silicone si dovrà attendere alcuni giorni, nel mio caso, avendo preparato il sapone in un periodo caldo, mi sono bastati due giorni, pur essendo stampi in silicone, in questa stagione probabilmente non ne sarebbero bastati 3, e avrei dovuto congelare gli stampi.

Anche per oggi ho finito!
Spero proviate anche voi a fare questo sapone!
Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie personali maestre di saponificazione

lunedì 6 maggio 2019

Ricetta per il Sapone Alcanda Plus! Sapone con Alcanna e Lavanda!

Ciao a Tutti!
Oggi vi presento una nuova ricetta per un sapone, in realtà è una ricetta su cui lavoro da quasi 2 anni!
Il progetto è nato dalla mia intenzione di realizzare un sapone “Alcanda”, ovvero così battezzato per l'uso di Radice di Alcanna come colorante viola, e l'Olio Essenziale di Lavanda come profumazione.
In realtà il progetto mi ha portato via un sacco di tempo, perché non è stato possibile ottenere il risultato voluto!

L'Alcanna è una radice tintoria che teoricamente dovrebbe colorare di viola, un viola piuttosto caldo e delicato, questo è un esempio del sapone che avevo realizzato in gruppo con l'Alcanna qualche anno fa:


Purtroppo ho cercato di replicare questo risultato per la colorazione, e dopo diversi tentativi infruttuosi, usando la Radice di Alcanna di Zenstore e diversi tipi di Olio vegetale per l'infusione... mi sono arresa, e ho deciso di realizzare il sapone “Alcanda Plus”, ovvero aiutando il colorante naturale, viola, con il riciclo di qualche prodotto di Make Up di colore Viola.
Ho aggiunto quindi diversi pigmenti minerali di Nevecosmetics, un vecchio matitone viola shimmer che non usavo più da tantissimo tempo, la mina della matita automatica Yves Rocher che ormai era inutilizzabile ecc...

Purtroppo il risultato che non ho ottenuto ho concluso che non poteva essere dovuto solo all'olio usato (inizialmente ho macerato l'Alcanna in Olio di Oliva, troppo giallo per estrarre bene il viola, con la saponificazione finisce per far virare al marrone), o al tempo di estrazione, dato che anche estraendo in Olio di Riso, un olio molto chiaro e poco giallognolo, ed allungando l'estrazione anche oltre al mese ho ottenuto risultati simili, pur usando nel resto della formula oli poco “gialli”, come Palma (non l'Olio di Palma Rosso) e Cocco.
Probabilmente dipende da diversi raccolti della radice e/o dalla selezione dell'estratto.
Insomma... sono stata sicuramente sfortunata!

Insomma, dopo tutta questa serie di tentativi... vi mostro la ricetta che ho finalmente deciso di pubblicare!
Potete tranquillamente provare a fare un tentativo anche senza aggiungere pigmenti viola, magari la vostra Alcanna è buona, e non tirerete fuori marrone o grigio!

Come le altre volte, non starò a ripetere per intero la procedura e le informazioni di base, potete trovare qui tutte le informazioni generali su sapone e saponificazione:

Ricetta:


Oleolito di Alcanna:

25g Alcanna
500 g Olio (meglio preferire oli chiari, come Sansa di Oliva, Olio di Riso, o perché no, in estate Olio di Cocco!)

Nel sapone ne va usato dai 200 g di Oleolito per ogni kg di Grassi in su, in base a quanto si vuole intenso il colore (consiglio di testare prima l'Alcanna a 200 g per kg, poi se il colore non viene marrone si può salire).

Dato che ormai i tentativi per variare gli oli sono risultati infruttuosi... per la versione Alcanda Plus ho deciso di usare abbondanza di Olio di Oliva, sia per il macerato, che per l'aggiunta, dato che ne avevo molto da smaltire, e in generale lo apprezzo molto come componente del sapone.

Sapone Alcanna:


Procedimento:

Considerando già pronto l'Oleolito di Alcanna, a cui serve un tempo di macerazione tra la settimana e il mese (poi si può anche andare avanti... ma può essere che non cambi nulla), si parte come al solito: sciogliendo i grassi solidi, in questo caso Cocco e Palma.
Nello stesso bagnomaria, ho inserito anche i cosmetici colati che volevo aggiungere per “rinforzare” il viola un po' scarsino della mia Alcanna.
Per facilitare quest'ultima operazione, una volta completata la pesa degli oli nella pentola, ho aggiunto qualche cucchiaiata di olio, già pesato, nel bicchierino in cui stavo scaldando matite e rossetti, così da poter abbassare la temperatura, che altrimenti dovrebbe rimanere quella delle cere contenute nei prodotti di Make Up colati.
Una volta sciolti Palma e Cocco, si procede pesando loro, Cera di Soia (che è un grasso idrogenato), e tutti gli oli della ricetta nel pentolone in cui si andrà a saponificare, mentre si peseranno in contenitori a parte Karité e Cacao, da aggiungere solo alla fine.
La stessa frazione di Oleolito filtrato, la aggiungo solamente alla fine, prima di inserire i burri.
La presenza di Cera di Soia, infatti, che io solitamente aggiungo per indurire un po' il sapone, rende necessario alzare un po' la temperatura degli oli, sopra ai 45°C, e solamente quando si è quasi pronti a saponificare si possono aggiungere i due burri, che sono più delicati.

