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giovedì 23 aprile 2020

Spray Disinfettante - Ricetta OMS!

Ciao a Tutti!
Oggi torno a preparare una ricetta specifica, ovvero uno dei disinfettanti “fai da te” consigliati dall'OMS (link).
Si tratta di una ricetta ancora di più semplice realizzazione rispetto al Gel Igienizzante che ho realizzato l'ultima volta, quindi non posso che proporvi questa alternativa.
L'unico svantaggio di questa ricetta sta nel formato di contenitore necessario, se un flaconcino qualsiasi lo riusciamo a reperire tutti, e vanno bene boccette, flaconcini, dispenser ecc... uno spray può essere un formato più specifico.
Per il resto trovo che sia una formula molto più comoda da usare, tanto che la preferirò anche in futuro.


Ricetta:

Alcool Etilico 96° 658
Acqua ossigenata 10 volumi/3% 42,5
Glicerina 18,9
Acqua Distillata 110

Le conversioni in grammi non sono state fatte da me, quindi non me ne voglio assolutamente prendere il merito, ma le riporto in quanto, pensando a me, abituata allo spignatto con la bilancia di precisione, non potrei utilizzare un metodo differente, quale quello proposto dall'OMS.
Potete trovare il post nel gruppo FB Il mio Sapone, e ringrazio per la condivisione.

Procedimento:

La realizzazione è ancora più semplice della ricetta precedente, è fondamentale iniziare col mettere a bollire l'acqua, così che venga inserita nella formula già sicura.
In base alla quantità che andrete a fare, ci può volere poco o tanto tempo, ma considerate anche il tempo di raffreddamento, inserendola senza raffreddamento farà sicuramente evaporare parte dell'Alcol Etilico, rendendo il prodotto inefficace.

Il secondo step è quello di pesare i singoli ingredienti, io ho seguito l'ordine consigliato dal documento dell'OMS, ma non penso che l'ordine di inserimento sia critico, soprattutto se si vanno a pesare i singoli ingredienti.
Ho quindi utilizzato: Acqua Ossigenata, Glicerina e Alcol.

Ho tenuto per ultima l'Acqua, così da inserirla non ancora ad altissima temperatura.
L'OMS consiglia una preparazione molto diversa, che non prevede l'uso di becher, ma di miscelare già il composto in un contenitore chiuso, proprio perché viene usato come unità di misura (infatti si usano i millilitri).
La preparazione è davvero facilissima, gli ingredienti stessi sono tutti rapidamente solubili, quindi non c'è nemmeno bisogno di mescolare a lungo, basteranno pochi secondi dopo ogni aggiunta!

Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Ecobiocontrol.it, Promiseland.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, e specialmente il gruppo FB Il Mio Sapone per la condivisione del documento ufficiale e la conversione.

lunedì 16 marzo 2020

Gel Igienizzante Mani!

Ciao a Tutti!
Prendendo spunto dalla ricetta pubblicata su Facebook da Fabrizio Zago, proprio per venire in contro alle necessità delle persone di fronte al massivo acquisto di igienizzanti mani, ho voluto preparare anche la mia versione della ricetta.
La trascrizione del post originale è questa:

Le scorte di disinfettante mani sono terminate. Eppure è la miglior prevenzione possibile date le circostanze. Ve lo potete fare: alcol buongusto (lo trovate in qualsiasi supermercato) 600 grammi, acqua bollita 390 grammi ed infine un addensante come la carragenina (quella che si usa in pasticceria) oppure, in mancanza d’altro usate della farina bianca 00. Non sarà un bellissimo gel ma certamente la sua funzione la fa!

Ricetta:

Acqua 36
Alcol Buongusto 60
Glicerina 2,5
Sodio Poliacrilato 0,5
Gomma Xantana 1
Fragranza q.b.

Ho mantenuto la percentuale di Alcol della ricetta originale, ma ho abbassato leggermente quella di acqua per poter gelificare usando la Gomma Xantana, ma senza metterci un'eternità.
Ho fatto una prima prova senza Sodio Poliacrilato, ma il risultato non mi ha soddisfatto, quindi dopo la prima mini confezione ho deciso di provare con la doppia gelificazione.
Viene un po' complicato, ma si riescono tranquillamente a dividere le dosi di Acqua e di Glicerina in due.

Procedimento:

Si tratta di una ricetta davvero semplice da realizzare, la cosa più importante per cominciare è mettere a bollire l'acqua, in modo che per quando si comincia non sia ancora eccessivamente calda.
A questo punto si possono preparare i contenitori, inserendo metà dose di Glicerina per contenitore.


In entrambi i casi si userà il metodo della Xantana per formare i due gel – LINK –, usando il Sodio Poliacrilato si può usare tranquillamente la stessa tecnica.
Quando l'acqua è calda, ma non più bollente (sotto i 70°C almeno), potete versarla nei rispettivi contenitori, andando quindi a formare i gel.
Ci vorrà un po' perché entrambi si idratino, ma il calore sicuramente velocizza un po' il processo.
Una volta formati i gel, potete unirli nello stesso contenitore, ed aggiungere l'Alcol Etilico.
Se volete, prima di aggiungere quest'ultimo ai gel, potete anche usare una fragranza cosmetica, e inserirla nell'Alcol, una volta pesato.
Ma ATTENZIONE, prima di aggiungere l'Alcol Etilico (con o senza fragranza) dovete aspettare che i gel si siano raffreddati sotto i 45°C, o rischierete di far evaporare troppo Alcol, perdendo quindi l'efficacia del prodotto.
A questo punto il vostro gel disinfettante fatto in casa è pronto!

Gestione delle Omissioni/Sostituzioni:

Chiaramente, trattandosi di un prodotto con un'azione specifica, non si potrà variare la percentuale di Alcol Etilico, mentre si può sostituire tranquillamente la Glicerina con l'Acqua (sempre fatta bollire, assolutamente!).
Nessun problema ad usare altri gelificanti, ma potrebbe variare la procedura, in base a quale decidete di utilizzare.

