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mercoledì 3 agosto 2016

Candele alla Citronella fatte in casa

Ciao a Tutti!
Quest'oggi vi mostrerò una ricetta particolare, non esattamente cosmetica, anche se si usano ingredienti cosmetici, infatti mi accingerò a spiegarvi come fare delle Candele alla Citronella!
Come vi avevo già scritto quando vi ho parlato dei cosmetici ad effetto Antizanzare, la Citronella è molto appestante, e non è sempre piacevole spruzzarsela addosso come ingrediente di uno Spray Antizanzare, come quello che avevo fatto due anni fa e rifatto l'anno scorso, quindi ho deciso di finire il rimanente O.E. di Citronella per farne delle candele da accendere durante le serate all'aperto.
Su questo è importante segnalarvelo subito, queste candele sono per USO ALL'ESTERNO, non accendetele in casa!
Non avevo mai fatto candele in precedenza, quindi mi sono dovuta documentare, ma dopo qualche lettura, e qualche tentativo, ho trovato la proporzione migliore, anche per quanto riguarda il colore (la mia Cera d'Api è bruttarella, bella scura e marroncina).
Per essere precisa, a scanso di equivoci, la mia ricetta va bene per fare candele in bicchiere (non saprei dire se la candela si possa fare anche “standard”, e presuppone l'uso del fermastoppino di metallo (e degli stoppini più o meno pronti), nel caso usiate lo stoppino libero, documentatevi sulla tecnica precisa, non vi so dire tutti gli accorgimenti da aggiungere/modificare, non mi sono mai data alle candele, questa è la prima volta, così parto dal procedimento basic.
Dato che si tratta di un argomento diverso dal solito, oltre agli ingredienti vi ho inserito il materiale necessario per realizzare la ricetta.

Ricetta:

Cera d'Api 33
Cera Candelilla 26
Cera di Soia 40
O.E. di Citronella 1

opzionali:
O.E. di Geranio
O.E. di Lavanda
O.E. di Menta
ecc...

Materiale Necessario:

  • Stoppini con fermastoppino
  • Un contenitore per il bagnomaria di metallo o pirex, per le temperature più alte
  • Mollette da Bucato
  • Astine di plastica o legno (vanno bene le bacchette usate e sciacquate dei ristoranti asiatici), in mancanza, anche delle semplici matite
  • Vasetti/bicchieri di vetro, ceramica o metallo per candele
  • Pinza da laboratorio o anche manico prensile da microonde come questo, in mancanza dovete attrezzarvi con presine, meglio se piccole e di silicone
  • Cucchiai/mestolini di Metallo (no plastica o legno)

Procedimento:

La prima cosa da fare è semplicemente pesare le diverse cere nel contenitore che andremo a scaldare a bagnomaria.
Dato che le cere necessitano di temperature piuttosto alte, in base alla quantità che andrete a preparare ci vorrà più tempo che per i normali spignatti, soprattutto se, come me, avete la cera in blocchi piuttosto grossi.


Gli oli essenziali (o il solo Olio Essenziale di Citronella) vanno inseriti subito prima di iniziare a versare, non prima, per deteriorarli il meno possibile.

Data l'inesperienza in materia, ho deciso di fare due diverse “sessioni”, durante la prima mi sono resa conto di non aver preparato abbastanza cera per riempire tutti i vasetti che contavo di preparare, così ho provveduto a finirle in seguito.
Questa modalità in realtà è stata comunque molto utile, perché mi ha permesso di colmare il “buco” che si è formato in corrispondenza dello stoppino, probabilmente formatosi a causa della mia inesperienza.
Se come me, siete alle prime armi con le candele, vi consiglio di preparare in anticipo diversi vasetti/bicchieri, anche più di quelli che pensate necessari.
Io ho utilizzato uno stoppino più lungo del necessario, l'ho girato sul bastoncino di legno e l'ho fermato con una molletta da bucato in corrispondenza del centro, la prima volta non ho pensato di fermare il fermastoppino al centro del vasetto con una piccola goccia di cera, ma è durante il secondo giro (in cui ho preparato altre candele vista la quantità di cera avanzata), che ho compreso alcune istruzioni che avevo letto sul web.