Come sempre, si andrà a preparare la soluzione di Soda, seguendo le solite istruzioni di sicurezza.
Mentre si attende il raffreddamento della soluzione di Soda e della pentola degli oli, si può procedere con la “decorazione” del sapone.
Si comincia con l'inserire nel pentolone anche l'Oleolito di Alcanna (se si hanno difficoltà con la pentola calda si può pesare in precedenza la quantità giusta di Oleolito in un altro contenitore).
Poi, nel mio caso, procedo con il disperdere per bene i prodotti di Make Up di riciclo che ho voluto inserire: prima i colati sciolti a bagnomaria (già allungati con olio), poi le polveri.
Il secondo step “decorativo” riguarda la fragranza, nel mio caso Olio Essenziale di Lavandino, durante i tentativi ho esaurito l'Olio Essenziale di Lavanda, e ho avuto occasione di prendere quello di Lavandino al suo posto, leggermente più delicato, ma che non cambia il “timbro” dell'aroma.

Una volta che le temperature sono scese abbastanza (circa 50°C), sia dei grassi, che dell'alcale, si possono fare le ulteriori aggiunte: ai grassi si possono aggiungere i burri a parte, e alla Soda il Sodio Gluconato.
Ho evitato di aggiungere alla ricetta l'Oleoresina di Rosmarino, dato che tende ad aggiungere verde, e renderebbe più marrone il sapone.
Quando finalmente grassi e Soda, con le ulteriori aggiunte, avranno entrambi 45°C di temperatura, si può proseguire con la saponificazione, io aggiungo a questo punto la fragranza ai grassi.

Come sempre, per procedere alla saponificazione bisogna cominciare con il versare lentamente l'alcale nei grassi, muovendo bene il minipimer in tutte le direzioni.
Il sapone raggiunge il nastro abbastanza in fretta, quindi non è necessario frullare a lungo, per far sì che negli stampini non rimangano molte bolle, consiglio di non attendere troppo e di versare il più in fretta possibile.
Come dicevo anche in altre occasioni, la mossa più importante da fare è “sbattere” gli stampi, prima ancora di andare a stendere tutto il prodotto con la spatola, altrimenti la pasta sarà già troppo densa e non raggiungerà gli angoli.

Una volta messo negli stampi e livellato, il sapone deve solamente asciugare e rapprendersi per circa 24h (dipende molto dalla temperatura e dall'umidità della stanza), ma dipende molto anche dal tipo di stampo usato. 
Purtroppo questo tipo di pasta di sapone, tende ad addensarsi un po' troppo in fretta per le mie capacità, e in alcuni stampi finisce per fare un po' troppe bolle.

Ci vorrà una stagionatura di circa 2-3 mesi per poter usare il sapone, non è un sapone 100% Oliva, ma qualsiasi sapone migliora con la stagionatura, quindi, più si ha pazienza, più il risultato durante l'uso sarà soddisfacente.


Spero che vi piaccia questa ricetta, o quantomeno l'idea dietro, magari provandoci sarete più fortunati con l'Alcanna, e non avrete bisogno delle aggiunte che ho dovuto fare io!
Fatemi sapere se proverete questa ricetta, e come vi verrà!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 16 gennaio 2019

Sapone 100% Oliva

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di un nuovo sapone, in questo caso la ricetta più semplice possibile: solo Olio di Oliva!
L'ho fatto principalmente per esaurire le scorte di Olio di Oliva che avevo in casa, e che ormai andavano rinnovate, ma è comunque un sapone valido da fare, a priori, con solo alcune accortezze:
  • Lunga stagionatura
  • Uso tassativo in un porta sapone con scolo dell'acqua, meglio se in legno, dato che assorbe
  • Consistenza che rimarrà sempre e costantemente più morbida di un sapone realizzato con diverse fonti di grasso
È un semplicissimo sapone basic sufficientemente delicato.


Come le altre volte, non starò a ripetere per intero la procedura e le informazioni di base, potete trovare qui tutte le informazioni generali su sapone e saponificazione:


Ricetta:


Procedimento:

Come sempre parlo del metodo a freddo, che in questo caso comporta solo la semplice variazione di usare un solo olio vegetale.
In questo caso la parte più lunga della preparazione riguarda la preparazione della Soda, con conseguente scioglimento del Sodio Gluconato, che a differenza dell'Etidronato, che ho sempre usato fino ad ora, è in forma solida, e va sciolto ad alcale raffreddato.

Quindi, a differenza del solito, la cosa migliore è cominciare pesando Acqua e Soda, andando così a preparare l'Alcale, ovviamente con tutta l'attenzione alla sicurezza!
Una volta che l'Alcale sarà sceso sotto i 50-55° C si può procedere aggiungendo anche la dose corretta di Sodio Gluconato.
Non so se è solo il mio caso, ma ci mette abbastanza tempo a sciogliersi, e bisogna mescolare più volte prima di procedere a saponificare, quindi c'è tutto il tempo per il resto della preparazione.

A questo punto si può passare agli oli, e in questo caso è tutto super semplice: basterà pesare la quantità di Olio di Oliva necessaria in una pentola, e di fatto l'unica ulteriore aggiunta è l'Oleoresina di Rosmarino, io per ulteriore comodità l'ho aggiunta subito.

Da qui in poi si può procedere seguendo la classica lavorazione: si cercherà di raggiungere i 45°C sia con la pentola degli oli, scaldando, sia con la Soda, attendendo il raffreddamento.
Durante l'attesa si può pensare alla “decorazione” del sapone, nel mio caso ho deciso di riciclare un mix di ombretti verdi shimmer che non usavo più, come sapete non sono particolarmente interessata alla decorazione, soprattutto se il sapone è per me.
Il risultato personalmente mi ha soddisfatto, è stato un accettabile Verde Oliva!
Per quanto riguarda la fragranza, ho scelto quella “saponificabile” con la sensazione più “verde” possibile, e non potevo che scegliere Gurke di Gisella Manske!
I pigmenti vanno inseriti subito nell'olio, e per comodità io inserisco subito lì anche la fragranza, soprattutto in questo caso, dove non ha senso complicarsi la vita!

A questo punto si può, come sempre, procedere alla “bardatura” protettiva, e si può saponificare: quando sia pentola dei grassi, che Soluzione di Soda Caustica avranno entrambi 45°C di temperatura, si può cominciare con il versare poco alla volta la Soda negli oli, idealmente a filo.
Mentre si versa è necessario muovere il minipimer in tutte le direzioni, così da prendere per bene tutta la pasta di sapone.
Il sapone sarà pronto da versare, quando avrà raggiunto una consistenza cremosa, e comincerà a cambiare il modo in cui viene frullato dal minipimer.
Questa volta ho voluto cimentarmi in una decorazione nuova: il taglio del sapone.
A questo scopo, nonostante la pasta monocolore, ho utilizzato lo stampo rettangolare di legno, e ho successivamente tagliato “a fette” il sapone, per poi lavorare le singole saponette.

Come sempre, una volta versato il sapone negli stampi, si dovrà attendere circa 24h prima di rimuoverlo, dopo questo lasso di tempo è possibile procedere al taglio, come sempre va rigorosamente bagnato il coltello prima di ogni taglio, e lavato (per rimuovere eventuali residui) e passato con un panno subito dopo ogni taglio.
Questo permette un taglio regolare, e di limitare il più possibile difetti come scaglie che si staccano o deformazioni da “effetto ventosa”.

Una volta indurito, data la composizione particolare, bisognerà aspettare anche quattro mesi prima di usarlo, ma più si aspetta, meglio è, soprattutto in questo caso specifico, visto che il sapone migliorerà ancora la texture con la stagionatura.
Dopo circa 4-5 mesi comunque sarà abbastanza duro da poter essere usato tranquillamente, basterà fare attenzione alla collocazione, dovrà scolare il più possibile, meglio se su un portasapone di legno, e nei periodi o nelle case più umide può essere utile alternare i saponi, così da non farli ammollare troppo.


Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, Promiseland.it e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie fantastiche maestre di saponificazione!

martedì 3 aprile 2018

Sapone Delicatissimo Viso Bis! Nuova Versione della Ricetta!

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di una nuova ricetta, visto che mi sono trovata molto bene con il mio Sapone Delicatissimo Viso una volta finito (ed effettivamente ci ho messo davvero tanto!) ho voluto rifarlo, ma ho deciso di variare un po' la ricetta, provando alcune piccole varianti.
In particolare questa volta ho voluto sperimentare la saponificazione con Alcale Misto, dato che ho finalmente a disposizione la Potassa, grazie alla collaborazione con Zenstore.


La ricetta mi soddisfa ugualmente, e ho notato poche differenze nella resa del sapone, è sempre ugualmente delicato, e la consistenza è cambiata davvero poco, cambia più con la stagionatura, che non con le piccole differenze nella formula.

Ricetta:


Procedimento:

Come sempre non starò a ripetermi con la procedura, potete trovare qui tutte le informazioni generali su sapone e saponificazione:


Quando parlo di ricette di sapone, parlo sempre del metodo a freddo, quindi come prima cosa inizio sciogliendo i grassi solidi: Cocco e Palma in primis, pesando poi la giusta quantità insieme all'Olio di Riso.
Una volta messi insieme questi ingredienti aggiunto gli emulsionanti, raggiungendo la necessaria temperatura perché si sciolgano.
Dato che gli emulsionanti per forza di cose rendono necessaria una temperatura superiore a quella della classica saponificazione a freddo, la cosa migliore è iniziare subito dai grassi, e lasciar quindi raffreddare la pentola dei grassi sotto i 71°C prima di inserire il Burro di Karité.

Dato che in questo caso va preparato un alcale misto, è importante calcolare bene le quantità, vanno pesati separatamente i due ingredienti, e inseriti nel solito modo nell'acqua.
Anche in questo caso è importante fare tutto quanto in sicurezza e con le giuste protezioni.

Una volta che le temperature sono scese, sia dei grassi, che dell'alcale, si possono fare le ulteriori aggiunte: ai grassi si può aggiungere il Karité, si scioglierà lentamente, ma non sarà necessario scaldare, basta inserirlo quando la pentola è intorno ai 45°-50°C.
Dato che ne ho inserito molto, non ho deciso di inserirlo a nastro, idem la fragranza, corro meno rischi buttandola nei grassi, e così ho fatto, insieme all'Oleoresina di Rosmarino.
Di solito per non sprecarne, di quest'ultima, la peso direttamente nel Karité, schiacciato a “coppa” nella ciotolina, così da inserirli insieme, senza perdere prodotto, che essendo viscoso, non si rimuove facilmente dai contenitori dove viene pesato.

Dato che da tempo avevo esaurito l'Etidronato, ho inserito in formula un po' di Acido Citrico, aumentando anche la quantità di Soda, così da formare il Sodio Citrato, un chelante sicuramente più blando, ma che almeno sarà meglio di niente (purtroppo l'Etidronato è da un po' che risulta out-of-stock in un sito da cui acquisto, e non ho avuto occasione per un po' di ordinare qualche altro chelante altrove.).

Quando finalmente grassi e Soda avranno entrambi 45°C di temperatura, si può proseguire.
In questo sapone non ho previsto “decorazione”, dato che mi serve per il viso, e lo voglio il più delicato possibile.
Come sempre per procedere alla saponificazione bisogna cominciare con il versare lentamente l'alcale nei grassi, muovendo bene il minipimer in tutte le direzioni, con piccole quantità come queste, comunque, non servono grandi manovre.
Il sapone raggiunge il nastro abbastanza in fretta, quindi non è necessario frullare a lungo, per far sì che negli stampini non rimangano molte bolle, consiglio di non attendere troppo e di versare il più in fretta possibile.
Come dicevo anche nell'ultima volta, la mossa più importante da fare è “sbattere” gli stampi, prima ancora di andare a stendere tutto il prodotto con la spatola, altrimenti la pasta sarà già troppo densa e non raggiungerà gli angoli.


Anche questa volta mi è venuta una pasta di sapone molto marroncina durante la lavorazione, ma il sapone, come l'altra volta, da indurito sarà solo leggermente ambrato, anzi, quasi più bianco dell''ultima volta.
Uno dei motivi per cui non ho aggiunto coloranti è che risulta rischioso aggiungere pigmenti minerali, che per definizione sono ossidanti, ad un prodotto così delicato, dato il surgrassamento.

Una volta messo negli stampi e livellato, il sapone deve solamente asciugare e rapprendersi per circa 24h (dipende molto dalla temperatura e dall'umidità della stanza), ma dipende molto anche dal tipo di stampo usato. Più gli stampini sono piccoli, come nel mio caso, prima si addenserà il sapone e sarà possibile toglierlo dagli stampi.
Purtroppo questo tipo di pasta di sapone, molto surgrassata, rimane molto morbida a lungo, anche nel lungo periodo, quindi vi consiglio stampini il più semplici possibile (nel mio caso avevo poca scelta, dovevo portarmi i saponcini in viaggio).

Ci vorrà una stagionatura di circa 2 mesi per poter usare il sapone, in questo caso è consigliabile non attendere troppo, dato che il sapone è molto delicato.
Non si tratta di un sapone per cui cercare l'indurimento, piuttosto un sapone che si sà, sarà morbido e cremoso all'uso.
Può piacere o non piacere, motivo per cui, se preferite i saponi duri e consistenti, questo non è il sapone giusto per voi, potrebbe solo farvi perdere tempo e materie prime.

Anche per oggi ho finito! Spero che vi piaccia anche questa insolita ricetta!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

venerdì 8 dicembre 2017

Ricetta per un Sapone Lava-Pennelli!

Ciao a Tutti!
Questa volta la mia ricetta saponifera non è “standard”, questa volta ho deciso di realizzare un sapone per lavare i pennelli per il trucco!
Non è che il classico sapone liquido di riciclo non vada bene... però sto cominciando a truccarmi più spesso di prima, ed effettivamente lavare spesso i pennelli con le mani, anche in pieno inverno, me le fa screpolare un sacco!
Per limitare il più possibile il contatto con l'acqua... ho deciso di realizzare un sapone in vasetto, un po' come il classico Sapone da Barba che avevo fatto mesi fa.