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Fabrizio Zago ed Ecobiocontrol, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

venerdì 16 marzo 2018

Pasta Lassar, rivisitazione di una Ricetta!

Ciao a Tutti!
Torno di nuovo con una ricettina semplice semplice, in questo caso presa in prestito e rielaborata da quella di Patty.
Dato che la sua è già una rielaborazione in chiave “ecobio”, e non ero in possesso dello stesso olio vegetale che ha usato lei... ho usato quello che avevo, e il risultato mi è piaciuto.
Si tratta infatti della Pasta Lassar versione senza paraffina/petrolati (come quella di fattura farmaceutica), una pasta lenitiva alternativa a quella Hoffmann o alla Pasta all'Acqua e Ossido di Zinco, con l'aggiunta di Acido Salicilico, che aggiunge anche un'azione purificante.
Come per la ricetta di Patty, ho tenuto anche io l'Acido Salicilico all'1% piuttosto che al 2%, non ho verificato la solubilità (nel caso del Lipogel il 2% si scioglie, probabilmente per la presenza di esteri), ma ho voluto cominciare con una percentuale bassa.
Ho deciso di prepararla principalmente per il mio fidanzato (da quando ha finito l'ultima Pasta Hoffmann che ho preparato), ma la uso saltuariamente anche io, e mi ci sono trovata davvero molto bene, anche meglio rispetto alla Hoffmann, trovo che sia un'ottima via di mezzo in quanto a base grassa, come quest'ultima, e quindi più protettiva di quella all'acqua, ma allo stesso tempo non troppo unta come la Hoffmann.

Ricetta:

Burro di Karité 25
Olio di Avocado 12
Olio di Jojoba 12
Tocoferolo 1
Ossido di Zinco 25
Amido di Tapioca 24
Acido Salicilico 1

Procedimento:

La realizzazione è davvero semplicissima, cambia poco dalla realizzazione della Pasta Hoffmann o della Pasta all'Acqua e Ossido di Zinco, bisogna solo mescolare gli ingredienti.
Unico punto differente è la separazione delle “fasi”: da una parte andranno mescolate e stemperate bene le polveri di Amido e Ossido di Zinco, dall'altra andranno pesati i grassi.
Ho sciolto a bagnomaria il Karité (potete anche scioglierlo a microonde come ha fatto Patty) insieme ai due oli e al Tocoferolo, basterà raggiungere i 45°C con l'acqua, poi basterà avere pazienza, e il burro si scioglierà lentamente.


Dato che l'Acido Salicilico è solubile in alcol e grassi, va pesato e sciolto nel mix di grassi, una volta sciolto completamente il Karité, basterà mescolare un po', anche se non si scioglierà immediatamente.
Una volta sciolto completamente l'Acido Salicilico si può cominciare a versare poco a poco i grassi nel contenitore contenente le polveri, l'ideale è versare a filo e cercare di mescolare il più rapidamente possibile, per ridurre il più possibile la formazione di grumi.
Inevitabilmente qualche grumo si formerà, bisognerà mescolare a lungo il preparato, e non saranno più percepibili.
In questo sono utili le bacchette di vetro, perché riescono a schiacciare bene le polveri con la loro punta arrotondata, che non fa “scappare” gli eventuali grumi.

Quando il composto comincia ad addensarsi potrete versarlo nei contenitori, può essere necessario continuare a mescolare se salta fuori qualche altro grumo, come è successo a me.
Per il raffreddamento completo ci vorrà almeno una mezza giornata, dopo di ché la vostra Pasta Lassar è pronta:

Non ho indicato sostituzioni perché è davvero una ricetta semplicissima, potete solamente limitarvi a scegliere un differente olio vegetale, o ad usare un differente Amido, io ho scelto quello di Tapioca perché ha la granulometria più fine, ed è quello che uso anche per la Cipria di Amido, penso che sia indifferente, ma dato che non se ne usa comunque tantissimo, non sto certo a comprarne vari tipi solo per lo Spignatto!


Anche per oggi è tutto, spero che il post vi sia piaciuto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione, ma soprattutto Patty per la sua rivisitazione della ricetta in chiave ecobio!

lunedì 22 gennaio 2018

Ricetta per realizzare un Profumo Alcolico!

Ciao a Tutti!
Oggi torno a presentarvi una nuova ricetta, una ricetta davvero semplicissima, quasi banale!
Si tratta della ricetta base per realizzare dupe di profumi famosi in casa!
Come sapete ci sono diversi fornitori di materie prime che vendono le fragranze pure, sia quelle “normali”, sia quelle che ricordano più o meno precisamente le fragranze più note.
Purtroppo non tutte le fragranze sono dei veri dupe, nonostante quanto dichiarato, ma se trovate la fragranza giusta, otterrete un ottimo profumo, e se siete fortunati, anche la stessa persistenza su pelle e tessuti.
Ma eccovi la ricetta che ho utilizzato, ispirandomi ai consigli di Patty.
La ricetta è in realtà una versione semplificata, manca un fissante vero e proprio, che però risulta un ingrediente “specifico”, che sinceramente non ho voluto acquistare solamente per realizzare profumi, ma sicuramente la formula usata è già sufficiente per capire quantomeno se la fragranza è davvero un buon dupe, e se il prodotto soddisfa, poi si può pensare di acquistare davvero tutti gli ingredienti ed eventualmente realizzare tanti profumi diversi!


Ricetta:

Fragranza 30
Alcol Etilico 67
Trietil Citrato 2
Glicerina 1

Procedimento:

La realizzazione di questo prodotto non potrebbe essere più semplice, in teoria bisognerebbe aggiungere una piccola frazione di Acqua, dato che l'Alcol da usare sarebbe al 90%, ma quello che si trova in commercio è al 95%.
In realtà il rischio, nelle produzioni casalinghe, è quello di opacizzare il profumo, per un fattore sicuramente irrilevante dal punto di vista dell'uso.
Infatti se siete sensibili all'Alcol questa aggiunta non fa differenza, anche aggiungendo acqua, vi darà fastidio.
In questo caso è meglio andare a realizzare le classiche “Acque di Profumo”, usando idrolati, addizionati di fragranza, aggiunta con il solubilizzante.
In questo senso il problema è relativo, nel mio caso, anche perché tendenzialmente il profumo lo spruzzo più sui vestiti che direttamente sulla pelle, ma ovviamente per le pelli reattive è soggettivo.
Qualche mese fa vi avevo spiegato la differenza fra Eau de Cologne, Eau de Toilette e Eau de Parfum, io qui ho utilizzato la formula base dell'Eau de Parfum, dato che il rischio di usare fragranze pronte senza fissanti veri e propri può essere quello di ottenere un profumo poco persistente, questo anche perché molte fragranze pronte sono già a base di Dipropylene Glicol.

Per ottenere il profumo basterà mescolare insieme gli ingredienti: Alcohol, poi Triethyl Citrate e la Glicerina, e infine la fragranza.
Una volta aggiunti tutti gli ingredienti basterà mescolare bene, e successivamente lasciar riposare il profumo per almeno una settimana, per perdere l'eccesso di Alcol.

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, Promiseland.it, Nononsensecosmethic.org, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

martedì 22 novembre 2016

Deodorante all'Urea Bis!

Ciao a Tutti!
Torno a parlarvi di una nuova ricetta, la ricetta in sé non è nuova, ma mi sono trovata benissimo facendo alcune aggiunte aromatiche.
Si tratta infatti di una nuova versione del Deodorante all'Urea che avevo fatto un paio d'anni fa, trovata sul forum di Promiseland.
Mi ci sono trovata bene, e sicuramente funziona come deodorante “leggero”, insomma che non dura un'intera giornata, ma sicuramente può bastare per mezza giornata, inoltre è un ottimo prodotto per riposare le ascelle dagli antitraspiranti della fase estiva o dal Bicarbonato, se vi fa irritazione.
Ho però incorporato l'Estratto di Vaniglia, che va a rendere il prodotto molto profumato, e nello stesso tempo il mix con Acqua di Amamelide e Acqua di Rose non è niente male a livello olfattivo (poi sicuramente sono gusti), anche se non sono un'esperta profumiera (anzi, tutt'altro!).
La componente alcolica è per forza di cose un pochino più alta, visto il contenuto alcolico dell'Estratto di Vaniglia, ma a me non ha creato problemi, è comunque un tasso piuttosto basso per un deodorante.

Ecco la nuova Ricetta:

Acqua 35
Acqua di Amamelide 20
Acqua di Rose 20
Estratto di Vaniglia 7,5
Alcol Etilico 10
Glicerina 5
Tetrasodio Etidronato 30% 1
Urea  1
Euxyl PE 9010 0,5
Acido Lattico q.b.

Procedimento:

Anche in questo caso la realizzazione è molto semplice, anche se effettivamente gli ingredienti non sono fra i più comuni.
La prima cosa da fare è preparare il mix di Acqua, idrolati, Alcol, Glicerina e infine Tetrasodio Etidronato.
A questo punto, come nella ricetta originale, bisogna aggiustare il pH della soluzione, il  Tetrasodio Etidronato porta il pH a circa 9-10, e l'Urea sopra a pH 5,5-6 libera Ammoniaca, quindi l'unica è aggiustare il pH con l'Acido Lattico, fino ad arrivare a 5.

A questo punto è possibile aggiungere l'Urea, e per sicurezza è meglio rimisurare il pH, a questo punto si possono aggiungere anche il conservante e l'Estratto di Vaniglia, che unito agli idrolati si addolcisce e perde il fondo fortemente legnoso.
Per una sicurezza ulteriore è consigliabile rimisurare il pH dopo qualche ora, e anche il giorno dopo, se è salito vuol dire che qualcosa non ha funzionato come doveva.
In ogni caso è consigliabile snasarlo con regolarità, se si sente odore di ammoniaca va buttato ovviamente, anche riabbassando il pH non sarà possibile salvarlo.

Eventuali omissioni/sostituzioni:

Non ci sono sostituzioni possibili, a parte il ritorno alla ricetta originale, eliminando l'Estratto di Vaniglia, e come l'ultima volta, non sono a conoscenza di eventuali incompatibilità di altri conservanti, quindi non mi sento di “autorizzarvi” a provare il Cosgard o qualcos'altro, ma sicuramente non va bene nessun conservante liposolubile, visto che qui non abbiamo grassi, ne solubilizzante.
Come minimo deve essere parzialmente solubile negli alcoli.
L'idrolato di Amamelide, che avevo già inserito la volta precedente, oltre ad avere una base profumata, funziona come blando astringente.



Anche per oggi è tutto!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

lunedì 20 giugno 2016

Spray Antizanzare Senza Alcol!

Ciao a Tutti!
Due anni fa vi avevo fatto vedere come realizzare un rudimentale spray antizanzare in casa, senza necessità di ingredienti specifici da spignatto.
Quest'anno ho voluto giocare in anticipo, e realizzare invece un prodotto che non andasse ogni volta agitato, e senza usare l'Alcol, che comunque aggredisce in parte la pelle.
Ho così realizzato un prodotto simile, ma usando il in questo caso il Capryl/Caprylyl Glucoside che avevo già.
Questo ingrediente funziona benissimo sia come emulsionante, sia come solubilizzante, ma data la quantità di Oli Essenziali, ho voluto inserire anche una piccola frazione di esteri, così da lasciare un leggero effetto surgrassante.
Ho usato il Dicaprylyl Ether, che ha anche la proprietà di essere parzialmente volatile.

Ricetta:

Acqua 90
Tetrasodio Etidronato 0,2
Proteine del Grano 1
Trimetilglicina 2
Glicerina 1,4
Euxyl PE 9010 0,5
Capryl/Caprylyl Glucoside 3
Dicaprylyl Ether 1
OE Citronella 0,1
OE Eucalipto Citriodora 0,4
OE Menta 0,4
Acido Citrico (Sol. 15%) Q.B. (circa 3gtt)

Procedimento:

Quando è necessario solubilizzare, la prima cosa da fare è proprio pesare la quantità di Oli Essenziali a cui va aggiunto subito il solubilizzante fino a sbiancamento.
La quantità di oli non è irrisoria, ed effettivamente non è per forza necessario arrivare ad un prodotto spruzzabile completamente trasparente, come nel mio caso (potete decidere di aumentare la quantità di solubilizzate se preferite, o omettere il Dicaprylyl Ether).
Proprio per questo motivo, ho aggiunto solamente dopo l'estere, realizzando quasi una specie di emulsione spruzzabile, più che un prodotto del tutto trasparente.

A questo punto si può andare a realizzare la “fase acquosa”, il primo ingrediente da sciogliere nell'acqua è il Tetrasodio Etidronato, che renderà la soluzione molto basica.
Bisognerà riportare il pH, che sarà arrivato a 8-9, a 5-6, vi consiglio di usare l'Acido Citrico, dato che le zanzare tendono ad avvertire l'odore dell'Acido Lattico, il prodotto potrebbe diventare un attirazanzare!
Una volta riportato il pH a posto, si possono inserire tutti gli altri ingredienti, ci vorrà qualche minuto perché il conservante si sciolga completamente, in ogni caso, poi sarà mantenuto in soluzione dal solubilizzante, quindi l'attesa è solo per essere sicuri di non lasciarne troppo nel becher usato per la “fase acquosa”.

Una volta inseriti tutti gli ingredienti si andrà semplicemente a versare la “fase acquosa” nel contenitore dove sono stati solubilizzati gli oli essenziali, il più possibile a filo e mescolando.
Il risultato sarà una soluzione torbida, che però non andrà in nessun modo a separarsi.


Questa nuova versione dello spray antizanzare permette di evitare l'uso dell'Alcol, non è certamente un prodotto tanto più delicato, ma potrebbe essere un'alternativa per chi proprio non tollera nessun cosmetico contenente Alcol, inoltre ha il vantaggio di non dover essere agitato prima dell'uso, come per l'altra versione.


Possibili Omissioni/Sostituzioni:

La scelta degli oli essenziali è sicuramente cruciale, come vi avevo detto parlando di prodotti e ingredienti antizanzare, in mancanza dei più adatti: Eucalipto Citriodora e Menta, potete sicuramente puntare sulla più comunemente reperibile Citronella, inserendo anche altri oli essenziali con blanda attività allontanante: Geranio, Lavanda, ecc...
Va comunque fatta molta attenzione per quanto riguarda le pelli reattive o allergiche, dato che un prodotto “naturale” a base di oli essenziali non è certamente più sicuro di un prodotto commerciale a base di sostanze sintetiche, soprattutto un prodotto del genere non va usato su bambini, e soprattutto infanti o neonati, per cui è importante usare prodotti realizzati e testati appositamente.
Per il resto degli ingredienti sono fondamentali Glicerina (aiuta a fissare maggiormente il prodotto), solubilizzante (ne potete usare uno differente se non avete questo) e conservante (inserite quello che avete, basta che sia solubile in acqua, dato che il solubilizzante deve già tenere il mix di oli essenziali).
Proteine e Trimetilglicina le ho inserite come protettivi per la pelle, dato l'uso di un tensioattivo abbastanza aggressivo (un solubilizzante lo è per forza), mentre l'etidronato l'ho inserito per proteggere il più possibile gli oli essenziali, data l'impossibilità di inserire anche un antiossidante, potete ometterli se non li avete.

Anche per oggi è tutto!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 10 febbraio 2016

Olio/Burro Deodorante

Ciao a Tutti!
Oggi vi mostrerò una nuova ricettina per un deodorante perfetto per la stagione invernale, o comunque per riposare le ascelle da antitraspiranti e alcool.
Si tratta di un prodotto che ho utilizzato personalmente per qualche mese, e che su di me ha funzionato a sufficienza in periodi poco “stressanti”, ma non è un prodotto che garantisce di arrivare ancora freschi fino a fine giornata, direi che può andare da una mezza giornata ad una giornata di lavoro tirata, in base a tempi e anche a variabili individuali oltre che lavorative.
Si tratta di un prodotto esclusivamente a base grassa, e che sfrutta le proprietà deodoranti del Triethyl Citrate, e le blande proprietà batteriostatiche dell'Acido Laurico, contenuto in abbondanza nell'Olio di Cocco, quindi considerate questo aspetto nel caso di abbigliamento delicato/costoso, vi consiglio di testare il prodotto su capi bianchi rovinati prima di usarlo con prodotti bianchi/chiari a cui tenete.
Io in inverno non ci faccio tanto caso, dato che metto sempre una maglietta intima sotto il maglione, e spesso si tratta di un capo datato, e comunque in cotone, facilmente lavabile ad alte temperature, io non ho mai avuto problemi di macchie persistenti con questo prodotto, ma intanto vi avviso!

Si tratta purtroppo di una ricetta variabile dal punto di vista della consistenza, come sapete, l'Olio di Cocco tende a solidificare sotto i 22°C circa.
Io posso solo darvi delle indicazioni generali per la preparazione, ma dovrete verificare in base alla temperatura in cui userete il deodorante.
Da questo punto di vista, potrete tranquillamente realizzare un burro deodorante per il periodo invernale, o anche per quello estivo, lasciandolo in frigo, e tenerlo in un vasetto, da cui lo preleverete con le dita.
Io invece ho voluto provare a realizzare una versione Roll-On, e visto che la temperatura di quando l'ho realizzato per la prima volta era alta, avevo già l'Olio di Cocco liquido.
Per far si che il prodotto fosse un pochino meno liquido, l'ho leggermente addensato con un pochino di Silice Micronizzata.

Eccovi la Ricetta:
Olio di Cocco 77
Coco Caprylate 14 
Trietil Citrato 5,3
Tocoferolo 3
OE Tea Tree 0,2
OE Lavanda 0,2
OE Cipresso 0,1
OE Menta Campestre 0,2
Silice Micronizzata Q.B. (versione estiva)
Io chiaramente ho fatto molto meno prodotto, ho dimezzato le dosi, e per quella dose ho aggiunto circa mezzo grammo di Silice.

Olio di Cocco 38,5
Coco Caprylate 7
Trietil Citrato 2,6
Tocoferolo 1,5
OE Tea Tree 0,1/2gtt
OE Lavanda 0,1/2gtt
OE Cipresso 0,05/1gtt
OE Menta Campestre 0,1/2gtt
Silice Micronizzata 0,5 circa

Il procedimento è estremamente semplice, non serve altro che mescolare tutti gli ingredienti (l'Olio di Cocco va sciolto a caldo se necessario), e infine gli O.E.
Infine basterà aggiungere solamente la Silice, poco per volta, e solo se necessario (per il periodo primavera-estate indicativamente).
La Silice ci mette parecchio tempo per gelificare (almeno quella che ho io), quindi se non avete esperienza vi consiglio di aggiungerla poco alla volta, e nel caso di attendere anche una mezz'ora o un'oretta prima di continuare, in questo modo non rischierete di gelificare troppo il prodotto, dato che serve che non sia troppo denso per il Roll-On.
In alternativa potete sempre usare un vasetto e prelevare il prodotto con le dita.
A basse temperature (sotto i 20-22°C) in questo caso non serve nemmeno la Silice, basterà già l'Olio di Cocco ad rendere il prodotto da vasetto.

Spero che la ricetta vi piaccia e proverete a farla!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 4 novembre 2015

Cremino Deodorante, Nuova Versione!

Ciao a Tutti!
Dopo diversi mesi, ho rifatto il Cremino al Bicarbonato, ricetta che vi avevo già fatto vedere l'anno scorso.
Questa volta però, ho voluto fare alcune modifiche, per renderlo più facilmente portabile.
Non mi fido ancora ad usarlo con indumenti proprio bianchi o panna, ma adesso è sicuramente meno problematico per gli abiti mediamente chiari, su cui si noterebbe un certo ingiallimento.
In ogni caso provate sempre e comunque prima su abiti scuri o comunque già molto usati/di scarso valore. Molto dipende anche dai vostri ingredienti specifici, e non dalla ricetta in sé.
Ho usato questo deodorante durante l'ultima stagione invernale, fino all'estate, in realtà questa versione di cremino deodorante non macchia l'ascella, quindi potrebbe essere usato anche con le canotte, io più che altro non l'ho molto usato perché d'estate mi da fastidio la sensazione di leggero unticcio.
Non si tratta di una sensazione oleosa, con grasso che tende a colare, ma sicuramente, col caldo, si percepisce un po' di unto.
Però non è detto che capiti anche a voi! Potete semplicemente provare.

Potendo ridurre anche la quantità di Fase C in questa nuova ricetta, ho voluto aumentare anche la quantità di Olio di Cocco, ricco di Acido Laurico, che è l'acido grasso più adatto, con proprietà antibatteriche.
In generale è un prodotto un po' meno lenitivo, ma non penso che la differenza sia abissale.

Ecco allora la nuova ricetta “antimacchia”:

Fase A1
Ossido di Zinco 5,7
Amido 13
Bicarbonato di Sodio 13

Fase A2
Cera di Soia 5
Burro di Karitè 25
Burro di Mango 5
Olio di Cocco 20
Tocoferolo 3

Fase B
Miele 5
  
Fase C
Oleolito di Calendula 5
Bisabololo 0,5
OE Tea Tree 3gtt 
OE Limone 3gtt
OE Cipresso 3gtt

Procedimento:
A differenza che con la prima versione, qui non abbiamo estratti da solubilizzare, potete cominciare direttamente col macinare le polveri: macinate a lungo, almeno un paio di minuti alternando qualche pausa, ma poi lasciate depositare per bene le polveri prima di riaprire il macinacaffè o il Grinder.
Mentre aspettate che si depositino le polveri, potete cominciare a preparare la fase A2, scaldando prima la Cera di Soia (Olio di Soia Idrogenato) fino a fusione, con Olio di Cocco e Tocoferolo, non servirà scaldare molto, basterà superare di poco i 50°C. Tenere una temperatura piuttosto bassa sarà utile anche per evitare di dover attendere a lungo successivamente, per l'inserimento della fase C.
Una volta fusi completamente Cera Soia e Olio di Cocco potete inserire i burri, che devono si ammorbidirsi molto, ma è meglio che non arrivino a fondersi, l’ideale è stare anche sotto ai 50°C.

A questo punto, se le polveri si sono depositate, potete aprire il macinacaffè o grinder e prenderle, per stemperarle bene nella fase A2, andando a formare la fase A intera.
Vedrete che nonostante si debba mescolare a lungo, le polveri si amalgameranno bene, rendendo il composto grasso più viscoso e “asciutto”.
Potete aiutarvi lavorando sempre a caldo (vi consiglio di non superare i 40°C a questo punto), ma ricordando sempre che l’ideale è avere sempre un composto cremoso, non pastoso, ma nemmeno troppo liquido.
Per completare la miscelazione potete anche aiutarvi con uno sbattitore elettrico, mentre vi sconsiglio caldamente il frullatore ad immersione, sprechereste un sacco di materie prime, a meno che non abbiate fatto cremino al bicarbonato per 10-20 persone!

Una volta che la dispersione è riuscita, potete inserire tutti gli altri ingredienti, prima la fase grassa (anche gli OE), che renderà il tutto più morbido e lavorabile, e infine il Miele, ricreando un'emulsione fittizia usando lo sbattitore.
Una volta data un’ultima sbattuta si può versare il prodotto negli stampini.
Vanno bene stampini per sapone, o vasetti comodi, a bocca larga, ma anche vecchi stick riciclati di deodoranti, ma prima è bene che verifichiate la consistenza del prodotto.
Io ad esempio cambiando Burro di Karité ripetendo la vecchia ricetta, mi sono trovata una consistenza completamente diversa, e il prodotto non mi reggeva più lo stick.
In ogni caso, una volta versato il prodotto negli stampini o negli stick ecc...è importante tenerlo in movimento se non è ancora del tutto denso da non “scivolare” verso i bordi se inclinate il contenitore.
A questo punto potremo prendere tutti gli stick/contenitori e infilarli in freezer per 10-15 minuti e poi in frigo per qualche ora.
I miei stick sono venuti di una consistenza perfetta per il periodo invernale, quando ho usato il Karité di Dermolife, mentre sono venuti morbidi per le stesse temperature quando ho usato il Karité di Gisella.
In ogni caso non mi sono mai venuti duri come quelli commerciali, ma sempre più morbidi e cremosi, e li apprezzo molto di più così.
Se li preferite più duri potete anche risolvere in modo “termico” tenendoli in frigo o fuori dalla finestra del bagno/camera (insomma la stanza dove volete, ma che sia al freddo e in una zona protetta da pioggia e vento), oppure potete anche aumentare le dosi di burri e cere a discapito della percentuale oleosa, però vi avviso, già si tratta di una lavorazione piuttosto complessa, da fare in fretta, perché il prodotto tende ad addensarsi appena la temperatura scende sotto i 40-45°C, fare uno stick deodorante così duro potrebbe essere difficile.
Dubito che si avrebbe il tempo di stemperare bene le polveri nei burri, e penso si debba proprio saltare l'inserimento di ingredienti termolabili (avremmo già un prodotto troppo “congelato” per poter mescolare bene tali ingredienti), ma potete provare e sperimentare voi stessi se la cosa vi può interessare, io, come vi ho già detto, di solito preferisco prodotti più spalmabili, dove basta una passata per “scioglierli“.

Gestione delle omissioni e sostituzioni:
Gli ingredienti non sono numerosi, ma sono quasi tutti assolutamente utili.
Potete fare a meno dell’Ossido di Zinco, che fa da assorbente e aggiunge un leggero effetto lenitivo, ma anche batteriostatico, ma dovrete aumentare Bicarbonato e Amido in equivalenti quantità.
Potete anche usare altri Oli Essenziali, basta che siano ad azione batteriostatica. Teoricamente i più adatti dovrebbero essere Tea Tree, Lavanda e Limone, anche Cipresso ha discreti effetti antibatterici, e potrebbe andare bene anche Menta (non esagerate con le quantità per l’effetto freddo), ma bisogna anche pensare ad un mix che sia almeno accettabile dal punto di vista olfattivo (se proprio non lo vogliamo del tutto “buono”), altrimenti tanto vale tenersi la puzza di sudore!
Come già vi avevo detto, io non ho messo Lavanda perché non mi piace l’odore, e mi trovo molto bene con la composizione che avevo già usato nella ricetta precedente.
In ogni caso meglio stare sotto le 10 gocce, se avete una pelle piuttosto reattiva mettetene anche la metà, o non metteteli proprio, l’azione antiodorante è esplicata già a sufficienza dal Bicarbonato, sono più che altro un’azione di profumazione e antibatterica aggiunta, se proprio non piace un prodotto “senza nessun odore”.
Come vi avevo già scritto per la precedente ricetta, la Cera di Soia la potete sostituire con un altro grasso idrogenato (ho visto sicuramente Mandorla, Oliva, Avocado e Albicocca sui siti di materie prime), ma non con una vera e propria cera, sarebbe troppo dura e occlusiva. Altrimenti potete mettere anche Burro di Cacao, ma dovrete aumentate le dosi a scapito di Mango o Karité (potete anche usare uno solo di questi per l’intera quota di Mango e Karité), arriverei a 7 grammi.
L'oleolito potete anche sostituirlo con un qualsiasi olio alimentare medio: EVO, Riso, Girasole, Soia, Mais ecc...vanno benissimo.
Vi continuo a consigliare però l’Olio di Cocco, che sotto i 21-22°C tende a solidificare, e aiuta a fornire ulteriore consistenza al prodotto, durante gran parte dell'anno (esclusi solo i periodi proprio caldi, dove si va oltre i 23°C). L'unica alternativa effettiva sarebbe l'Olio di Babassu, che ha proprietà molto simili.

E anche questa ricetta è pronta!
Spero vi sia piaciuta!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Promiseland.it, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

mercoledì 28 ottobre 2015

Pasta all'Ossido di Zinco, Nuova Versione della Ricetta!

Ciao a Tutti,
Un po' di tempo fa vi avevo mostrato come realizzare una una Pasta all'Ossido di Zinco tipo Cold Cream.
Dato che le mie necessità sono cambiate, è variata la disponibilità di alcuni ingredienti, e infine volevo modificare la consistenza, ho provato a rivedere la formula, e a farne una nuova versione.
Ho voluto ridurre un pochino la fase acquosa, che rendeva la pasta un po' troppo molliccia e “scivolosa” e poco fondente.
Il metodo è sempre lo stesso della classica Cold Cream, data la densità del composto, si riesce a tenere insieme un unguento non anidro, ma che chiaramente potrebbe non tenere dopo sbalzi termici o eccessivo calore.
La formulazione è simile alla precedente, abbiamo una cascata di grassi simile (ho fatto qualche sostituzione in base agli oli vegetali che avevo in casa al momento), mentre come attivi abbiamo il fondamentale Ossido di Zinco, il Bisabololo, gli Estratti CO2, l'OE di Lavanda, il Gel d'Aloe e il Miele come lenitivi, Tocoferolo, Licopene (Oleolito di Pomodoro) e Gamma Orizanolo come antiossidanti.
Ho preferito integrare in questo modo l'azione antiossidante, visto che avevo abbondanza di queste altre due materie prime e poco Tocoferolo.
Ho poi inserito direttamente un conservante lipofilo, per comodità, al posto del Cosgard.