La prima volta mi sono limitata versare una piccola quantità di cera sullo stoppino per cerarlo, così da tenerlo fermo, e sul fondo del vasetto, così che il fermastoppino si fissi sul fondo, solamente dopo aver fissato tutti e 3 i vasetti ho ricominciato a versare la cera fusa, riempendoli.
La seconda volta invece ho avuto maggiore scioltezza nella procedura, così ho applicato poca cera sullo stoppino e l'ho posto al centro del vasetto con una leggera pressione, fino all'iniziale raffreddamento, che ha permesso di fissarlo.
Vi consiglio di versare la cera poco alla volta, così da dosarla al meglio nei diversi vasetti, e permettendo anche di riempire gli eventuali “vuoti” del vasetto, questo permetterà di evitare la seconda passata di cera, per riempire i bordi del vasetto (la cera potrebbe stringersi e staccarsi in modo visibile dai bordi del bicchierino/vasetto).
Se necessitate di far raffreddare un po' la cera versata, dovete per forza di cose riporre il contenitore nel bagnomaria rimasto caldo, altrimenti la cera tenderà a raffreddarsi subito anche lì.
Aggiungere una cospicua dose di Cera di Soia permette di ridurre questo problema, dato che, chimicamente, abbiamo a che fare con un olio idrogenato più che con una cera, con temperatura di fusione e durezza molto più basse, inoltre permetterà di realizzare candele da vasetto (non è possibile realizzare candele classiche senza contenitore con queste proporzioni) che scaldano molto meno delle normali candele “solide”.

Ho utilizzato queste candele a partire da fine giugno, durante le prime giornate e serate all'aria aperta in cui il clima era piacevole, ma serviva qualche deterrente per gli insetti.
Le ho sempre usate in concomitanza all'antizanzare cutaneo (quello che ho realizzato poco tempo fa, senza le grandi quantità di Citronella come nel precedente o quello che mi è stato mandato dall'azienda con cui sto collaborando, la Beba), quindi non so dirvi se l'effetto sia sufficiente senza usarne (che si tratti di antizanzare Presidio Medico e Chirurgico o meno).
Posso solo assicurarvi che durano parecchio, solo la prima candela l'ho già usata diverse volte prima di finirla!

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, Hobbycandele.com e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

venerdì 19 febbraio 2016

Prima ricetta non cosmetica: Profumacassetti!

Ciao a Tutti!
Torno a presentarvi una ricetta, ma questa volta voglio parlarvi di una ricetta che non è cosmetica!
Infatti voglio parlarvi del mio primo tentativo di realizzazione di un prodotto non cosmetico, ovvero i gessetti Profuma-Cassetti senza gesso.

La ricetta si basa sull'uso del semplice Talco e della Colla Vinilica, a cui si possono aggiungere fragranze (in questo caso vanno bene anche quelle per ambiente), e coloranti di diversi tipi.
Per quanto riguarda la fragranza, ci si può anche accontentare della fragranza già presente nel Talco commerciale, anche se dura meno, per i coloranti se ne possono usare diversi tipi, ma ne parlerò meglio dopo.

Ricetta:

Talco
Colla Vinilica
Fragranza (opzionale)
Coloranti (opzionali)

Per quanto riguarda l'attrezzatura, può bastare quella che usualmente si usa per fare il sapone o qualche attrezzo casalingo.
Vi serviranno degli stampi in silicone, ad uso esclusivamente non alimentare, dato che la colla può lasciare qualche residuo, dei recipienti facilmente lavabili (chiaramente non di legno, che assorbe o di simili fibre naturali) e delle posate metalliche (per lo stesso motivo).