Dato che uno dei limiti del sapone è la mancanza di “pulizia meccanica”, ho deciso di arricchire il sapone con granelli, realizzando quindi una sorta di Sapone-Scrub, ma dato che le fibre dei pennelli naturali sono delicate, ho deciso di usare l'Amaranto, che avevo già sperimentato in un sapone che mi era stato passato da un'amica, e che mi sembrava perfetto per aggiungere quel che manca al sapone, non mi pare che sia tanto diverso dai “pallini” degli affari pulisci-pennelli in silicone! Però in versione biodegradabile!

Ricetta:


*Amaranto circa 1/3 dei grassi

Dato che Soap Calc non comprende l'Alcol Cetilico fra i grassi, l'ho sostituito con l'Acido Laurico, perché per comodità quadrassero i conti sul peso totale e dei singoli grassi.
Ho dimenticato di riportare le fragranze che ho usato, ho provato ad usare la fragranza Nivea di Glamour Cosmetics.

Non starò a ripetermi con la procedura, potete trovare qui tutte le informazioni generali su sapone e saponificazione:

Saponificazione
Storia del Sapone
Meccanismo Detergente del Sapone
Procedura della Saponificazione a Freddo

Procedimento:

Come per il Sapone da Barba che ho realizzato nell'ultimo anno, nonostante il sapone venga colato nei vasetti, la procedura di base non differisce essenzialmente da quella della normalissima saponificazione a freddo, l'unica sostanziale differenza sta nella quantità, vi consiglio di non superare i 300 g, viene fuori già una bella quantità di sapone, grazie anche all'Amaranto.

Come sempre nella saponificazione a freddo, bisogna cominciare sciogliendo i grassi solidi prima di pesarli, in questo caso l'Olio di Cocco.
Una volta sciolto tutto il barattolo in un bagnomaria tiepido, si può cominciare a preparare la pentola dei grassi.
Dato che si deve andare a sciogliere anche l'Alcol Cetilico, ma soprattutto l'Esterquat, pesati da solidi, bisogna scaldare un po' più del solito, superando anche i 100°C.
Rispetto alla classica saponificazione a freddo, qui tocca tenersi a temperature più alte, per non far riaddensare l'Esterquat.

Mentre si lascia a scaldare il pentolino dei grassi, si può cominciare a preparare anche la soluzione di Soda, tenendo conto tutte le necessarie precauzioni che vi allego sempre all'inizio.
Proprio perché la pentola dei grassi va lasciata molto calda, vi consiglio di lasciar raffreddare un po' più a lungo la Soluzione di Soda, almeno più del solito.

Mentre si attende che le due fasi siano alle giuste temperature, potete preparare già la giusta quantità di Amaranto, che andrà buttato nel sapone e mescolato rapidamente prima che si addensi troppo.
È utile anche avere già pronti più contenitori di quelli che si pensano necessari, dato che aggiungendo l'Amaranto, si arriverà quasi al doppio del volume occupato dal solo sapone.
Dato che non è un vero e proprio sapone per la pelle, io non ho dato molta importanza alla “decorazione”, quindi ho utilizzato poca fragranza, giusto perché il sapone non odori di solo “umido”, e l'ho messa direttamente negli oli, nonostante l'alta temperatura, giusto prima di emulsionare.
Oltre a questo, non ho messo nessun colorante, già il semplice sapone di Olio di Cocco viene molto bianco e candido, il ché secondo me lo fa già apparire bello alla vista.

Una volta che si è pronti a saponificare, per una piccola quantità di prodotto, come quella che ho realizzato io, basteranno poche frullate di minipimer versando abbastanza in fretta tutta la Soda, e si otterrà già una pasta di sapone piuttosto densa e che va scodellata abbastanza rapidamente.
C'è giusto il tempo di inserire l'Amaranto e mescolare rapidamente, per poi scodellare per bene la pasta di sapone nei contenitori, prima che si addensi troppo, lasciando dei buchi.
In generale vi consiglio di scegliere contenitori di plastica dura molto resistenti, in questo caso il sapone viene fatto ad una temperatura più alta, e non devono essere usati contenitori di plastica trasparente molle, quella che in sostanza si deforma già in lavastoviglie.
Vi consiglio di usare contenitori belli spessi, e di evitare anche quelli con “doppiofondo”, perché solitamente sono due strati di plastiche meno resistenti, i contenitori restano più belli da vedere, e si pensano più resistenti, ma si deformano con le alte temperature.
Il prodotto non è esteticamente top, soprattutto se nel contenitore più grande il sapone “vulcanizza” un pochino come è successo a me, ma resta un sapone molto pratico per l'uso che ne ho prefitto.

La stagionatura in questo caso non è del tutto obbligatoria, dato che la fase Gel è molto violenta, ed è dovuta all'alta percentuale di Olio di Cocco, resta comunque un prodotto che migliora con il prolungarsi della stagionatura.
Io ho aspettato circa un mesetto prima di usare il primo vasetto (ho cominciato con il più piccolo), ho atteso giusto che il sapone fosse duro a sufficienza (provando con il dito), anche per non consumarlo davvero troppo in fretta.

Per usarla basta bagnare appena appena la superficie del sapone, bagnare bene i pennelli, e lavorare bene le setole sul sapone; si forma una schiuma morbida e piuttosto fine, che riesce a rimuovere anche i residui di trucchi cerosi.
Se si accumula troppo colore sul sapone basterà sciacquarne la superficie, cercando di evitare che rimanga troppa acqua nel contenitore, è davvero facilissimo da usare!



Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia, inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, e soprattutto le mie personali maestre di saponificazione!

mercoledì 24 maggio 2017

Nuova Ricetta per un Sapone di Riciclo!

Ciao a Tutti!
Oggi vi presento un semplicissimo sapone, che data la modalità di realizzazione e colorazione... è un vero e proprio Sapone Ricicloso!
Si tratta infatti di un sapone che ho voluto realizzare per finire alcune “scorte” di Oli (Oliva e Jojoba) che erano lì già da un po'.
Inoltre ho voluto provare ad utilizzare, come coloranti, dei prodotti di Make Up inutilizzabili in altro modo.
In particolare si tratta un rossetto di un colori improponibile (un rosino pastello non armocromatico in assoluto), due rossetti rossi metallizzati risalenti al primo dopoguerra, un ombretto lilla shimmer in polvere libera (e pure full size) impegnativo anche per un'estate assoluta e infine due ombretti bianco e nero shimmer che risalgono ad almeno 15 anni fa, che ho inserito nei due diversi mix di colore.
Non ho fatto ulteriori aggiunte al sapone, dato che si è trattato di un esperimento, ho giusto inserito una fragranza sicura (Seerose di Gisella Manske, che ho recentemente recensito) e fatto la prova con i due mix di colori, quindi non sono stata a stamparvi la ricetta con Soap Calc.
Dato che l'obiettivo era avere una pasta di sapone molto fluida, da poter lavorare, ho ecceduto con l'acqua e ho omesso i classici grassi “solidi”: Cera di Soia, Burro di Karité o Cacao, ho preferito non rischiare di ottenere una pasta di sapone troppo densa da lavorare...
effettivamente non ho potuto fare lo Swirl, come inizialmente speravo... ho ripiegato su una lavorazione diversa, ma che mi ha comunque dato molta soddisfazione.

Come le altre volte, non starò a ripetere per intero la procedura e le informazioni di base, potete trovare qui tutte le informazioni generali su sapone e saponificazione:

Ricetta:

Cocco 25%
Palma 25%
Oliva 25%
Arachidi 12%
Jojoba 7%
Avocado 6%

Sconto 8%
Acqua 33% 

Procedimento:

Come sempre si inizia con il preparare la pentola dei grassi, e come sempre, Palma e Cocco vanno prima scaldati a bagnomaria, così da prelevarli quando sono in forma liquida, dopo averli ben mescolati.
Una volta inseriti loro a questo giro è anche più semplice, non ho inserito ulteriori grassi solidi da sciogliere, è tutto molto veloce, basterà tenere i grassi sui 40-50°C fino al momento della saponificazione.
Ho anche inserito la fragranza Seerose a questo punto, dato che non prevedevo una fase di nastro.

Il secondo step è sempre la preparazione della soluzione di Soda, prima di procedere alla “bardatura” si andrà a pesare l’acqua nel contenitore predisposto, poi, da questo punto è importante utilizzare tutte le protezioni.
La Soda Caustica va pesata in un qualsiasi contenitore di plastica, come vedete io utilizzo e riutilizzo questi di budini/yogurt, la Soda residua non deve preoccupare, appena ho pronta la soluzione basta sciacquare a lungo il bicchierino e sarà riutilizzabilissimo.
Quando la pesata è pronta, si può cominciare a versare poco alla volta la Soda nell’acqua, mescolando accuratamente con l’altra mano. 
È importante che non si formino agglomerati di soda sul fondo del contenitore, altrimenti si rischia di dover buttare via il sapone, perché potrebbe contenere agglomerati caustici, quindi bisogna mescolare, e se la soluzione “bolle” ci si ferma un attimo e si mescola un po'.

In attesa del raffreddamento della soluzione di Soda io mi sono messa a preparare la “decorazione”, in particolare ho suddiviso i colori in due parti:
Da una parte ho messo i rossetti, aggiungendo qualche cucchiaiata di olio prendendolo dalla pentola dei grassi già pronta, e li ho messi a bagnomaria, in un normale becher a caraffa ho messo invece una quantità simile di olio, e ci ho mescolato dentro per bene l'ombretto lilla.
Ad entrambe le misture ho aggiunto un po' di ombretto bianco perlato e nero perlato, ad occhio, per rinforzare un pochino il colore.

Ci ho messo un po' a sciogliere bene tutti i rossetti, ed effettivamente ho dovuto mantenere la soluzione di soda un po' al caldo, per non farla raffreddare troppo (l'ho messa su un fornello spento, ma ancora tiepido, di sicuro non caldo da sciogliere il becher).
Dato che il mix di rossetti tendeva un pochino a rapprendersi se tolto dal bagnomaria, ho preferito lasciarlo lì fino all'ultimo, quindi ho provveduto a saponificare, con entrambe le fasi a 45°C.

Come sempre ho inserito a filo la Soda negli oli, e ho provveduto a frullare con il minipimer, muovendolo in tutte le direzioni: mescolando con movimenti rotatori, alzandolo e abbassandolo per frullare sia la parte alta, sia quella bassa della pentola, ma sempre senza alzarlo troppo, per evitare schizzi (anche se ci siamo messi tutte le protezioni).
Il sapone nel giro di poco si è formato, e ho anche notato che non ha accennato ad addensarsi in fretta, questo in parte è dovuto all'omissione dei grassi solidi nella formula, e anche alla maggiore percentuale di acqua inserita.
Dato che non potevo attardarmi ancora (non volevo rischiare di non riuscire a fare lo swirl a causa di pasta di sapone troppo densa, quanto mi sono sbagliata!), ho provveduto a mescolare le due metà di pasta di sapone nei contenitori, una metà l'ho mescolata con il fondo viola già pronto, l'altra con i rossetti sciolti, ancora a bagnomaria.
Ho cercato di mescolare tutto molto in fretta... ed effettivamente ci sono riuscita...
mi sono trovata una pasta di sapone ancora molto liquida!
Ho deciso a questo punto di variare la “struttura” del sapone, e ho buttato alternativamente un po' di viola e un po' di rosa nello stampo pronto, andando a realizzare una sorta di “strato su strato”.

Il sapone ci ha messo circa 24h per diventare sufficientemente solido da essere rimosso dallo stampo, usando uno stampo in legno effettivamente ci vuole poco perché si indurisca a sufficienza.
Una volta rimosso ho anche provveduto a tagliarlo, era già duro a sufficienza, andando a realizzare delle saponette “rustiche”.
Non mi sono venute delle saponette completamente quadrate anche perché ho utilizzato uno stampo non perfettamente rettangolare, ma non sono così formale, questo sapone era più che altro uno studio... e sinceramente l'ho trovato ben riuscito!
I due colori finali mi piacciono, sono venuti tenui, anche se con qualche imperfezione, ma l'insieme mi piace!

Una volta tagliato ho impacchettato le saponette e le ho lasciate stagionare per alcuni mesi prima di usarle.

La texture è davvero molto setosa, e il sapone non è durissimo (più si prolunga la stagionatura, più comunque si indurirà), e infatti ho usato una combinazione di grassi simile a quelle che ho già usato per alcuni saponi che mi sono piaciuti molto.

Anche per oggi è tutto!
Spero che il post vi sia interessato, e buona saponificazione!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie personali maestre di saponificazione!

mercoledì 12 aprile 2017

Sapone da Cucina Caffé e Fondi di Caffé

Ciao a Tutti!
Dopo un po' di tempo, torno a presentarvi la ricetta per un sapone, e questa volta ve ne presento una molto particolare, ovvero un Sapone da Cucina ai Fondi di Caffé.
Si tratta di un sapone formulato appositamente per rimuovere il più possibile i cattivi odori dalle mani, inevitabili quando si passa molto tempo a cucinare con ingredienti freschi.
La formula base è semplicissima, e non ha nulla di “innovativo”, è un semplice sapone Oliva e Cocco, a cui ho voluto aggiungere un pochino di Olio di Arachidi perché cominciava a gibilare da troppo tempo lì nell'armadio dello spignatto, e l'ho così finito preciso con questa saponificata.
Non vi ho presentato la solita stampata di SoapCalc, perché gli ingredienti sono davvero pochi.
Ricordate che sia il Caffè, sia i fondi devono essere FRESCHI DI GIORNATA, altrimenti potreste solo incorporare muffe, che tutto faranno, piuttosto che deodorarvi le dita.

Come sempre riepilogo tutte le indicazioni di base indicandovi i post in cui ho già scritto tutte le indicazioni di base necessarie:


Ricetta:

Oliva 50%
Arachidi 10%
Cocco 40%

Sconto 7%
Caffè Fresco 33% (al posto dell'Acqua)

Fondi di Caffé 8% d.G.

Profumazione Tea Tree e Limone 1:1 50g/kg 

Procedimento:

La ricetta è anche più semplice del solito, se si esclude la presenza del caffè, di fatto basterà pesare i tre grassi nella pentola, scaldando leggermente l'Olio di Cocco nel caso sia solido (è molto più facile e veloce da sciogliere rispetto all'Olio di Palma).
Una volta messi da parte caffè (a me è servita circa una moka da 6 con un certo avanzo di caffè giusto da consumare nel latte la mattina dopo) e fondi di caffè (ho unito il fondo della Moka da 6 con quello di una Moka da 2 fatta da mio papà la mattina stessa) a raffreddare  si può procedere.
Se entrambi sono proprio fatti di fresco e quindi sono proprio molto caldi vi consiglio di aspettare almeno una mezz'ora, soprattutto per il caffè liquido, che andrà addizionato di Soda.


Una volta freddi gli ingredienti basterà pesare la giusta quantità di Caffè come fosse l'Acqua per la Soda, e aggiungere a questa la giusta quantità pesata di Soda Caustica.
Come sempre, e dal momento in cui si comincia a pesare la soda che diventa importante utilizzare tutte le protezioni.
Si procede quindi col pesare la Soda Caustica (in scaglie o in perle) in un qualsiasi contenitore di plastica, vi ho già detto più volte che io utilizzo e riutilizzo questi di budini/yogurt, li trovo molto comodi, e delle dimensioni perfette!
Successivamente basterà lasciar raffreddare il tutto, per rimanere sui 45°C che servono per saponificare a freddo.

Una volta preparate le due fasi, mentre si aspetta il raffreddamento della Soluzione di Soda, si può preparare il mix di Oli Essenziali, che in questo caso ha un ruolo che va oltre alla semplice decorazione, sono infatti scelti appositamente per deodorare il più possibile le mani quando si lavora in cucina, e vengono usati in abbondanza.
Come sapete, io ormai per comodità preferisco inserire la fragranza, come anche gli oli essenziali “sicuri” direttamente negli oli, e non a nastro, teoricamente è anche il modo migliore per non rischiare ammassamento o accelerazione, ma ormai sono abituata a questa procedura, così lo faccio anche quando sono sicura della reazione del sapone.

In questo caso poi, a nastro abbiamo da aggiungere i fondi di caffè, adeguatamente lavorati con le dita e resi per bene polverosi, eliminando il più possibile gli agglomerati.
Quando sia pentola dei grassi, che Soluzione di Soda Caustica avranno entrambi 45°C di temperatura, vanno rimesse tutte le protezioni, e si può cominciare con il versare poco alla volta la soda negli oli, idealmente a filo, come sempre.

Mentre si versa a filo la Soluzione di Soda, bisogna muovere il minipimer in tutte le direzioni, così da prendere per bene tutto il prodotto, e alla fine inserire i fondi di caffè sbriciolati.
Il sapone sarà pronto da versare, quando avrà raggiunto una consistenza cremosa, e comincerà a cambiare il modo in cui viene frullato dal minipimer, ovviamente dopo aver omogeneizzato i fondi di caffè incorporati.
Quando si va a versare negli stampi, soprattutto se si usano stampi di silicone con forme fini, come nel mio caso, la cosa migliore da fare è dare al più presto dei colpi secchi agli stampi, così da far arrivare la pasta del sapone a riempire gli angoli, senza lasciare bolle d'aria, ancora più importante quando si usa un sapone di questo tipo, che comprende l'incorporazione di sostanze granulose non solubili.

Una volta versato il sapone negli stampi, si dovrà attendere circa 24h prima di rimuoverlo, spesso serve anche di più con gli stampi in silicone, dato che lasciano passare meno aria rispetto a stampi di legno o plastica rigida, in questo caso non ci vuole più tempo del solito, i fondi di caffè facilitano la solidificazione più rapida del sapone, in ogni caso per evitare problemi, è sempre più comodo infilare lo stampo nel congelatore per almeno un paio d'ore.
Se una volta tolto, il sapone è ancora morbido, è meglio lasciarlo all'aria ancora una mezza giornata o poco più per non rischiare di rovinarlo impacchettandolo.
Una volta indurito bisognerà aspettare almeno un paio di mesi prima di usarlo, ma più si aspetta, meglio è, visto che il sapone migliorerà ancora la texture con la stagionatura.


Questo è un sapone che ho preparato in un momento di “emergenza”, in cui avevo quasi finito tutte le scorte, e ne ho approfittato per realizzare un sapone da cucina (dove mi scocciava usare saponi ben più carini almeno nell'estetica), quindi ho lasciato trascorrere giusto il tempo di stagionatura “di base”, cominciando già ad usare la prima saponetta, dato che ne ero sprovvista (da un po' infatti usavo del sapone liquido in cucina, ve ne avevo parlato in occasione dell'ultima Review di prodotti di Skincare), e nonostante tutto è bastato per avere un prodotto utilizzabile, nonostante l'alta percentuale di Olio di Oliva.

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto le mie personali maestre di saponificazione!