Ma ecco qui la ricetta:

FASE A:
Cera d'Api 5
Cera di Soia 1,5
Burro di Cacao 1,5
Burro di Karitè 40
Olio di Cocco 4
Olio di Girasole 4
Olio di Avocado 4
Trietil Citrato 2
Ossido di Zinco 7
Gamma Orizanolo 1
Tocoferolo 2

FASE B:
Gel d'Aloe 10
Miele 5
Pantenolo 3

FASE C
Fenilight 0,3
Bisabololo 0,5
Olio di Rosa Mosqueta 3
Olio di Jojoba 3
Oleolito di Pomodoro 1
Dry Flo 2
Estratto CO2 Calendula 0,1
Estratto CO2 Camomilla 0,1
OE di Lavanda 3gtt

Procedimento: 

Come per la versione precedente, è importante cominciare subito con la solubilizzazione degli estratti CO2 in tutti gli ingredienti oleosi, visto che l'operazione richiede abbastanza tempo.
Quando questi ultimi saranno sciolti, potrete anche aggiungere al contenitore in “attesa” il Dryflo.
Quando questa fase sarà a buon punto, potrete cominciare con la preparazione del bagnomaria per la fase A: si comincia con lo scaldare tutto, ad eccezione dei burri, così che non vadano a fare i granuli (a me sinceramente è successo tutte le volte con il Burro di Karitè di Gisella, mentre con quello di Dermo ho avuto molti meno problemi).

Quando tutti gli oli sono abbastanza caldi, potrete inserire il Gamma Oryzanolo, e mescolare fino a quando non si sarà completamente sciolto.
Vi consiglio, a questo punto, di cominciare già a stemperare l'Ossido di Zinco, ancora prima di inserire i burri, così quando li avrete inseriti basterà qualche mescolata in più perché i grassi aggiunti si uniformino al resto.
L'Ossido di Zinco, quando viene inserito in queste quantità, va schiacciato granulo per granulo (il mio era così già all'acquisto), altrimenti otterrete un prodotto granuloso e che tende a grattare, invece che a proteggere bene la pelle, forse potete ovviare usando un grinder o un macinacaffè ogni volta, ma io sinceramente non ho voglia di pulire ogni volta il macinacaffè, visto che il mio non è smontabile, e devo per forza bagnare tutto per lavarlo, e vuol dire non poterlo usare per almeno 3-4 giorni mentre si asciuga completamente.
Una volta stemperato bene l'Ossido di Zinco, e sciolti ben bene anche i burri siamo pronti per procedere oltre.

Avete due alternative: quando si arriva sotto i 70°C cominciare ad inserire Miele e Pantenolo, cominciare a mescolare e frullare per bene solamente quando si raggiungono i 40-45°C, per poi aggiungere anche il Gel d'Aloe.
Oppure aspettare pazientemente di raggiungere già i 40-45°C, preparando già una fase B unica, un po' come quando si fa una vera e propria crema.
L'importante è, qualunque delle due opzioni seguiate, che il prodotto deve essere mantenuto in movimento, anche prima di aver fatto le aggiunte idrofile.
Infatti il rischio non è solo per la separazione delle due fasi, ma anche per il raffreddamento non uniforme, e per il deposito dell'Ossido di Zinco.
La seconda fra le due opzioni inoltre, crea anche un altro vantaggio, potrete in realtà inserire anche qualche ingrediente della fase C prima di “emulsionare”.
In ogni caso, la temperatura di 40-45°C è già “a rischio”, nel senso che il prodotto comincia già ad essere denso abbastanza da essere difficilmente lavorabile.
Vi consiglio quindi di usare fin da subito lo sbattitore per tenere insieme le due fasi.
Una volta inserito anche il Gel d'Aloe (o comunque inserita la fase B intera), potete procedere ad inserire anche la fase C, prima che il prodotto si raffreddi troppo e risulti troppo denso (in generale bisogna stare sempre nel delicato range 40-45°C).
Vedrete che, una volta inserita la fase C, la vostra pasta diventerà giallognola-marroncina (penso succeda anche nel caso usiate gli oleoliti).
Questo è anche il momento di dare una frullata più lunga, dato che il prodotto verrà un pochino ammorbidito dall'aggiunta degli oli.
Una volta che il prodotto risulta omogeneo, e anche della giusta consistenza (intorno ai 35°C), potete travasarlo in vasetti.
Io prediligo quelli larghi e bassi, come ad esempio il contenitore piatto di molte creme per le mani.
Una volta raffreddata fino a temperatura ambiente, la pasta si solidificherà, assumendo una consistenza burrosa e pastosa, adatta ad essere manipolata un po'.
Questa consistenza è perfetta per un prodotto che si ammorbidisce col calore della pelle, ma risulta non troppo scivoloso come un olio, ma nemmeno troppo asciutto come una normale crema emulsionata.
Se ne può mettere in abbondanza dove serve, senza che si spanda troppo, e senza che dia fastidio.
Io ad esempio uso sempre questa pasta dopo la ceretta all'inguine, e mi ha cambiato la vita!
In precedenza avevo la pelle irritata anche per un paio di giorni, con questa basta solo un'applicazione subito dopo la ceretta, e sono a nuovo già dopo una notte!

Gestione delle omissioni/sostituzioni:
Come ho già anticipato nella versione precedente, gli Estratti li potete sostituire con oleoliti, sempre di Calendula e Camomilla al posto di tutta la fase grassa “neutra” (7,2g), in questo caso vi consiglierei di eliminare anche l'Oleolito di Pomodoro, che ha più che altro il ruolo di inserire un po' di Licopene come ulteriore antiossidante, e non ha un'azione lenitiva.
La formulazione della pasta non è particolarmente complessa, ed escludendo gli ingredienti di difficile reperibilità: estratti CO2, Cera di Soia e Trietil Citrato, è composta da ingredienti che dovrebbe avere anche uno spignattatore non esperto.
Chiaramente irrinunciabili Ossido di Zinco, Bisabololo, Pantenolo, Tocoferolo, Gel d'Aloe e Miele, tutti ingredienti non difficili da reperire (se avete il Bisabololo Racemico raddoppiate le dosi e togliete 0,5 di olio dalla fase C).
I grassi in sé sono necessari, ma sostituibilissimi, si può fare la ricetta anche usando solo oli alimentari: Oliva, Soia, Girasole, Mais, Vinaccioli, Riso, Sesamo, Mandorla, Lino ecc... (ormai negli empori bio trovate un sacco di oli particolari, anche se quasi tutti termolabili!)
In questo caso, essendo appunto una pasta, che già di suo non è per definizione piacevole da spalmare, la cascata di grassi non è cruciale, l'importante è che inseriate almeno la stessa quantità di oli e burri diversi, risulta preferibile piuttosto una scelta di composizione: meglio usare, se è possibile, oli insaturi come il Lino (dove io ho messo Rosa Mosqueta), ricchi di Linoleico, che ha una funzione ricostituente sulla pelle.
Mentre la Cera di Soia, ovvero un olio idrogenato, è sostituibile da un altro olio idrogenato, i più comunemente venduti sono Avocado, Mandorla, Albicocca e Oliva, ecc…
Potete anche usare un conservante diverso da quello che ho usato io, intorno al 50% della dose indicata per 100g, se si tratta di un conservante resistente alle temperature e lipofilo potete inserirlo da subito, se è solo lipofilo potete inserirlo in fase C.
Il Dryflo lo considero essenziale per l'effetto sensoriale, aiuta a rendere il prodotto un po' più asciutto, ma potete realizzare lo stesso la ricetta se non lo avete, la pasta risulterà apparentemente più unta, ma già lo è, la differenza non sarà abissale.

E anche per oggi è tutto, spero che la ricetta vi piaccia!
Alla prossima!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi, Biodizionario.it, e la fondazione Wikipedia inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione

martedì 16 giugno 2015

Roll-On Lenitivo Post-Puntura

Ciao a Tutti,
torno a parlarvi di un prodotto utilissimo per l'estate, ovvero una cremina lenitiva post-puntura.
Nel mio caso l'ho preparata e inserita in un praticissimo roll-on riciclato, che mi è stato regalato dal mio parrucchiere.
Ho inserito tutto ciò che di lenitivo possiedo in una cremina emulsionata a freddo con Lisolecitina, eccovi qui la mia ricetta:
Fase A
Gel d'Aloe 41,7
Trimetilglicina  2
Pantenolo  2,1
Acqua di Rose  20
Cosgard 0,4

Fase B
Lisolecitina 3
Olio di Avocado 20
Olio di Cocco 10
Estratto CO2 di Camomilla 0,1
Estratto CO2 di Calendula 0,1
OE Lavanda 10gtt
Bisabololo 0,5
Estratto CO2 di Rosmarino 0,1

Dato che è un prodotto che normalmente non si usa in queste quantità, vi ho già indicato la ricetta rivista, su 25 grammi (Ho riempito 4 flaconcini con roll-on intercambiabile):

Fase A
Gel d'Aloe (Xantana) 10,43
Trimetilglicina  0,5
Pantenolo 0,53
Acqua di Rose 5
Cosgard 0,1

Fase B
Lisolecitina 0,75
Olio di Avocado 5
Olio di Cocco 2,5
Estratto CO2 di Camomilla 1 puntina di forchetta
Estratto CO2 di Calendula 1 puntina di forchetta
OE Lavanda 2gtt
Bisabololo 0,13
Estratto CO2 di Rosmarino 2gtt

il totale 24,94, quello che manca ai 25g dovrebbe corrispondere agli estratti CO2.

Veniamo ora al procedimento:
Si comincia, come sempre quando li si usa, con gli estratti CO2.


Vanno lasciati a macerare negli oli fino a completo scioglimento, ci vorrà un po', e la cosa migliore è continuare a mescolare più volte, mentre si prepara il resto.
Mentre gli estratti si sciolgono, possiamo andare a preparare la fase acquosa: si parte con il Gel d'Aloe, potete usare quello preparato con l'Aloe Liofilizzata e la Gomma Xantana come quello che faccio io, ma anche un Gel d'Aloe pronto, non abbiamo particolari problemi di incompatibilità, a parte il Pantenolo, che potrebbe smontare quelli gelificati in modo sintetico.
Fate tranquillamente tutte le aggiunte: Acqua di Rose (o Acqua Distillata), Pantenolo, Cosgard e Trimetilglicina.
Ho inserito qui il Cosgard perché il mio comincia ad essere “vecchio”, quindi fatica un pochino a sciogliersi.
Una volta completata la fase acquosa, attendiamo fino a che gli estratti CO2 non si saranno sciolti del tutto.
A quel punto possiamo fare le ultime aggiunte grasse: Estratto CO2 di Rosmarino, Bisabololo, Olio Essenziale di Lavanda e infine Lisolecitina.
È a questo punto che possiamo emulsionare. Trattandosi di semplice emulsione a freddo, di una quantità ridotta di prodotto, e di un cosmetico piuttosto fluido, possiamo tranquillamente usare l'areolatte per emulsionare.
Si tratta di una semplicissima emulsione a freddo, e in generale fare il prodotto è una procedura davvero molto breve, ci ho messo circa mezz'ora abbondante per tutto (compreso il riordino, escludendo però la soluzione degli estratti, quelli li ho preparati prima di pranzo, e ho ripreso dopo con calma).
Verrà una cremina piuttosto fluida, che passa giusta giusta dal roll-on metallico del contenitore che ho usato io. Si tratta di un kit per il trattamento della cute in fiale, ci sono un certo numero di fiale chiuse ermeticamente, e un'unica testina roll-on di alta qualità, niente a che vedere con quelle dei contenitori per lucidalabbra in plastica, tipo quelli che vende AZ, che costano pochissimo è vero, ma una volta usati è quasi impossibile riutilizzarli.

L'ho già testato da maggio, quando sono già stata presa d'assalto dalle zanzare tigre, e su di me riduce fin da subito il prurito.
Spero proviate a farlo anche voi!
A presto!

Rasmus

Si ringraziano il Forum di Lola, il Forum di Sai Cosa Ti Spalmi e Biodizionario.it inesauribili fonti di informazioni e di ispirazione