Per quanto riguarda i coloranti, potete usarne di diverso tipo: acrilici, coloranti alimentari, oppure anche polveri colorate, che siano gli ossidi che si usano in cosmesi, o argille, o spezie che colorano.
Nel mio caso ho usato tre principali coloranti: 

1) Colorante Rosso alimentare, inserito nella colla vinilica (che è a base acquosa)
2) Indaco, additivo sbiancante che aveva acquistato mia mamma per il bucato, ma che poi non ha più usato, l'ho mescolato alla polvere di Talco

Invece come fragranza ho deciso di usare per metà dei gessetti un vecchio Olio Essenziale di Ylang Ylang della Just, che ho ritrovato in un vecchio armadietto.
Dato che sarà stato lì almeno 10 anni, e che profumava ancora di buono, ho dato per scontato che fosse una fragranza sintetica, venduta come Olio Essenziale ai tempi, quindi ho preferito usarla così che come fragranza cosmetica o per l'ambiente.
L'altra metà dei gessetti li ho profumati con una vecchia fragranza sintetica per ambiente al profumo di Pino, che però non ha profumato molto, sicuramente per la prossima volta ne prenderò una nuova, si trovano quelle per ambiente in molti negozi, sono anche molto economiche di solito.

Ecco come ho fatto a preparare i gessetti:

per prima cosa ho pesato il Talco, e con una piccola parte di quest'ultimo ho “infarinato” gli stampi che prevedevo di usare.
Poi a parte ho predisposto la colla vinilica in un bicchiere, dato che avevo il bidoncino da 1kg (mia mamma la usa per lavori di faidatè).
Per il primo giro ho usato la colla così, al naturale, per il secondo giro di gessetti ho aggiunto il colorante alimentare, il solito rosso che uso anche per i cosmetici, ne ho aggiunto fino a far diventare la colla di un bel rosa porcellino.

Ho fatto in totale 4 “infornate”:

  1. solo Talco e fragranza, colla bianca
  2. Talco, Argilla Verde e fragranza, colla bianca
  3. Talco e fragranza, colla rosa
  4. Talco, Indaco e fragranza, colla rosa

Dopo aver predisposto gli stampi, si può procedere aggiungendo piano piano la colla vinilica al Talco, vi consiglio di cominciare poco per volta, mescolando bene. La quantità è sufficiente quando il prodotto appare come una pasta compatta e dura da lavorare, ma molto plastica. Se si sbriciola o non si riesce a lavorare con le mani la colla è troppo poca, se invece è una pasta troppo morbida e cremosa avete messo troppa colla.
Quando è pronta la pasta, bisognerà inserirla negli stampi “impolverati”, non è facile, bisogna premere molto bene, soprattutto per il primo strato, quello più in fondo, vi consiglio di cominciare con poco prodotto, così da poterlo premere bene sul fondo, anche negli angoli delle formine, prima di riempire completamente la formina.
Una volta riempiti completamente gli stampi, vi consiglio di “limarli”, ovvero di passare tutta la superficie con un coltello piatto o spatola, leggermente inumiditi, così da rimuovere il prodotto in eccesso e avere gessetti con un lato liscio e dritto.

Una volta preparati gli stampi, ci vorrà anche una settimana perché possiate rimuoverli, dipende molto da com'è lo stampo, dalla forma, e da quanto è flessibile lo stampo stesso, perché rimuovendoli troppo presto rischiereste di romperli.
Rimuoverli comunque non è facile come quando si preparano saponette o balsami solidi, perché surgelare lo stampo non serve.
Bisogna lasciarli in un luogo caldo e asciutto, e se serve passare un oggetto sottile sui bordi della formina, perché spesso lo strato esterno forma un “tappo”, e la parte sottostante non asciuga come dovrebbe.
Una volta rimossi delicatamente, i gessetti vanno comunque lasciati asciugare ancora un paio di giorni all'aria.
I colori in questa fase si scuriscono molto.
Se inizialmente avevo una pasta color rosa porcello, mi sono trovata dei gessetti di un bel fuxia abbastanza carico, anche il blu dell'Indaco, era un blu molto chiaro quando ho stemperato la polvere nel Talco, si è trasformato in un violetto quando ho usato la colla rosa, e infine è uscito un bel viola scuro quando il gessetto si è asciugato.

Spero che vi piaccia questa idea, io ho pensato di realizzare questi gessetti prima di Natale, per non finire col fare troppi pensierini cosmetici, anche a chi non apprezza!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione